
”Ho letto i resoconti sulla trasmissione Anno Zero. Mi sembra che non vi si possa riscontrare nulla della serietà, della professionalità e dell’appropriatezza che dovrebbe avere una trasmissione che riguarda la giustizia”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Romano Prodi, a proposito della puntata dedicata alla vicenda De Magistris. Fin qui l’Ansa. Che dire? Quanto meno che appare singolare come ci si possa sbilanciare in giudizi tanto severi, impegnativi e definitivi sulla base di “resoconti”. Tanto più da parte di chi ha la responsabilità del governo.
Forse se Prodi avesse visto la puntata del programma di Michele Santoro - ma soprattutto se avesse ascoltato dal vivo le testimonianze di Luigi De Magistris e Clementina Forleo - oggi qualche dubbio in più ce l’avrebbe. O forse quei dubbi se li terrebbe paludandoli egualmente di certezze pro-Mastella. Perché il problema è tutto qui: non la professionalità o l’imparzialità (non è quella la caratteristica di Santoro) di un programma televisivo, non la situazione della giustizia, ma la questione Mastella.
Il Guardasigilli è da tempo finito nel tritatutto mediatico-televisivo. Forse, anzi probabilmente, senza troppe colpe dirette. Magari ha peccato di ingenuità per essersi prestato al gioco, ma neppure questo è il punto. Il punto è che Mastella è decisivo per la sopravvivenza del governo, e dunque Prodi lo difende a priori. Così come, sempre a priori, rassicura Antonio Di Pietro che vorrebbe far fuori Vincenzo Visco, o Lamberto Dini che farebbe a fette l’estrema sinistra e i sindacati. Salvo poi ripetere lo stesso copione, con le battute al rovescio, con Visco, sindacati ed estrema sinistra.

Non con i magistrati, però. Quelli sembrano improvvisamente diventati figli di nessuno. Non stanno a cuore al governo e alla maggioranza di sinistra, dal momento che indagano su alcuni pezzi grossi dell’Unione , così come fino a poco tempo fa si erano dedicati al centrodestra. E infatti i De Magistis e le Forleo, non stanno a cuore neppure all’opposizione, in nome del garantismo. Perfino il Csm, organo lottizzato di autogoverno della magistratura, sembra non sapere più che pesci prendere: lunedì dovrebbe decidere se togliere o meno a De Magistris l’indagine sulle collusioni tra toghe, politici e business in Basilicata e Calabria. Ma il Csm guidato da Nicola Mancino, ex maggiorente della Dc, ha già detto che magari dovrà prendersi un rinvio.
Non si può certamente stabilire ora se De Magistris stia facendo il suo lavoro o se si sia anche lui ammalato di protagonismo come altri suoi colleghi. Così come è evidente che nei programmi di Santoro c’è un sovrappiù di partigianeria e antipolitica, a cominciare dalle lettere di Marco Travaglio. Ma in quest’ultimo caso siamo nel campo delle opinioni, discutibili quanto si vuole; nel primo caso - i magistrati - siamo invece nel minatissimo campo della separazione dei poteri. Ed è singolare che appena la Forleo approfondisce l’indagine sull’Unipol la Camera alzi le barricate intorno a Massimo D’Alema, mentre appena De Magistis sfiora Prodi e Mastella piombino gli ispettori.
Non vogliamo che la magistratura torni ed essere arbitra della politica e del Paese, come negli anni Novanta? Si desidera combattere il grillismo e il populismo? Il modo migliore sarebbe lasciar fare ai magistrati il loro lavoro, e lasciare che i politici eventualmente coinvolti si difendano nelle sedi proprie: non gli mancano certo mezzi e strumenti. Diversamente non sapremo mai se De Magistris è una vittima o un mitomane. Soprattutto non sapremo se i D’Alema, i Mastella, i Prodi, i Fassino, come ieri i Berlusconi ed i Previti, si sono davvero macchiati di qualche reato, oppure sono esposti ad una indebita “gogna mediatica”. “Comportamento illegittimo ma non illecito” ha del resto stabilito la Procura di Roma a proposito di Visco nell’affaire del generale Speciale. Bel modo di fare chiarezza e rispondere all’opinione pubblica.
