Quella strana morte “naturale” nel carcere di Livorno: il caso Lonzi

Il detenuto di 28 anni trovato senza vita in una cella del carcere di Livorno nell'estate 2003. Il caso fu archiviato come morte naturale, ma 4 anni dopo la procura ha deciso di riaprire l'inchiesta.
Marcello Lonzi, un tossicodipendente livornese di 28 anne, muore in carcere. Il suo cadavere viene ritrovato dalla polizia penitenziaria e dal suo compagno di cella. Il corpo disteso sul pavimento, tra la porta e il radiatore ha numerose ferite e il volto tumefatto. È l’11 luglio 2003. Poche settimane dopo, il caso viene archiviato come morte naturale, ovvero arresto cardiocircolatorio. Ma la madre del ragazzo non si è mai arresa a una verità difficile da accettare.

La lotta di Maria Ciuffi, che in questi anni ha continuato a chiedere giustizia, ha fatto sì che la stessa Procura livornese riaprisse il caso e riesumasse il cadavere. Nuovi elementi, infatti sono emersi recentemente e molti fatti nuovi stanno venendo alla luce proprio in questi giorni: il magistrato Antonio Giaconi sta ascoltando nuovamente i detenuti che erano con Marcello Lonzi, lo stesso compagno di cella che aveva trovato il corpo e anche alcuni agenti della polizia penitenziaria che quel giorno erano in servizio.
La Procura livornese, con queste nuove indagini, vuole capire che cosa abbia provocato l’arresto cardiaco al giovane detenuto. Se, in sostanza, Marcello Lonzi, come sostiene la madre da anni e come sembrano rivelare alcune foto choc del cadavere appena rinvenuto (che Panorama.it ha potuto vedere ma ha deciso di non pubblicare), è stato vittima di un pestaggio. La riesumazione del cadavere ha portato alla luce fratture costali e altre lesioni che difficilmente possono essere spiegate con la tesi della morte naturale.

Commenti

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Il 5 Ottobre 2007 alle 11:14 Dei delitti e delle pene: quando si muore tra le sbarre come a Livorno » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Caratteristiche peculiari che, secondo uno studio effettuato da Laura Astarita, Paola Bonatelli e Susanna Marietti sulle 208 carceri italiane, rendono il carcere livornese un modello della massima separazione e fanno sì che sia gestito “con una forte attenzione agli aspetti custodialistici che hanno ricadute negative su attività trattamentali”. Il carcere di Livorno [...]

Il 5 Ottobre 2007 alle 15:15 theyed ha scritto:

Era una brava persona Marcello Lonzi.. come tutte quelle lissù

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