
La questione morale è la nuova emergenza della Chiesa italiana.
A tre mesi dal successo del Family day la Chiesa finisce sul banco degli imputati. Sotto accusa parroci, religiosi e persino due vescovi. La Chiesa “non ha paura della verità” e “i vescovi hanno tutti gli elementi per dimostrare l’infondatezza delle accuse” contrattacca il segretario della Cei, Giuseppe Betori. Ma Papa Ratzinger chiede il massimo rigore e non fa sconti.
Il primo decreto emesso dalla Congregazione per la dottrina della fede, il 27 maggio 2005 (un mese dopo l’elezione di Benedetto XVI), è stata la condanna di padre Gino Burresi, fondatore dei Servi del cuore immacolato di Maria, per abusi sessuali, abusi nella confessione e nella direzione spirituale. La causa era ferma da anni di fronte all’ex Sant’Uffizio. Il Papa ha voluto inviare un messaggio chiaro ai vertici della Chiesa italiana: tolleranza zero, non c’è più spazio per coperture e reticenze.
Da quel momento si è voltato pagina, come testimoniano le drammatiche cronache dei mesi successivi: da padre Fedele Bisceglie di Cosenza a don Lelio Cantini di Firenze.
Abusi sessuali e malversazioni finanziarie sono i principali reati contestati a sacerdoti. In realtà si tratta di una piccolissima percentuale sul totale degli oltre 50 mila preti italiani. Ma sono casi che riempiono le cronache giudiziarie con un’inedita frequenza.
Il 7 marzo 2007 cambia la guida della Chiesa italiana. Angelo Bagnasco prende il posto del cardinale Camillo Ruini. E poche settimane dopo le cronache giudiziarie danno ampio risalto alle inchieste che chiamano in causa due fedelissimi di Ruini: l’arcivescovo di Siena, Antonio Buoncristiani, e il vescovo ausiliare di Firenze, Claudio Maniago. Il primo era stato inviato a suo tempo dal cardinale a commissariare Famiglia cristiana, ritenuta poco organica con la Cei. Il secondo è il braccio destro dell’ex segretario generale della Cei, il cardinale Ennio Antonelli.
Enfant prodige della Chiesa italiana, Maniago è stato ordinato vescovo a soli 44 anni, su indicazione del cardinale Ruini. Ora è finito sotto accusa per festini a luci rosse e malversazioni nella gestione dei beni della diocesi. Gli innocentisti gridano al complotto. I colpevolisti annunciano una “mani pulite” della Chiesa italiana. Le indagini della magistratura sono ancora in corso e le accuse restano tutte da provare.
La Chiesa italiana è divisa: c’è chi agita lo spettro degli scandali di pedofilia come negli Stati Uniti e c’è chi accusa la stampa di aver ordito una campagna denigratoria.
Massimo Camisasca, fondatore della Fraternità sacerdotale di San Carlo Borromeo, una delle congregazioni religiose più attive e ricche di vocazioni tra quelle sorte negli ultimi trent’anni, invita a considerare entrambi gli aspetti: “Al primo posto dobbiamo mettere l’urgente necessità di una riforma della Chiesa. Al secondo posto c’è l’indubbio attacco sferrato alla Chiesa da parte di quei poteri che puntano a ridurla a una forza solo spirituale, priva di incidenza nella storia”.
Camisasca cita la denuncia fatta da Ratzinger poche settimane prima di essere eletto Papa: “Nelle meditazioni per la via Crucis del Venerdì santo 2005 il futuro Benedetto XVI ha lamentato la sporcizia che vi è nella Chiesa. La veste e il volto così sporchi della Chiesa ci sgomentano, ha scritto Ratzinger. Parole molto forti che danno idea di quanto sia chiara nella mente del Papa l’urgenza di una riforma della Chiesa. Benedetto XVI ha voluto dare un altro segnale molto forte in questa direzione: presto sarà beatificato Antonio Rosmini che denunciò le cinque piaghe della Chiesa e venne messo all’indice”.