Questo, preso da YouTube, è l’intervento di Clementina Forleo a Anno Zero:
- Venerdì 5 Ottobre 2007
Tutto sulla tragedia della Costa Concordia
La pirateria online è un furto?
Avetrana: video, articoli e foto esclusive
IL MEGLIO DEL 2011







LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie
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Le grandi inchieste sul sesso di Panorama








Lettere dal fronte dei nostri soldati














Commenti
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Il 5 Ottobre 2007 alle 14:48 aveyron ha scritto:
Ma, per caso, l’onesto De Magistris di Catanzaro è lo stesso De Magistris di Napoli di qualche anno fa, quando Agostino Cordova fu destituito ingiustamente dall’incarico di Procuratore della Repubbllica?
A leggere il brano seguente (tratto da “Il giusto processo”, n. 10 del 2004, pag. 354 e ss.) sembrerebbe di sì: “E si tralascia il fatto che i pm del procedimento nel corso del
quale avvenne l’arresto dei poliziotti in relazione alla manifestazione
dei no global del 17/3/2001, dott. F. Cascini e dott. M. Del
Gaudio, appartenevano (assieme con l’altro magistrato della
Procura dott. De Magistris Luigi) alla segreteria scientifica del
«Manifesto per la Giustizia» che organizzò a Napoli il convegno del
10-11 maggio 2002 volto a spiegare le «forme del dissenso» dei predetti
no global. Detti magistrati erano inseriti nei manifesti e/o nella propaganda del convegno tra coloro che sarebbero intervenuti, assieme col procuratore aggiunto dott. P. Mancuso, coordinatore delle indagini svolte dal dott. Cascini e dal dott. Del Gaudio. Dopo il clamore suscitato dagli arresti dei poliziotti, avvenuti il 26/4/2002, e cioè pochi giorni prima del predetto convegno, da notizie di stampa si è appreso che i due pm e il procuratore aggiunto non vi avevano partecipato, o, comunque, non erano intervenuti”.
Verrebbe da dire chi di CSM ferisce…
Il 5 Ottobre 2007 alle 16:56 Corrado Buccieri ha scritto:
Premetto che non sono un simpatizzante di Santoro,però dall’inutile coro dei
politici attraverso la stampa e la TV,
che avvertono l’imminente caduta di Prodi,,il giorno dopo con sicurezza il
Prodi annuncia “Questo lo decido io” e
si va avanti così.
Esiste un post,-chi farà cadere Prodi-
a questo punto penso che la persona
indicata sia proprio Santoro.
Il 5 Ottobre 2007 alle 17:42 mephisto ha scritto:
dalla rivista “Criminologia”
Poteri occulti, massoneria, ‘ndrangheta, lobby di corrotti e corruttori, giudici collusi?
BISTICCIO, LA PROCURA INDAGA LA PROCURA
di Prof. Saverio Fortunato
(Specialista in Criminologia Clinica, Docente al Corso di Laurea Scienze Investigazione, Università di L’Aquila)
A Catanzaro c’è un pubblico ministero, Luigi De Magistris che, evidentemente, si ritiene soggetto soltanto alla legge, è convinto che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, applica l’esercizio dell’obbligatorietà dell’azione penale quando si trova davanti ad una notizia di reato. In pratica, è uno che fa onestamente e semplicemente il suo mestiere, così come viene insegnato di fare a tutti gli studenti della facoltà di Giurisprudenza.
