I bamboccioni del ministro Padoa-Schioppa e le bacchettate bipartisan

Tommaso Padoa-Schioppa, ministro dell'Economia, in Senato
Non ha usato giri di parole, modi di dire, espressioni politically correct. Non ha parlato di “Generazione X” o di giovani alla Tanguy (dal caustico film francese su un ventottenne mammone che accumulava lauree pur di non lasciare i genitori) o della classica sindrome di “Peter Pan”. Abituato alla crudezza dei numeri, il ministro dell’Economia Padoa-Schioppa, mentre illustrava davanti alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato le agevolazioni sugli affitti per i giovani contenute in Finanziaria, ha detto: “Le misure a favore delle famiglie serviranno anche a mandare i ‘bamboccioni’ fuori di casa”.
Bamboccioni, cioé? Quei giovani mammoni che adesso restano fino a età inverosimili in casa con i genitori. “Quelli che non crescono mai, non si sposano, non si rendono autonomi. È un’idea secondo me importante”.
Ha detto proprio così, il ministro dall’aplomb inglese? Sì. E allora, apriti cielo!
Con una battuta giudicata “infelice” sia dalla destra che dalla sinistra, il responsabile di Via XX Settembre è riuscito in un colpo solo a compattare i due schieramenti e da loro incassa bacchettate bipartisan. Un commento al vetriolo arriva da Manuela Palermi, capogruppo dei Verdi-Pdci al Senato: “Quando Padoa-Schioppa sarà riuscito a trasformare l’Italia in un Paese dove le banche concedono mutui anche ai precari, allora forse cercheremo di capire se dietro quel suo bamboccioni ci sia una fine analisi sociologica”. Il ministro forse ignora, dicono altri, che a Roma un posto letto in una camera per gli studenti universitari costa 400-50 euro al mese. Il trentatreenne onorevole del Prc Francesco Caruso (che di battute infelici si intende) ha colto la palla al balzo per dare addosso al ministro reo di “frequentare troppo i salotti dell’alta finanza dell’Fmi e della Bce” non “rendendosi conto del dramma sociale e umano sempre più diffuso della precarietà e disoccupazione. Altro che bamboccioni!”. E ancora: “Che il governo punti sui giovani lo si vede al Senato, dove sopravvive coi voti dei novantenni”, ironizza Azione Giovani. “Da come parla nonno Padoa-Schioppa” dicono ancora i giovani di An “sembra che i ragazzi siano felici di dover restare a casa: così il lavoro precario, il futuro incerto, l’impossibilità di metter su casa e famiglia diventano privilegi per noi bamboccioni”.

[i](Credits: [url=http://uberg.ods.org/]Gianfranco Uber[/url])[/i]
Storcono il naso sia la maggioranza e l’opposizione di fronte all’espressione usata dal ministro. Al quale altri giovani in rete (qui, qui e qui) ricordano che se è vero che restare attaccati alle sottane di mamma è una tendenza abbastanza naturale dei giovani italiani d’oggi, è altrettanto vero che il nostro è il Paese dell’adolescenza infinita, dove, per esempio, di Enrico Letta si dice (e si scrive) “il giovane sottosegretario alla Presidenza del Consiglio”. E Letta ha 41 anni… e dice di non poterne più di “essere presentato come il ragazzo della politica
Il ceffone, da padre bonario, di Padoa-Schioppa ha sollevato insomma putiferio. Tutti i precari l’hanno presa come un’accusa ingenerosa, sottolineano che l’Italia difende accanitamente le pensioni più che i salari e favorisce più chi è alle soglie della previdenza rispetto a chi fa i primi passi nel mondo del lavoro. Intanto, aspettando di diventare adulti con lo sgravio fiscale del ministro, che varia fra i 495,8 e i 991,6 euro annui (cioè una cuccagna mensile tra i 41 e gli 82 euro, ma solo per chi ha un reddito inferiore ai 30mila euro l’anno), guardano sempre più con favore a chi vorrebbe mandare a casa i “bamboccioni” del Parlamento, che costano alle famiglie italiani milioni di euro.