La riforma della Chiesa per Camisasca deve partire dall’alto: “Si sente l’urgenza di porre mano a una riforma delle procedure con le quali vengono designati i vescovi. La Chiesa ha urgente bisogno di pastori: vescovi che siano capaci di prendersi cura dei propri sacerdoti, che li aiutino a discernere la propria vocazione e che seguano attentamente i seminari dove vengono formati i futuri preti”.
Una nuova tensione morale, insomma, “che coinvolga tutta la comunità cristiana senza occultare o minimizzare le mancanze e le difficoltà che oggi si presentano. Una Chiesa reticente sui propri peccati offre maggiori argomenti ai propri accusatori”.
D’altro canto il sacerdote invita a non sottovalutare “l’evidente attacco mediatico sferrato contro la Chiesa in generale e quella italiana in particolare”.
La principale ragione sta, a suo avviso, nelle posizioni assunte da Papa Benedetto XVI. Anche in questo senso si può fare un paragone con quanto accaduto negli Stati Uniti: la Chiesa americana è stata duramente attaccata sulla pedofilia per impedirle di alzare la voce contro il conflitto in Iraq voluto dall’amministrazione Bush.
“Oggi le parole di Ratzinger, che ripropone la forza dell’avvenimento cristiano contro la dittatura del relativismo, danno molto fastidio. Così come il continuo richiamo del Papa ai valori non negoziabili: vita, famiglia, libertà religiosa e libertà di educazione. Giovanni Paolo II proponeva con forza il medesimo messaggio ma la stampa e l’opinione pubblica sembravano concentrarsi più sul suo carisma mediatico che sulle sue parole esigenti. Con Ratzinger, invece, la reazione della cultura laica e dei mass media non si è fatta attendere”.

Analoga convinzione esprime lo storico Giovanni Miccoli, autore di un recente saggio che mette a confronto il pontificato degli ultimi due papi (In difesa della fede. La Chiesa di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, Rizzoli): “Il messaggio di Benedetto XVI si caratterizza per una decisa contrapposizione ad alcuni aspetti essenziali della civiltà odierna. In primo luogo la tradizione illuministica. A essa Ratzinger riconosce il merito di alcune acquisizioni importanti come il rispetto dei diritti dell’uomo. Ma gravissimo torto dell’illuminismo per Ratzinger è quello di aver misconosciuto le radici cristiane, escludendo Dio dalla coscienza pubblica e imponendo il relativismo etico”.
Secondo Benedetto XVI, spiega Miccoli, “l’uomo contemporaneo è minacciato da una cultura che fa della libertà la misura di tutto, aprendo la strada a conflitti devastanti, come nel caso dell’aborto o dell’eutanasia”.
A questo, osserva lo storico, si aggiunge “un’enfatizzazione del ruolo del magistero che richiede obbedienza da parte dei fedeli senza possibilità di essere messo in discussione”, come su temi quali il celibato ecclesiastico e l’omosessualità. La Chiesa di Ratzinger insomma non accetta compromessi con il mondo contemporaneo. E non fa sconti a chi non rispetta le regole.
LEGGI ANCHE: La carica dei cardinali verso il Concistoro novembrino
- Lunedì 1 Ottobre 2007

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Commenti
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Il 1 Ottobre 2007 alle 19:16 eccehomo ha scritto:
Vorrei avere per un attimo l’occhio di Dio per vedere cosa hanno combinato i preti nei lunghi secoli in cui hanno detenuto il potere temporale; altro che gli scandaletti che endemicamente emergono oggi dappertutto!. Ma essi possono stare tranquilli: proprio il fatto che esistono i preti dimostra al di là di qualsiasi dubbio che non esiste Dio.
Propongo tolleranza zero per qualsiasi religione. Chi sbaglia deve pagare, fino all’ultimo centesimo.
