Dal Monte: il doping è come il fumo, gli atleti sanno cosa prendono

Laboratorio antidoping del Coni, a Roma
“È vero che prima non c’erano molti controlli, ma è altrettanto vero che c’erano meno sostanze in circolazione. Rimane il fatto che molta gente, atleti in questo caso, abbiamo fatto tutto coscientemente”.

Appare subito netta (e dura) la posizione del professor Antonio Dal Monte - uno dei fondatori dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport - tra i più critici e, allo stesso tempo, strenui difensori della lotta al doping, nel sostenere la sua opinione sul caso Garritano e, in generale, sulle malattie che dopo anni si manifestano per assunzione di sostanze proibite.
Professor Dal Monte, molte di queste persone, che anche recentemente hanno fatto denunce, hanno ammesso di non sapere quali sostanze utilizzavano.
Io non capisco, non siamo nel 1300. Non posso credere che questa gente abbia fatto tutto in modo superficiale. È come chi fuma: sa che il fumo fa male, ma sta con la sigaretta all’angolo della bocca.
Secondo lei, perché allora questi atleti, e non solo nel caso di Garritano, escono allo scoperto all’improvviso?
Qualcuno va a caccia di notorietà. Altri ancora, invece, vogliono sondare il campo, cercando dei responsabili a cui magari poi chiedere dei soldi. Non vi è quindi un impegno morale, altrimenti avrebbero parlato molto prima, non le pare?
Ma cosa si può fare per arginare un fenomeno ormai dilagante come quello del doping?
Lo dico spesso nelle interviste: repressione, repressione, repressione. È solo la “strizza” di essere beccati che poi fa dir loro certe cose. Credo poco a quelle persone che sulle soglie della pensione ci vengono a dire: “Non sapevo quale prodotto ero costretto ad assumere”. Così fanno solo la figura degli sprovveduti.
È lecito parlare di sport in cui ci si dopa di più rispetto ad altri?
Gli sport sono legati alle manifestazioni di massima espressione di una qualità meccanica che sono gli sport, appunto. Questi non sono altro che una scusa che l’uomo si è dato per misurare quanto di massimale la macchina corporea è in grado di fare nelle diverse situazioni operative nelle quali può esprimersi.
Una siringa
Tradotto?
Ciascuno sport stimola parti diverse dell’organismo umano e deve richiedere diversi tipi di stimolazione, quindi di doping che migliora e modifica la performance. Se lei prende un tiratore a segno che, per esempio, è leggermente tremebondo e gli dà un betabloccante diventa stabile come una roccia. Se, invece, dai ormoni a chi deve correre, lo gonfi e non cammina più. In sintesi ogni sport ha il suo doping specifico.
Ma chi si dopa di più allora?
Le faccio io una domanda. Chi in genere cerca qualcosa, in questo caso atleti dopati, dove si concentra, dove c’è un caso o dove è possibile trovarne molti?
La seconda che ha detto…
Esatto. Quindi, per esempio i ciclisti, la smettano di farsi trovare positivi e vedrete che nessuno li cercherà più. Basta, alla fine, avere un po’ di buona volontà e magari lo sport sarà finalmente tale.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 4 Ottobre 2007 alle 18:24 Massimo Sozzi blog » Dal Monte dice no al doping! ha scritto:

[...] Forse il titolo è poco serio e decoroso, spero che il Professor Antonio dal Monte non si offenda! Penso di no, almeno da quel poco che ho potuto vederlo in televisione mi è sembrato molto alla buona. Ma ciò non toglie nulla alla sua grande cultura e, come solo chi veramente conosce ciò di cui parla, alla sua capacità di comunicare. Ve lo ricordate nello studio delle notti olimpiche di Atene? Spettacolare! Oggi vi voglio invitare a leggere un’intervista che ha rilasciato a Panorama. Tutto nasce da una dichiarazione rilasciata da Salvatore Garritano, ex-calciatore anche del Toro dove vinse uno scudetto nella stagione 1975-76. L’ex-attaccante calabrese, classe 1955, poche settimane fa, dalle pagine del Quotidiano della Calabria, ha lanciato un’accusa pesante parlando della leucemia che l’ha colpito: “Il mio male potrebbe essere dovuto a quello che ci iniettavano quando giocavamo”. Leggetevi quanto dice a tal proposito il Professor dal Monte (l’intervista completa la trovate qui: «Professor Dal Monte, molte di queste persone, che anche recentemente hanno fatto denunce, hanno ammesso di non sapere quali sostanze utilizzavano. Io non capisco, non siamo nel 1300. Non posso credere che questa gente abbia fatto tutto in modo superficiale. È come chi fuma: sa che il fumo fa male, ma sta con la sigaretta all’angolo della bocca. Secondo lei, perché allora questi atleti, e non solo nel caso di Garritano, escono allo scoperto all’improvviso? Qualcuno va a caccia di notorietà. Altri ancora, invece, vogliono sondare il campo, cercando dei responsabili a cui magari poi chiedere dei soldi. Non vi è quindi un impegno morale, altrimenti avrebbero parlato molto prima, non le pare? Ma cosa si può fare per arginare un fenomeno ormai dilagante come quello del doping? Lo dico spesso nelle interviste: repressione, repressione, repressione. È solo la “strizza” di essere beccati che poi fa dir loro certe cose. Credo poco a quelle persone che sulle soglie della pensione ci vengono a dire: “Non sapevo quale prodotto ero costretto ad assumere”. Così fanno solo la figura degli sprovveduti. (…) Ma chi si dopa di più allora? Le faccio io una domanda. Chi in genere cerca qualcosa, in questo caso atleti dopati, dove si concentra, dove c’è un caso o dove è possibile trovarne molti? La seconda che ha detto… Esatto. Quindi, per esempio i ciclisti, la smettano di farsi trovare positivi e vedrete che nessuno li cercherà più. Basta, alla fine, avere un po’ di buona volontà e magari lo sport sarà finalmente tale». [...]

Il 4 Ottobre 2007 alle 19:43 eccehomo ha scritto:

Non si vuole, giustamente, che i ciclisti assumano sostanze proibite.
Ma coerenza vorrebbe anche che l’impegno fisico richiesto dalle competizioni fosse ben e meglio rapportato alle normali capacità atletiche umane.
Gare di duecentocinquanta kilometri tirati lasciano sbigottito l’uomo della strada, per non parlare delle competizioni a tappe, bellissime ma sovrumane. Detto da un non esperto.

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101