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Commenti

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Il 6 Ottobre 2007 alle 13:19 Bamboccioni si, bamboccioni no « Kastalja’s Weblog ha scritto:

[...] Bamboccioni si, bamboccioni no Si fa un gran parlare dell’intervento di Padoa Schioppa di presentazione della Legge Finanziaria al Senato. Il nodo della questione sarebbe che il Ministro ha parlato dei giovani che abitano con i genitori come dei ”bamboccioni”. [...]

Il 6 Ottobre 2007 alle 19:55 luanmagi ha scritto:

Non facciamone un caso. Intanto, vista la veneranda età, gli dobbiamo rispetto, qualche cosa la si può perdonare. E poi. suvvia, ha benevolmente scherzato. Sulle disgrazie altrui. A proposito quand’è che svecchiamo il Parlamento? La frase di Padoa Schioppa riporta alla mente un brano di Claudio Fava (unità del 10 giugno 2005):
In un paese civile il governatore …. si sarebbe dimesso da tempo, chiedendo scusa. Non …..: lui cugghiunìa. Ci toccherà sopportarcelo fino al giorno del voto.

Il 7 Ottobre 2007 alle 10:21 Welfare: in rete e nei blog i precari si dividono » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] LEGGI ANCHE:  I bamboccioni del ministro Padoa-Schioppa e le bacchetate bipartisan [...]

Il 12 Ottobre 2007 alle 9:57 TPS: se i bamboccioni ferisci, di bamboccioni perisci » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] “Mandiamo i bamboccioni fuori di casa” ha detto il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa scatenando le ire di tanti e la risposta piccata del direttore del’Istat, Luigi Biggeri: “Restano a casa perché nonhanno i soldi” Comunque, dopo meno di una settimana, la boutade di TPS è lo slogan per promuovere i voli della Ryanair: “Via da casa! Finalmente ci libereremo dei bamboccioni”. Volto della campagna? Chi meglio del ministro stesso, suo malgrado. [...]

Il 15 Ottobre 2007 alle 11:30 Primarie Pd, tre milioni alle urne per incoronare Veltroni segretario » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Buono, invece il 10,8 di Enrico Letta (”un grande risultato, sono molto soddisfatto”, dice lui). Le previsioni lo davano intorno all’8 per cento. E facendo una corsa tutta basata sui contenuti, con candidati giovani (ha chiamato la sua lista quella “dei bamboccioni“, tanto per tramutare in oro lo scivolone dell’amico ministro Tps), il giovane Enrico è piaciuto. Riflessivo, troppo serio per trascinare le masse, più un professore da cooptare in politica che un arruffapopolo fai-da-te, Letta ha raccontato la “sofferta” decisione di scendere in campo come una “rottura degli schemi” e addirittura uno “scandalo”. “Adesso non è il tuo turno, è quello di Veltroni”, gli dicevano. L’ha raccontato lui stesso, ed è probabile che sia vero: Letta junior è il perdente che ha già in tasca il biglietto fortunato della lotteria e davanti un futuro da leader designato, da post-Veltroni pronto per l’uso. Insomma, il sottosegretario paga proprio questo: l’essere (almeno secondo i canoni della politica italiana) considerato non ancora maturo per la guida del più grande partito del centrosinsitra. E ha pagato anche, da questo punto di vista, il rifiuto (forzato) di una “chioccia” politica come Pier Luigi Bersani: il ticket dei due avrebbe sicuramente messo un po’ in crisi quello di Veltroni-Franceschini, quanto meno tra i settori più liberali dell’elettorato dell’Ulivo. Magrissime le percentuali dei due outsider Mario Adinolfi e Piergiorgio Gawronski (entrambi allo 0,1%): sconosciuti ai più e troppo fuori il circuito mediatico, non hanno “bucato”. Il primo ha scommesso tutto sulla comunità dei blogger e ha perso: la rete, a quanto pare, oggi è terreno di conquista del popolo dei grillini. Il secondo, il candidati anti apparato, ha scoperto quanto dura sia muoversi in politica senza l’appoggio degli apparati stessi. [...]

