
Era addirittura più famoso dell’orso Yoghi, quello dei cartoons. Almeno nei centri abitati del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm). Perché l’orso “Bernardo” era vero, vivo e non disdegnava fare “visita”, la notte, ai pollai della zona. “Era” perché è stato trovato morto, insieme alla sua compagna e a un terzo esemplare (oltre agli altri due orsi trovati morti, per cause naturali pare, una quindicina di giorni fa e di cui si è saputo solo ora), nel territorio montano di Gioia dei Marsi, nel cuore del Parco (uno dei più antichi d’Italia con una superficie di 80mila ettari). E ora scatta l’allarme, visto che si fa sempre più probabile l’ipotesi, portata avanti dagli investigatori del Corpo forestale dello Stato, dell’avvelenamento.
Il ritrovamento è stato fatto dal personale che seguiva l’orso Bernardo attraverso il radiocollare satellitare che aveva smesso di trasmettere il segnale: in seguito a successive perlustrazioni attuate dal personale del Servizio di Sorveglianza, de Cta del Corpo Forestale dello Stato e la collaborazione dei ricercatori del Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo dell’Università La Sapienza di Roma, nella stessa zona, è stata ritrovata un’altra carcassa di un’orsa adulta.
“È una grave perdita - ha detto il direttore del Parco, Aldo Di Benedetto - che incide sul potenziale riproduttivo della popolazione dei plantigradi già numericamente esigua; per di più viene a mancare l’orso “Bernardo” che, negli ultimi anni, tanto ha fatto parlare di sé per gli incontri ravvicinati nei centri abitati e che ha battezzato una delle tante associazioni costituitesi per la tutela della specie”.
“La stretta sequenzialità dei ritrovamenti rafforza la tesi di un possibile avvelenamento” dichiara Livia Mattei, esperta biologa e funzionario del Corpo forestale dello Stato “anche se non è escluso che sia stato accidentale e non necessariamente legato alla volontà di sopprimere Bernardo, considerato in passato un orso problematico”.
Dello stesso avviso anche il Wwf, che ha messo una taglia di 10mila euro sui responsabili dell’uccisione dei tre orsi marsicani, due femmine e un maschio, nel Parco nazionale d’Abruzzo: “Si tratta di un atto criminale gravissimo”, ha detto il presidente onorario dell’associazione Fulco Pratesi. “Un Paese civile non può permettersi questi scempi”, ha aggiunto. La somma verrà versata a chi consegnerà i responsabili alla giustizia.
Stando alla denuncia del Wwf, in Abruzzo si sta compiendo una vera e propria mattanza della fauna. Un fenomeno che colpisce non solo gli orsi, ma anche i lupi. Per risolvere il problema, l’associazione ha chiesto “la creazione di una speciale task-force, una sorta di Ris, per la tutela dell’orso marsicano, in grado di condurre indagini puntuali e rintracciare i responsabili di un reato gravissimo che distrugge la nostra fauna”.
Ecco, ci mancano solo i Ris specializzati in “orsocidi”…
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Commenti
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Il 3 Ottobre 2007 alle 14:08 Carlalberto Iacobucci ha scritto:
Nel momento in cui s’arriva a sopprimere tre poveri orsi marsicani verosimilmente avvelenati, si evidenzia non solo il bracconaggio, ma lo smarrimento ed il crollo dei valori umani. Auspico che indiscussi criminali offrano alle galere la loro presenza dando il prezzo dell’infamia commessa.
Il 4 Ottobre 2007 alle 11:11 eccehomo ha scritto:
I bracconieri e gli incendiari devono essere dichiarati “selvaggina”: licenza di sparare e premi a chi gli ficca una pallottola in testa.
Il 18 Ottobre 2007 alle 14:09 Taglie su chi ha ucciso gli orsi in Abruzzo ha scritto:
[...] Così, mentre il Wwf mette una taglia di 10mila euro sui criminali che hanno agito contro questi animali e nello stesso tempo chiede la creazione di una speciale task-force, una sorta di Ris, per la tutela dell’orso marsicano, il Ministro Pecoraro Scanio dichiara che bisogna arrestare e condannare in modo esemplare i criminali ambientali. [...]
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