Mi accingo alla prova sul campo, o meglio su pista, con Vivianne, coautrice del blog dei ciclisti romani romapedala, con la sua bici da corsa rossa. Ci vediamo alla fermata della metro Ponte Mammolo (all’incrocio tra la via Tiburtina e la via Palmiro Togliatti).
Un cartello introduce il Corridoio della mobilità “Viale Palmiro Togliatti”. Come progettista figura l’Atac, Agenzia per i trasporti autoferrotranviari. Dal disegno si capisce che l’idea iniziale era quella di una ristrutturazione totale dell’aiuola spartitraffico, che doveva dar respiro al traffico locale. Importo complessivo dei lavori: euro 8.257.653.73, c’è scritto. “Infatti”, mi dice Vivianne che conosce bene la zona, “nell’aiuola accanto alla pista ciclabile doveva esserci posto anche per la corsia preferenziale degli autobus. Invece c’erano delle centraline, non si è potuto scavare per fare i lavori e così alla fine la corsia preferenziale è stata fatta togliendo spazio alla carreggiata e il traffico è congestionato. I residenti e i commercianti stanno protestando”. E i ciclisti? “Ora vedrai”, è la sua risposta sibillina. Cominciamo, allora. Dal nulla di un’aiuola spartitraffico partono due righe tirate per terra. 
Chi se la sente di definirla una pista? Non c’è nulla che differenzi il terreno “ciclabile” dal resto, è tutta sterrata, piena di aghi di pino. Non tutta, ci sono anche dei pezzi asfaltati, e sono già rovinatissimi. Il rosso tipico della ciclabilità si è sfaldato tristemente, non ne resta quasi più nulla. 
Ma la cosa che colpisce in realtà non è il terreno. È l’impossibilità di pedalare per più di due minuti consecutivi. Non c’è un rettilineo. Ci sono blocchi di cemento? Si gira attorno ai blocchi di cemento. Ci sono cartelloni pubblicitari? Si gira attorno ai cartelloni pubblicitari. Ci sono le inversioni di marcia per le automobili e si deve attraversare la strada per tre volte, aspettando di fronte a tre semafori, prima di poter riprendere la pista.
All’interno del tratto asfaltato ci sono anche attraversamenti pedonali e per non vedenti.
E se si fosse stanchi di tante interruzioni, più che di tanto pedalare, arrivano le rastrelliere.
Ben lontane da qualunque attività, zona abitata, passaggio umano. Insomma, impossibile gettarci un occhio, sono cattedrali vuote costruite nel deserto che è questa pista. Per la forma che hanno non ci si può legare tutto il corpo della bicicletta, quindi se dovesse passare di lì un malintenzionato avrebbe gioco facile a farci ritrovare solo la ruota.
Andiamo avanti. Anzi no. Il mio entusiasmo da ciclista per un giorno riceve il colpo di grazia. Una specie di rotonda semplicemente ti riporta da dove sei venuto. 
L’alternativa è solo quella di lanciarsi, stile kamikaze, nel traffico sfrecciante della Palmiro Togliatti per proseguire verso la Collatina o prendere la Roma-L’Aquila.
Vivianne mi sorride. Non voleva deludermi, altrimenti me lo avrebbe detto per telefono che, per come è la pista, si poteva anche andare a piedi.
Guarda la GALLERY - La documentazione raccolta dal blog Romapedala sulla ciclabile di Via Palmiro Togliatti
- Martedì 2 Ottobre 2007


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Commenti
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Il 2 Ottobre 2007 alle 12:08 Roma, la pista ciclabile provata per voi: Circo Massimo e Caracalla » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Roma, la pista ciclabile provata per voi: via Palmiro Togliatti [...]
Il 2 Ottobre 2007 alle 15:50 vignaclarablog.it ha scritto:
Ottimo servizio. Vi invitiamo a fare la prossima tappa sulla ciclabile Ponte Milvio - Castel Giubileo le cui condizioni abbiamo descritto in questo articolo: http://www.vignaclarablog.it/p.....ciclabile/
grazie.
Il 6 Ottobre 2007 alle 14:10 Roma in biciletta: il Comune investe in piste ciclabili. Le abbiamo provate per voi » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] LE PROVE SU PISTA: la Periferia: via PalmiroTogliatti e il Centro, tra Circo Massimo e Caracalla - La GALLERY [...]
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