Il 19 Ottobre 2007 alle 20:13 simon974 ha scritto:

Gentile Ministro Padoa Schioppa,
Sono un ragazzo di 30 anni,
lavoro come operaio, vivo in periferia di una grande città e, ahimè,
vivo ancora a casa dei miei.
L´altro giorno ho sentito le sue parole
in tv, e mi sono immediatamente identificato in coloro che lei
definisce “bamboccioni”, quei trentenni che lei vorrebbe “mandar fuori
da casa”.
Mi son detto: “Grande Ministro, Lei ha ragione”.
Mi sono
così rivolto alla mia Banca per ottenere un mutuo.
“Grande Ministro,
avrò finalmente una casa tutta mia”, ho pensato!
Guadagno 1.000 Euro
al mese + 13esima e 14esima, le quali spalmate in 12 mesi mi
garantiscono un reddito mensile di 1.166 Euro.
Visto che la rata mutuo
non può superare 1/3 dello stipendio, mi posso permettere una rata di
388 Euro al mese.
Con questa rata mi viene concesso un mutuo di €
65.770 Euro in 30 anni (se aspettavo un altro po´, vista l´età, non me
lo concedevano un mutuo trentennale… Grande Ministro, grazie per
avermi fatto fretta!)
Con il mio bel preventivo in tasca, ho deciso
di rivolgermi immediatamente ad uno studio notarile, per farmi
preventivare le spese che dovrò sostenere per acquistare una casa.
Dai
65.000erotti Euro, dovrò infatti togliere:
- Euro 3.000 circa di Tasse
in fase d´acquisto (”solo” 3.000 euro visto che è la mia Prima Casa!
Grande Ministro, grazie)
- Euro 2.500 circa di Notaio per l´acquisto
- Euro 2.000 circa di Notaio per il mutuo
- Euro 2.500 circa di
Allacciamenti alle utenze acqua, gas, enel.
Per un totale di Euro
10.000 circa
Beh… ho ancora a disposizione ben 55.770 Euro per la
mia casetta!
La dovrò arredare, ovvio, mica posso dormire per terra…
Mi sono rivolto così ad un mobilificio, per ora posso accontentarmi di
una cucina, un tavolo con 2 sedie, un divano a due posti , un mobile
tv, un letto matrimoniale, un armadio e due comodini… il minimo, ma
mi conosco, mi saprò adattare.
Euro 7.000 circa, se i mobili me li
monto io! Beh… pensavo peggio!
Ho ancora a disposizione ben 48.770
Euro per la mia casettina, sono sempre 90erottimilioni di una volta!
Grande Ministro, grazie!
Entro gasatissimo in un´agenzia immobiliare,
è arrivato il momento…
Con 48.770 euro mi dicono che posso
acquistare:
- un garage di 38 mq. al livello - 2 di un condominio di
16 piani;
- due cantine (non comunicanti tra loro) di mq. 18 ciascuna
nel condominio adiacente.
Per l´abitazione più piccola ed economica -
un bilocale trentennale di 45 mq. al piano seminterrato di uno stabile
a 20 km dalla città - dovrei spendere 121.000 Euro!
Me ne torno a
casa Ministro, a casa dei miei, ovviamente!
Ho fatto quattro conti:
per potermi permettere quel bilocale, dovrei:
- o indebitarmi
per altri 63 anni, quindi l´ultima rata la verserò finalmente a 93
anni!
- oppure dovrei guadagnare 3.000 euro al mese!
Grande Ministro, grazie!
…e poi dicono che viviamo in un paese
avanzato e industrializzato!!!
MEDITIAMO… E FACCIAMO GIRARE!
Questa una bellissima mail che mi è giunta in questi giorni…..e mi sono sentito in dovere di girarla!!

