
È un irriducibile brigatista l’uomo arrestato dopo una rapina alla sede centrale del Monte dei Paschi a Siena che stava fruttando 170mila euro. Cristoforo Piancone, 57 anni, membro della direzione strategica delle vecchie Brigate Rosse, era in regime di semilibertà: “Di giorno “dice il suo avvocato Riccardo Vaccaro di Alessandria” mi ha detto che faceva il bidello in una scuola a Torino”. Di sera dormiva nel carcere a Vercelli. Piancone, condannato all’ergastolo per concorso in sei omicidi e due tentati omicidi, imputato per la strage di via Fani e la morte di Aldo Moro, aveva ottenuto la semilibertà dal tribunale di sorveglianza di Torino all’inizio del 2004. Non si era né pentito né dissociato.
I giudici, ha detto il ministro dell’Interno, Giuliano Amato commentando lo stato di semilibertà dell’ex brigatista, devono essere “consapevoli di esercitare una responsabilità enorme”. Da Palazzo Chigi si fa sapere che ora: “È opportuno che vengano fatte le verifiche” sul caso dell’ex br Cristoforo Piancone. Sul caso, si sottolinea “si è mobilitato” il ministero della Giustizia.
Dure critiche dall’opposizione, con la vice presidente di Forza Italia, Isabella Bertolini, che chiede che il ministro della giustizia Clemente Mastella, “invece di tentare di bloccare la scomoda inchiesta di Catanzaro, mandi immediatamente gli ispettori ministeriali al tribunale di sorveglianza di Torino per comprendere perché Cristoforo Piancone, un pericoloso brigatista condannato all’ergastolo per concorso in sei omicidi e due tentati omicidi, sia stato inopportunamente premiato con la semilibertà”.
![[b]Indulto[/b]<br /> [i]Siena, 2 ottobre 2007[/i] - Una rapina in banca eclatante, per luogo e disponibilità di armi. Un colpo, quello messo a segno nella sede centrale del Monte dei Paschi, in pieno centro a Siena, che ha aperto interrogativi preoccupanti, per il coinvolgimento dell'ex br, Cristoforo Piancone, 57 anni, condannato all'ergastolo per concorso in sei omicidi e due tentati delitti, 25 anni scontati e dal 2004 in semilibertà : la notte a dormire nel carcere di Vercelli, di giorno bidello a Torino. Quando è stato bloccato dalla polizia aveva tre pistole e con una ha cercato di sparare: ci ha provato tre volte, spiegano, senza riuscirci a causa della sicura. Per questo l'accusa è anche di tentato omicidio. [i](Ansa)[/i]</p> <p>[i](Credits: [url=http://uberg.ods.org/]Gianfranco Uber[/url])[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10027/normal_indulto.jpg)
L’ex brigatista nel corso della rapina alla Banca Montepaschi di Siena ha tentato di sparare a un giovane poliziotto che gli si era parato davanti, ma la sua pistola, una Beretta, si è inceppata: “Se la pistola avesse funzionato” ha affermato il questore di Siena Massimo Bontempi “avrei avuto delle difficoltà a dare spiegazioni ai familiari sul perché fosse libero. Siamo stati fortunati, sarebbe potuto accadere di tutto”.

La rapina, che stava fruttando un bottino di 170mila euro poi in gran parte recuperato, è stata compiuta insieme ad un giovane complice, senza l’aiuto di fiancheggiatori: i due hanno parcheggiato davanti all’edificio una moto rubata, si sono fatti dare il denaro e sono fuggiti verso la periferia della città. La Polizia, grazie alla segnalazione di un’agente in borghese, è stata però subito sulle loro tracce, fino alla cattura.
Piancone è stato trovato con quattro pistole addosso, non ha fornito le sue generalità agli agenti, e non ha nominato un avvocato.
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Commenti
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Il 3 Ottobre 2007 alle 11:32 daniele1950 ha scritto:
Perchè meravigliarsi, finchè certi luridi criminali di stampo comunista avranno padrini in magistratura e nel parlamento, perchè meravigliarsi? Nelle segreterie del parlamento siede un pluri-omicida, ci sono sale dedicate a mancati assassini, perchè meravigliarsi? I ministri accolgono all’aeroporto una pluricondannata in concorso in omicidio, perchè meravigliarsi?
Il 3 Ottobre 2007 alle 12:14 pepero ha scritto:
E’ una cosa inconcepibile, come si possono concedere benefici ad una persona che ha commesso sei omicidi.