Che cosa accade? Sotto le lenti distratte dei mass-media nazionali (impegnati nel fare giornalismo investigativo su dove Manuela Arcuri passa le vacanze o con chi va in ferie Valentino Rossi), ecco che questo semplice magistrato viene fatto oggetto di circa 40 interpellanze parlamentari, per sollecitare una presunta “incompatibilità ambientale” e numerose ispezioni ministeriali. L’obiettivo palese è di scippargli di mano le inchieste. Afferma Luigi De Magistris: “Mirano a dimostrare la mia incompatibilità a svolgere le mie attuali funzioni”. Lo ha dichiarato anche davanti al CSM e lo ha detto in una segnalazione inviata alla Procura di Salerno, competente per territorio. Ha spiegato di una cupola che lega tutti i poteri forti della Calabria e della quale farebbero parte anche fette consistenti della magistratura. Dice De Magistris: “Ritengo che ci siano singoli casi di magistrati collusi e, quindi, la magistratura per essere credibile, deve fare pulizia al suo interno, senza aspettare che si arrivi alla commissione di reati”. Poi aggiunge: “Ritengo che stiano emergendo delle nuove forme di associazioni segrete vietate dalla legge,e nuovi centri di potere occulti che operano con ramificazioni e collusioni molto penetranti all’interno delle istituzioni”.
Per capire ciò che aziona le iniziative ispettive e gli attacchi che subisce De Magistris, è sufficiente sapere quali indagini conduce: intrecci tra massoneria, poteri occulti, politici corrotti e corruttori.
La notizia ultima, che i suoi indagati lo trasformano in indagato, è quella data da “Il Quotidiano della Calabria”, nell’articolo di Fabio Amendolara del 9 agosto a p. 10, col titolo: “Intercettato De Magistris. Le telefonate del pm che indaga sulla Procura di Matera nel fascicolo su carabinieri e giornalisti. Ascoltate anche le chiamate del deputato Belisario, del gip Romaniello e del colonnello Pizzarelli“.
Nel caso De Magistris il Consiglio Superiore della Magistratura potrebbe sia sciogliere il dilemma, archiviando le richieste strumentali di presunta “incompatibilità ambientale”, senza andare per le lunghe sia garantire l’assenza di abusi di potere della Procura che indaga sulla Procura. Anche la Procura di Salerno, sollecitata per competenza territoriale, dovrebbe darsi una mossa.
In assenza di ciò, l’episodio dell’inchiesta che produce la controinchiesta, l’indagine scippata che passando di mano rischia di andarsene in alto mare, le ripetute ispezioni ministeriali e compagnia cantando, mettono in scena un meccanismo politico-giudiziario inquietante, in base a cui: chi indaga diventa indagato; l’indagine innesca la controindagine; la procura indaga su un’altra procura e alla fine diventa incomprensibile chi rappresenta legittimamente la giustizia.
Per fare un paragone astratto, è come se un carabiniere che intende arrestare un poliziotto corrotto, quest’ultimo s’ingegna per arrestarlo per primo e gli rivolge contro la stessa accusa. Come la mettiamo? Dobbiamo capire qual è l’arresto legittimo e qual è l’abuso di potere? Che cosa accade se ogni poliziotto sospettato arresta il carabiniere che lo sospetta o viceversa? Ovvero, se ogni magistrato indagato apre fascicoli e indaga contro il suo indagatore? In questo meccanismo da corto circuito c’è in ballo non tanto il singolo magistrato onesto, ma la fiducia nella democrazia e nell’intero sistema giudiziario.
Il 6 Ottobre 2007 alle 2:14 luanmagi ha scritto:
la Dott.ssa Forleo ha mandato, con una dignità senza pari, un semplice messaggio, e lo ha fatto con un sorriso molto dolce:
“attenti, si sta ripetendo per me, e per altri magistrati, un percorso già visto nella Storia recente. Percorso già vissuto da chi prima di noi si era trovato solo, isolato, Della Chiesa, Falcone,Borsellino, come pure i tanti, carabinieri e poliziotti, che hanno servito onestamente lo Stato (cioè noi tutti)e per questo sono stati abbandonati dalle Istituzioni. Quei tanti, ormai morti, sia pur vivi nella nostra mente, non hanno avuto la possibilità che Santoro ha offerto a Lei e a De Magistris. Non sta a me, nè a una trasmissione televisiva giudicare ascoltando una campana sola. Ma quella sentita oggi mi ha confermato che il detto “un bel tacer non fu mai ….” vera perla di saggezza. Sia il Ministro che il Presidente del Consiglio hanno perso una buona occasione per tacere. ne avrebbero guadagnato in immagine e sicuramente non avrebbero rafforzato il dubbio che, assieme a tanto fumo, ci sia anche un pò di arrosto.