Il 1 Ottobre 2007 alle 22:01 marini ha scritto:
1° ottobre 2007
Caro ecceomo dal nome non traspare umilta’
Chi non ha peccato scagli la prima pietra.
La chiesa e’ la madre di tutti i Cristiani, senza Madre Chiesa non ci sarebbe nessuna storia e nessuna civilta’
e nessun diritto della legalita’ come tu reclami.
la pace sia con te.
Marini
Il 1 Ottobre 2007 alle 22:24 lucianotanto ha scritto:
hola…
il commento di “panorama” sulla “piccolissima”(!) percentuale di preti coinvolti in scandali e abusi…è disarmante: quante vittime di oscure trame finanziarie, quanti minori abusati da “pochi preti” ci vogliono per scandalizzarvi sul serio. vorrei vedere cosa direbbe “panorama” se scoprisse una “piccolissima percentuale” di abusatori di minori in qualche governo.
e poi, che negli stati uniti si parli di pedofilia per nascondere l’irak!, ma fate ridere.
il cattolicesimo e la sua chiesa, invenzioni italiane, vanno visti sempre con indulgenza, protetti e perdonati a priori, da un popolo di allevati in oratorio.
se questa è una repubblica…
saludos asqueados.
luciano tanto
salta (argentina)
Il 2 Ottobre 2007 alle 12:27 luanmagi ha scritto:
vado a memoria, e me ne scuso, ma già oltre 2000 anni fa il Nazareno condannò senza appello chi dava scandalo ai bambini consigliando loro il suicidio … e valeva per i generici, non fu presa in considerazione la posizione degli apostoli. Ma quello era il Nazareno. Papa Ratzinger ti ringrazio, un pò di pulizia non può che far bene alla religione…
Il 2 Ottobre 2007 alle 14:34 tarovolpi ha scritto:
faccio copia-incolla da Bispensiero
Come popolo, come cittadini, ci siamo sempre domandati, quando accadeva qualcosa di plateale nell’ambito dei reati sessuali, come fosse possibile che nessuno ne avesse mai parlato prima, che nessuno avesse denunciato. Siamo un paese in cui solo uno stupro su cinque viene effettivamente segnalato e un abuso su minori corre sempre il rischio di rimanere impunito.
La telefonata di Fiorenza, nome di comodo che al momento mi sento ancora vincolato ad adoperare, mi giunse inaspettata circa venti giorni fa, quando ormai la storia di Don Gelmini, il prete accusato di pedofilia ed abusi sessuali, era per me quasi gettata alle spalle.
Troppa politica bigotta, troppe falsità, la difesa di una destra che si arrampicava sugli specchi, adducendo motivazioni spesso vergognose. Ne avevo abbastanza, avevo anche dato la mia deposizione di cittadino agli inquirenti e amen, in più, anni prima, come scrittore, avevo anche realizzato un romanzo in cui raccontavo esattamente come accadevano certe cose, le dinamiche, i fatti nudi e crudi, perfino indicando dove.
Il mio compito civile era più che finito. Credevo. Se volevano tenerselo, contenti loro, gli affidassero pure i loro figli, io li avevo avvertiti.
Come spesso accade però, la nostra volontà, le nostre intenzioni, non coincidono con quelle di chi davvero governa questo universo di cause ed effetti, dunque la telefonata di questa madre impaurita mi scosse energicamente e per un attimo ebbi di nuovo la speranza che attraverso Fiorenza, (giovane donna che solo pochi giorni prima aveva perfino rilasciato violente dichiarazioni a favore del prete indagato e che aveva sposato completamente le posizioni della destra più becera), si potesse davvero “illuminare”, anche quella parte di società che ancora “non crede e non può credere” ai fatti narrati ormai sempre uguali da molti testimoni. [continua a leggere]
Per lo stesso motivo in fondo, per informare i più “disinformati,” avevo anche rilasciato interviste a giornali iper-popolari che non ho mai letto nemmeno al cesso. Ma io comunque non ero uno di loro , Fiorenza sì e la cosa cambiava tutto. Fiorenza si era fidata ed era stata tradita nel modo più infame.