Allucinante, di giorno faceva il bidello: pensa i genitori degli alunni quando hanno saputo che il bidello era un ex br pluriomicida condannato all’ergastolo.
E’ ora di dare finalmente certezza alla pena: chi sbaglia deve pagare, se è ergastolo, è carcere a vita e basta.
Il 3 Ottobre 2007 alle 12:31 bof_1947 ha scritto:
Sarei profondamente grato a qualunque giornalista voglia intervistare il giudice che ha concesso la libertà a questo “simpatico” individuo.
Solo per poter sapere quali motivazioni può avere un giudice a concedere la libertà ad un PLURIERGASTOLANO ………
Il 3 Ottobre 2007 alle 13:54 pietro1967 ha scritto:
lo dicevo io, uùinvece di fare la persona onesta mi conveniva ammazzare qualcuno… poi mi dichiaravo pentito di mafia o chiedevo di entrare nei lavoratori socialmente (in)utili e AVEVO TUTTO SERVITO DA RE . poi nei ritagli di tempo posso sempre ammazzare qualcuno o rapinare una banca tanto mi dichiaro di sinistra dico che sono estrema sinistra mi invento una storia strappa lacrime e mi ci scappa pure l’invito in tv. che schifo di paese e quella facia di bronzo del nostro primo ministro che dice che fa ? nulla tanto per lui siamo solo carne da macello. ma vada a fare la persona seria e si svegli una buona volta e vediamo se la digos dovra indagare su di me per averlo descritto come un macellaio di scarso vaslore pure. il giudice che ha permesso la liberta’ di un pluri omicida beh su quello l’unica cosa da dire e’ continua cosi anzi metti in liberta qualche serial killer cosi’ siamo tutti piu’ sicuri. tanto dira’ le solite fregnaciate e lo stipendio mica lo levano a lui. grazie di avermi fatto dire la mia opinione
Il 5 Ottobre 2007 alle 11:14 Dei delitti e delle pene: quando si muore tra le sbarre come a Livorno » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Mentre le polemiche sulle scarcerazioni facili e l’indulto riempiono le pagine dei giornali, il caso del carcere di Livorno richiama l’attenzione del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ma passa inosservato all’opinione pubblica. Panorama.it ha deciso di raccontare quello che succede dietro quelle sbarre. [...]
Il 6 Ottobre 2007 alle 12:15 pasmes ha scritto:
Continua a essere così: più si polemizza, scandalizzati, e più i fatti si ripetono senza alcuna speranza di risoluzione. Poi, quando l’esasperazione ci spinge a sostenere che in Italia la Giustizia non è una cosa seria, ma piuttosto una gravissima opportunità per qualcuno di fare discriminazioni e favoritismi, veniamo etichettati come qualunquisti o persone insensibili al diritto di chi sbaglia, (anche uccidendo sei e più volte e commettendo atti di violenza inaudite), di reinserirsi nella società.
Ma allora perché lo chiamiamo ergastolo, se invece si tratta di una finta pena, del tutto temporanea, inflitta tanto per calmare gli animi e gabbare chi ha subito?
In Italia, la certezza della pena è diventata un’utopia e l’ergastolo sinonimo di “alloggio gratis” e “licenza a delinquere”. Di giorno si è liberi di fare il proprio comodo e la sera si torna in carcere per dormire a spese dello Stato, pur essendo un pluriomicida e una persona trasformata in bestia.. (Sconcertante!).
Io vorrei proprio conoscere i nomi di coloro che hanno approvato una legge del genere (ammesso che esista).
Fatto sta che, la discrezionalità riconosciuta a una singola persona di concedere la libertà parziale o totale a un criminale pluriomicida condannato all’ergastolo, è un non senso, è una aberrazione della nostra società che andrebbe subito rimossa, anche perché chi gestisce tale inconcepibile potere, seppur onesto, potrebbe subire forzature, ricatti e minacce per essere costretto a fare cose contrarie alla propria volontà (sicuramente ingiuste).
A questo punto critico l’inefficienza della politica che continua a mantenere questo stato di cose, (chissà per quale motivo), e ritengo di dovermi schierare dalla parte di chi sostiene che la pena della reclusione (specie quella derivante da atti di violenza), vada scontata fino in fondo, e che il persistere della possibilità, da parte di qualcuno, di eludere le risultanze dei processi, rendendoli così una inutile e costosa sceneggiata, rende l’esercizio della giustizia un vergognoso potere nelle mani di chi può avere interesse a operare discriminazioni e ingiustizie sui cittadini.
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