Caro Mastella è mai giustificabile tanta urgenza nel rimuovere un De Magistris qualsiasi davanti ai problemi del Paese e del suo Dicastero in particolare?
l’indulto può anche andare bene, votato dal Parlamento che noi abbiamo da poco eletto. l’aveva chiesto anche un Papa. ma non competeva al suo Dicastero una analisi sui soggetti che, grazie all’indulto, avrebbero rappresentato un rischio per gli altri liberi cittadini?
Lasci che De Magistris finisca le sue indagini. Gli raddoppi la scorta. Revochi la richiesta al CSM. Poi valuti se sarà ancora il caso di spostarlo. E consigli anche a D’alema di lasciar perdere il rinvio a Bruxelles, è inutile, e dannoso per la sua immagine.
Tanto la musica l’abbiamo già capita da tempo. Mi si permetta un consiglio, sul sito del Senato Americano, troverà l’elenco completo dei lobbisti e delle loro società, come tali regolarmente registrati e con annesso un regolamento per rimanervi iscritti. Proponga una legge analoga anche per l’Italia. Mi creda, se da un lato potrebbero calare determinati flussi dall’altro potrebbero diminuire molti degli intrallazzi che interesano i giudici nazionali.
Il 6 Ottobre 2007 alle 20:06 Carlalberto Iacobucci ha scritto:
Si rende necessario rendere libero questo Paese dai politici sorpassati ed in preda ad indignazioni
infondate. Tanto trambusto non si generò,allorquando il Ministro Mastella viaggiò su aereo di Stato elicottero di Stato, con giovane figlio “Elio, un portaborse e due uomini di scorta”. per andare al Gran Premio di Monza pagato dagli Italiani. E come dimenticare l’indulto, che descriveva penitenziari stracolmi e viceversa di carceri ne abbiamo in abbondanza se non fossero abbandonate ? Per favore smettiamola con questa superficialità. Mastella sapeva però è andato. Cosa s’aspettava l’Inno d’Italia ?
Il 7 Ottobre 2007 alle 7:46 magnifico_rettore ha scritto:
I nostri politicanti - quasi tutti - hanno talmente superato la soglia dell’impudenza, da meritare a pieno titolo la gogna.
E kissenefrega se a scoprire il marcio siano la Tv di Stato o quella Commerciale!!!
E kissenefrega se ad occuparsene siano giornalisti di destra, di sinistra o di manca (posto che tali differenze vi siano ancora)? La Verità non ha colore.
Si sentono scoperti, si vedono additati al pubblico ludibrio e, come tutti i colpevoli, credono di confonderci le idee o addirittura di farla franca dichiarando - sempre spudoratamente - “sono sereno” ????
Ma chi li autorizza a mancare di rispetto alla nostra intelligenza?
Il 8 Ottobre 2007 alle 11:10 robin ha scritto:
Leggo con meraviglia ma anche con rabbia i commenti che si scatenano allorchè i nostri governanti fanno o dicono cose al di fuori della normale logica, anche in maniera molto arrogante (es. “questo lo decido io” del nostro premier oppure l’invio degli ispettori a Catanzaro per controllare l’operato De Magistris che sta indagando su di loro, ecc. ecc.) La mia meraviglia è motivata dal fatto che questo è il Governo che ci meritiamo e la mia rabbia scaturicse dal fatto che non facciamo nulla per cambiare questa situazione; ed allora diamoci da fare, cambiamo questa “politica” indegna di questo nome, contestiamo i politici invece di chiedergli le raccomandazioni,protestiamo con il Comune per le buche delle strade, per il traffico, per lo smog, disertimo i loro patetici comizi, non facciamo i lecchini, l’indifferenza verso di loro è la nostra forza, il consenso verso di loro è la loro forza!