Fiorenza era davvero un segnale quasi soprannaturale. Le cose che mi raccontò convulsamente quel giorno dicendo di essere rimasta spaventata dal mio libro, hanno un che di tragico certo, ma lasciano un gusto amaro in bocca specie per la scelta del silenzio che ne seguirà.
Fiorenza mi raccontò appunto che pur essendo lei stata una convinta Gelminiana fino ad arrivare ad insultare i media per le loro persecuzioni del “santo”, un brutto giorno la realtà le se era trasformata sotto gli occhi. Perché, dovevo sapere, continuò, lei aveva un figlio molto molto giovane in quella comunità, un figlio con problemi di spinelli, vita sbandata, niente quindi che la comunità possa correggere definitivamente, benché la vita paramilitare che ci si trascorre può dare questa impressione alle mamme e ai papà stile Fiorenza, e lei ne era stata contenta. Il figlio sembrava davvero “cambiato”.
e sembrava “diverso” da quando era entrato li, solo che ora era angosciata perché nella franchezza dei suoi giovani anni, il figlio, un giorno l’aveva prima soltanto avvertita “guarda mamma che il don non è uno stinco di santo” e poi in seguito, alle visita mensile della grande festa comunitaria di Zervò, in una occasione tra l’ altro piena di giornalisti, il ragazzo di fronte alle nuove rimostranze della madre aveva ammesso che le cose di cui parlavano i giornali erano vere: VERE.
“Perché mamma? Perché mi chiedi se penso che siano vere?” aveva poi rincarato il ragazzo, “sono vere perché sono accadute a me!” e poi si era rifiutato di aggiungere altro, neanche una sillaba e c’è da capirlo.
Qui comincia allora il delirio di Fiorenza che si avvia a telefonare a tutto il mondo conosciuto e sconosciuto per consiglio.
Tutte persone mi rendo adesso conto, tranne forse il sottoscritto, che la pensavano come lei prima dell’”incontro” con la verità e che le “consigliano”ovviamente sempre e soltanto di tacere. Certo per il bene di tutti, specie del figlio, pur se lui mai è stato consultato al riguardo.
La cosa gravissima è che gli ultimi abusi cui si riferisce Fiorenza e che riguardano suo figlio, coprono proprio il periodo antecedente la recente festa a Zervò , quindi con il prete già indagato da parecchi mesi! Un calcio in faccia ad ogni legge, non solo quella dello Stato.
Ma nonostante ciò, i fatti non la convinceranno, incredibilmente né a far uscire subito il ragazzo dalla comunità, come la supplicai di fare né a denunciare la cosa, adducendo deve dire le giustificazioni da mamma preoccupata meno credibili che io abbia mai inteso.
Fiorenza mi regalerà poi stralci di conversazione paradossali ed email in cui afferma cose come “in fondo penso che si sia trattato di un episodio lieve” e “che li tutti gli vogliono bene”. Lasciandomi di sasso e facendomi echeggiare nella testa i deliri di un certo Messori. “Tanto Marco” mi dirà infine, “una testimonianza in più una in meno cosa vuoi che cambi?”
Fin qui i fatti. Ma adesso ho ancora qualcosa da dirti, cara Fiorenza e voglio dirtelo in pubblico perché tu possa ascoltare anche campane meno “di parte” del sottoscritto.
Tu dici che per gli altri non cambia nulla ma anche stendendo un velo pietoso sulla strafottenza totale che dimostri per le sorti di tanti altri poveri ragazzi, questa tua vicenda non solo è importante ma fondamentale per l’indagine, perché significa che mentre era sotto indagine Gelmini continuava a fare le cose di sempre, il che forse ci fa capire meglio quel gesto dell’ombrello da lui rivolto a tutto il mondo civile. E questo sono cose che il PM deve sapere!
