
Mancanza di elementi probatori: questa la motivazione con cui il gip Giulia Pravon ha disposto la carcerazione di Alberto Stasi, il 24enne unico indagato per la morte della fidanzata Chiara Poggi. Rigettata, quindi, la richiesta di convalida del fermo e della misura cautelare in carcere avanzata da parte di Rosa Muscio, il pm di Vigevano titolare dell’inchiesta.
A dare la notizia della decisione del giudice, che non ha ritenuto sufficienti gli elementi raccolti dalla procura, i legali del ragazzo. Che è tornato nella sua casa di Garlasco, prelevato dal carcere, con la macchina del padre, seduto tra i due genitori e nascosto dietro un paio di occhiali da sole. Alberto era stato prelevato lunedì 24 dai carabinieri per essere prima interrogato e poi condotto nella struttura penitenziaria di Piccolini, a pochi km di Vigevano, dove ha trascorso quattro notti.
Un colpo di scena in piena regola che per ora dà ragione alla difesa del laureando in economia. I tre legali avevano da subito contestato la prova principale su cui si basava la ricghiesta di fermo: una macchiolina di sangue trovata sui pedali della bici di Stasi.
Questa mattina il gip ha confermato le loro ipotesi: la traccia organica individuata dal Ris di Parma non è da considerarsi prova sufficiente a disporre il fermo, ma vale solo come indizio. Analoga decisione per quanto riguarda l’applicazione della misura cautelare in carcere: per il gip non sussiste il pericolo che Aberto possa fuggire.
Il VIDEO servizio:
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Commenti
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Il 28 Settembre 2007 alle 12:46 Carlalberto Iacobucci ha scritto:
Sulla presunta colpevolezza di Alberto Stasi ci sono troppi dubbi ed incertezze. La motivazione per cui il gip Giulia Pravon abbia di fatto scarcerato lo Stasi, sia del tutto legittima.
Il 28 Settembre 2007 alle 13:28 magnifico_rettore ha scritto:
Io sono un povero ignorante e, come ho avuto occasione di affermare più volte, quello che dico è frutto, in particolare, del mio istinto. Ciò premesso, non posso fare a meno di domandarmi: se il GIP - oggi - dice che le prove per incarcerare il signor Stasi NON SONO VALIDE, ma che cacchio, anzi che stracacchio lo ha messo “a fare” in galera due giorni fa ????
Il 28 Settembre 2007 alle 17:00 Corrado Buccieri ha scritto:
Sembra più facile ammazzare che andare
in galera..Oggi è più facile fare le
analisi sulle macchie,ma più difficile
interpretarne la giustizia.
Spesso sentiamo parlare di persone
arrestate e dopo qualche giorno liberate.Sbaglia chi li mette dentro o
è più forte chi li tira fuori?
Il 28 Settembre 2007 alle 19:13 alespecial ha scritto:
Uno sato garantista e’ sempre segno di un grado avanzato di civilta’.
Gli innocenti carcerati o magari giustiziati costituiscono una delle cose piu’ abominevoli che possano capitare ad un essere umano.
Sono veramente addolorato che qualcuno si dispiaccia che e’ stata scarcerata una persona sulla quale pesa un unico indizio costituito da un presunto frammento di sangue su un pedale della bicicletta di sua proprieta’.
Complimenti sinceri al giudice,il quale ha dimostrato buon senso.
Il 29 Settembre 2007 alle 0:42 leonardo66 ha scritto:
Secondo me Alberto stasi non è mai entrato in quella casa come ha sempre dichiarato e che conosca bene l’assassino.
Se no come si spiegherebbe il fatto che non abbiano trovato sue impronte?
Ciao a tutti
Leonardo
Il 1 Ottobre 2007 alle 19:32 eccehomo ha scritto:
Ma se non è stato lui, chi è stato?
Per credere nell’innocenza di qualcuno che è sospettabile bisogna anche almeno nutrire sospetti su qualcun altro (anche la giustizia aborre il vuoto). Come nel delitto di Cogne, anche qui manca l’alternativa.
Possibile che il vero colpevole, se c’è, abbia compiuto il delitto perfetto?
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