Il 10 Ottobre 2007 alle 11:52 CATANZARO - CSM, RINVIO PER NUOVA AZIONE DISCIPLINARE « CALABRIA MEDIA - LA LIBERTA’ DELLA NOTIZIA ha scritto:
[...] Ha vinto lui, il pm di Catanzaro Luigi De Magistris? Ha vinto la piazza (quella vera e quella mediatica) che lo difende e lo venera come un eroe? Di sicuro non ha vinto il Guardasigilli, Clemente Mastella: la sua richiesta urgente di trasferimento cautelare d’ufficio del pm di Catanzaro Luigi De Magistris e del suo capo Mariano Lombardi può aspettare. Il Csm deciderà solo il 17 dicembre, perché il ministro della Giustizia ha aggiunto solo nelle ultime ore altre carte alle carte d’accusa. Nella delibera si legge che “il tribunale dei giudici” del Csm ha rinviato la decisione preso atto che “dopo aver richiesto il 20 settembre scorso il provvedimento cautelare il Guardasigilli ha fatto pervenire ulteriore documentazione e in data 4 ottobre ha comunicato di avere esercitato l’azione disciplinare per nuovi fatti; preso atto della richiesta di rinvio avanzata sia dalla procura generale che dalle difese, rilevato a seguito della originaria richiesta ministeriale, prima di ogni decisione sull’acquisizione di ulteriore documentazione delle contestazioni per le quali ha chiesto il trasferimento, è indispensabile attendere le determinazioni della Procura generale”. A premere perchè il rinvio non fosse solo di qualche giorno (la difesa di De Magistris, in particolare, aveva chiesto 5 giorni di tempo) è stato fin dalle prime battute dell’udienza proprio il rappresentante dell’accusa, il sostituto pg della Cassazione Vito D’Ambrosio: gli atti sono tanti e vanno esaminati con attenzione, il caso è delicato, in ballo c’è la richiesta di un provvedimento cautelare, il trasferimento d’ufficio urgente, ha fatto presente. Richiesta accolta. Il fatto è che quando Clemente Mastella ha iniziato l’azione disciplinare il 20 settembre, chiedendo un provvedimento cautelare di allontanamento, ha documentato le sue accuse facendo riferimento solo alla gestione dell’inchiesta sulle “toghe lucane” di De Magistris, mentre il 4 ottombre ha comunicato di aver esercitato l’azione disciplinare per “nuovi fatti” che riguardano altre due inchieste iniziate dal pm: la “Poseidone” (che poi gli è stata sottratta da Lombardi) e la “Why Not”, nella quale è indagato il premier Romano Prodi e il cui principale indagato. Le nuove carte arrivate dalla prima Commissione del Csm (dove sono in corso già altri procedimenti su De Magistris) sono tante: 6 grossi faldoni, circa 5mila pagine: una valanga di nuove accuse, proprio nel bel mezzo delle polemiche sulla rovente trasmissione Annozero di Michele Santoro, che hanno già fatto parlare di un possibile rinvio. Certo, non si prevedevano 2 mesi e mezzo di attesa, ma al Csm si sostiene che il 17 dicembre è la “prima data utile”. Ma la decisione di oggi lascia impregiudicato il possibile sbocco della vicenda. Studiati a fondo i documenti, il 17 dicembre il rappresentante dell’accusa si presenterà in udienza chiedendo di confermare o meno la richiesta di trasferimento d’ufficio urgente, oppure di rifiutare quest’ultima ma di procedere con l’esame nel merito dell’azione disciplinare vera e propria. [...]