E poi non capisco, non vuoi giustizia per tuo figlio?
Ma si, ora parlo proprio direttamente con la tua coscienza di madre, cara Fiorenza! Tu così non stai proteggendo nessuno nè te stessa, nè tuo figlio, nè certamente i tanti altri ragazzi che si trovano in condizioni di sottomissione psicologica e fisica .
Stai facendo un danno enorme a tutti ed un giorno stai certa lo comprenderai. La comunità non serve a un ragazzo che ha problemi di fumo e rave party, se oggi ha imparato a rifarsi il letto e si è fatto la cresima questo è conseguenza di una violenza psicologica, di un plagio, segnali di una necessità di soppravivenza, non di cambiamento. Ma quando lo capirete voi genitori idioti che queste comunità che non sono servite ai tossici, mano che mai possono servire a ragazzini che si fanno le canne ?
Tornato a casa tuo figlio, se lo hai educato a non farselo il letto, non se lo farà di certo, perché in comunità lo costringevano a farlol E spero tu capisca che uso il paradosso del letto per evitare di parlare nel dettaglio di altre cose.
La comunità non è servita ai tossici veri, come può servire a tuo figlio? quanto vuoi farcelo stare? vuoi trasformarlo in un comunità dipendente ora che non dipende ancora da niente? Mentre nel tempo che passa li metti in pericolo la sua intera esistenza? Che ne sai tu di quello che accade li dentro? tu non ci sei li con LUI !
Sappi che nessuno in Italia, nessuno psichiatra privato sa niente sulle dipendenze tranne rarissimi casi perché se ne sono sbattuti per anni essendo solo una rottura di scatole per loro.
La tua rivoluzione obbligata da sostenitrice di comunità a madre di un figlio abusato, invece, avrebbe forse davvero convinto una parte di questo paese a tirare le somme e a procedere verso una direzione di politiche e sociali in cui un ragazzo sbandato e che si fa due canne non passi dallo sbandamento all’abuso, perché l’abuso dura un attimo ma si paga per tutta una vita, specialmente se non si ottiene giustizia.
Un periodo di sbandamento invece in due anni può essere solo un ricordo.
Tu dici che intuisci esser stato “un fatto leggero”, dunque primo non lo sai, dato che è l’ultima cosa che un ragazzo racconterebbe in dettaglio ad una madre, e poi come fai a ritenere leggero un qualsivoglia approccio di quel tipo approccio tra un vecchio satiro ottantenne e un ragazzo psicologicamente sottomesso? Sappi anche che dalle denunce non appaiono mai tali “approcci leggeri”, anzi.
Qui c’è qualcosa che non va e il motivo del tuo silenzio è dubbio, visti poi i consiglieri di cui mi hai parlato, questo è purtroppo un silenzio amorale pagato sulla pelle di una ragazzino.
I ragazzi “muoiono” di questo tipo di” proiezione materna”, ricordalo, di fronte a certi fatti i genitori che non sono in grado emotivamente di gestire una cosa del genere fanno solo danni.
Poi, non c’è alcun motivo di protezione personale per non denunciare il fatto, non devi andare sui giornali deve andare solo fino a Terni e nessuno verrà mai a sapere il tuo nome nè quello di tuo figlio, come nessuno conosce a tutt’oggi i nomi degli accusatori che non hanno voluto comparire.
La procura protegge i casi come il tuo.
Cara Fiorenza, io non voglio sembrare insensibile al tuo travaglio di madre, ho mantenuto la richiesta che mi hai fatto di non fare il tuo nome, ma ti prego e ti invito a prendere anche tu sulle spalle la responsabilità di quello che è accaduto.
La strafottenza, il pensare solo a se stessi “tanto ci pensano gli altri, uno in più uno in meno” è un modo meschino di affrontare un fatto tanto grave e più di ogni altra cosa imprigionerà tuo figlio in un “segreto” che gli peserà tremendamente sull’anima fino a che non se ne libererà.
Se vuoi aiutarlo portalo a Terni e fallo parlare! Liberare! Fallo e incoraggialo a farlo, per il suo bene, bene che stai travisando in modo così plateale.
Qualsiasi abusato ti direbbe le stesse cose. Qualsiasi persona di coscienza ti direbbe le stesse cose. Chi non ti dice così è solo perché ha interesse che “certe cose” non si sappiano, ma tu sei chiamata a fare la cosa giusta e in fondo nel tuo animo credo tu sappia qual è. Ma spero che ne riparleremo.
Ma il caso di Fiorenza purtroppo non è un caso limite , ma la prassi, ed è esattamente così con la primaria complicità delle famiglie che il don e tanti altri hanno avuto anni e anni di omertà, quando è capitato che sono stati scoperti, il che non è affatto sempre avvenuto.
Questo poi è un caso emblematico ed è il motivo centrale per cui in questo paese gli affari come quelli della comunità Incontro, così come gli abusi commessi in ambiti parrocchiali o in seminario possono continuare ancora ad accadere.
Nonostante le accuse, nonostante le verità, nonostante tutto.
Loro vanno avanti certi dell’omertà garantita da persone come te, e in fondo abusano anche di loro.
Il gesto dell’ombrello di don Pierino in effetti, è diretto a noi tutti, e con lui, lì a schernirci c’è tutto un mondo parassitario di destra estrema che la sincerità di Fiorenza, che da posizioni vicine proviene, avrebbe sgretolato con una doccia di verità cocente.
Una verità che sempre per colpa di questo tipo di persone noi in Italia non riusciamo mai ad avere, dovendo anche subire la derisione di chi conosce la verità, sapendo che noi non possiamo farci nulla, continua a restare dov’è, ci guarda e ci sbeffeggia, dope essersi macchiato, fino a “prova”contraria, di reati tra i più meschini e vili che “uomo” possa mai commettere.
Il segno dell’ombrello, Fiorenza, Gelmini lo fa più di tutti proprio a te, e questo è indegno.
Il 2 Ottobre 2007 alle 14:37 tarovolpi ha scritto:
Dimenticavo: l’autore di quanto sopra postato si chiama Marco Salvia giornalista e scrittore
http://www.bispensiero.it/inde.....Itemid=109
Il 2 Ottobre 2007 alle 22:03 eccehomo ha scritto:
Caro Marini, a te che sei il prodotto finito dell’indottrinamento religioso subito in gioventù voglio solo far notare che la mdre di tutti cristiani non è affatto la Chiesa, come dici tu, bensì la resurrezione di Gesù Cristo.
In altre parole “la madre di tutte le menzogne”. La Chiesa ne è solo il degno figlio. Noli me tangere.
Il 9 Ottobre 2007 alle 1:20 domastro ha scritto:
Caro ecceomo mi complimento per la Tua fantasia sull’indotrinamento.
Penso che qualsiasi cosa vada studiata a fondo prima di prendere una posizione.
La storia insegna e si ripete sempre.
Ti cito un sito che ti puo’ essere d’aiuto
http://www.templari.biz
pace e bene Magistri Marini
Il 20 Novembre 2009 alle 19:12 Preti pedofili: quando c’è il diavolo sotto la tonaca - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] Vaticano c’è sconcerto: Benedetto XVI ha scelto la linea dura contro i preti pedofili. Ma sempre più spesso deve fare i conti con i fedeli che difendono i sacerdoti accusati di abusi e [...]
Il 26 Novembre 2009 alle 18:52 PRETI PEDOFILI: QUANDO C’E’ IL DAIAVOLO SOTTO LA TONACA « Mirabilissimo100’s Weblog ha scritto:
[...] Vaticano c’è sconcerto: Benedetto XVI ha scelto la linea dura contro i preti pedofili. Ma sempre più spesso deve fare i conti con i fedeli che difendono i sacerdoti accusati di abusi e [...]
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