Il 23 Luglio 2008 alle 13:19 “Incompatibile”, il Csm trasferisce Forleo. Il giudice: “Lotterò fino alla fine” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Deve lasciare Milano il gip dell’inchiesta sulle scalate bancarie Clementina Forleo. Lo ha deciso a maggioranza il plenum del Csm, che ha disposto il suo trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale. La decisione del trasferimento è passata con 20 voti a favore e tre contrari dei consiglieri di Magistratura indipendente e l’astensione del procuratore generale della Cassazioni Mario Delli Priscoli. A favore del trasferimento gli interi gruppi di Magistratura democratica, Movimento per la Giustizia, Unità per la Costituzione, e dei Laici di Sinistra. Favorevoli anche il vice presidente del Csm Nicola Mancino e il primo presidente della Cassazione Vincenzo Carbone. Per il csm la Forledo non è in grado di svolgere le sue funzioni con piena “indipendenza e imparzialità “. Con i suoi comportamenti ha creato un “disagio diffuso” nel suo ufficio giudiziario e in procura; procura con cui inoltre si è “incrinato il necessario rapporto di reciproco rispetto ed equidistanza”. Così scrive il plenum nella delibera approvata. Due le condotte contestate: le sue dichiarazioni pubbliche ad Annozero su “poteri forti” che anche per il tramite di “soggetti istituzionali” avrebbero interferito nelle sue funzioni, proprio mentre da gip si stava occupando dell’inchiesta sulle scalate bancarie; e i rilievi mossi da Forleo ai colleghi della procura titolari di quell’inchiesta, con cui si spinse sino a protestare ritenendo che stessero insabbiando tutto. Le denunce ad Annozero sono “gravemente sproporzionate rispetto ai fatti emersi” (l’”asserito invito alla prudenza” del Pg di Milano nella gestione delle intercettazioni di quella inchiesta e le presunte “pressioni” sul Pg della Cassazione perché le avviasse un’azione disciplinare), e hanno determinato “allarme” e “discredito” sui colleghi “obiettivamente infondati”. Mentre le critiche rivolte ai pm dell’inchiesta sulle scalate dimostrano un rapporto caratterizzato da “eccessiva disinvoltura”, “contrario” alla deontologia e “indicativo di un pregiudizio accusatorio incompatibile con l’imparzialità richiesta”. Nell’insieme è emersa una “marcata carenza di equilibrio” da parte di Forleo, una “abnorme personalizzazione” delle vicende processuali a lei affidate e una “propensione a condotte vittimistiche” , tali da determinare “contrasti, conflitti e sospetti” nei confronti di colleghi. Ma lei, il gip, annuncia battaglia: “Lotterò fino alla fine dei miei giorni, andrò a testa alta nei tribunali per affermare il principio che la legge è uguale per tutti”. A chi le chiede se farà ricorso al Tar contro la delibera di Palazzo dei Marescialli, il Gip ha risposto: “Certamente”. E poi invoca: “Una seria riforma della giustizia”. Perché la legge sia “uguale per tutti, anche per i magistrati, qualunque sia la loro appartenenza o non appartenenza”. La Forleo, presente al Csm, è stata difesa dal procuratore di Asti Maurizio Laudi. Lo scorso giugno, la sezione disciplinare del Csm aveva assolto il giudice sul caso riguardante la vicenda Unipol. In quella circostanza, il gip Forleo era stata accusata di aver violato i suoi doveri per i contenuti dell’ordinanza, con la quale nel luglio 2007 chiese alle Camere l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni che riguardavano alcuni parlamentari tra cui Massimo D’Alema e Piero Fassino nell’ambito del procedimento sulla fallita scalata Unipol a Bnl. Sulle dichiarazioni alla stampa che l’hanno portata al trasferimento, il magistrato ha sottolineato che altri colleghi hanno parlato liberamente di procedimenti a loro carico senza avere conseguenze. Quanto invece alle intimidazioni ricevute, la Forleo ha aggiunto di aver ricevuto di recente un’ultima lettera riprodotta davanti al plenum. Ora sarà la Terza Commissione del Csm a decidere la sede a cui destinarla, dopo che la Forleo avrà espresso le sue preferenze. Solo allora il gip potrà presentare ricorso al Tar. [...]
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