Il 18 Novembre 2007 alle 21:47 Mosca e Mogherini: intervista doppia con le due giovani stelle del Pd » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Lei si sente una “bambocciona”? Mosca: Quella di Padoa Schioppa è stata una caduta di stile. Ma il concetto è giusto. Io ho iniziato a vivere da sola presto, a 23 anni. Quindi, non sento di rientrare in questa categoria. Tuttavia, uscire di casa è oggi un’oggettiva difficoltà per troppi giovani. Bisogna fare in modo che ci sia vera possibilità di scelta. Quando questa ci sarà, allora chi resterà in casa sarà davvero un bamboccione, perché non avrà scusanti. Mogherini: Di “bamboccioni” non ne conosco. E se qualche mio coetaneo sta ancora a casa con i genitori è perché non ce la fa a pagarsi un affitto, o perché con un contratto a progetto le banche non ti danno un mutuo. A me poi hanno insegnato che l’autonomia è un valore: sono tra quelli che a 18 anni hanno lavorato da Mc Donald’s a Londra per studiare l’inglese; a 19 ho iniziato a vivere da sola, e a 34 ho lavoro, casa (col mutuo) e famiglia. Ma so bene che questo è stato possibile perché ho avuto una famiglia alle spalle che ha potuto sostenermi ed aiutarmi. [...]

Il 12 Dicembre 2007 alle 11:57 Pamphlet sul Welfare: Bamboccioni d’Italia uniti contro il bullo Tps » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa è il bullo di “Scuola Italia”. Così almeno lo disegna Federico Mello, già autore de L’Italia spiegata a mio nonno, nel suo cinicamente realistico pamphlet Il protocollo welfare visto dai Bamboccioni. “Se ci pensate bene,” scrive “vero e proprio atto di bullismo istituzionale si configura l’uscita infelice di TPS sui Bamboccioni“. “Bullismo Istituzionale in quanto atto di prepotenza, vera e propria spacconata tesa ad umiliare chi non rientra nel ‘modello identitario’ della classe dirigente italiana”, cioè “dei governanti in età da bocciofila e tombolate che in Italia si adoperano a tempo pieno per tenere saldamente occupate le poltrone del potere”. E con puntualità Mello passa al setaccio il protocollo sul welfare varato da Prodi&Co, una sorta di accordo preliminare tra governo, sindacati e Confindustria, guardando al pacchetto di misure sullo stato sociale proprio dal punto di vista dei Bamboccioni, degli italiani tra i 20 e i 35 anni. “Evidentemente scrivendo questo protocollo chi sta al potere ha scelto a cuor leggero la strada dello scontro generazionale, del bullismo dei nonni sui nipoti, in luogo di politiche lungimiranti. […] È un peccato perché mettere al centro del sistema Italia le nuove generazioni, sarebbe un gioco win-win, un gioco a somma non zero, un gioco nel quale, alla fine, vincerebbero tutti”. [...]

Il 15 Gennaio 2008 alle 18:00 Il “Times” ironizza sugli Italiani: uno su tre è mammone. | Jujol cultura e spettacolo ha scritto:

[...] Si scopre, secondo l’articolo, “una crisi di identità tra gli uomini italiani”. Cita diverse espressioni in italiano, come la dolce vita (che fu), bella figura e mamm. E un nuovo complimento a Capello “che appare come l’italian New Man”, competente, vincente, elegante e colto. Ma Capello è un po’ solo: perché “sei donne italiane su dieci sostengono di essere sessualmente insoddisfatte” e i casanova di una volta, i latin lover sono in via di estinzione. E poi “circa un terzo dei maschi resta nella casa della mamma almeno fino a trent’anni”. (Peraltro dei “bamboccioni” si è occupato anche il Ministro Padoa Schioppa). Anche la mamma di Capello, ricorda il Times, ha detto di essere in ansia per l’avventura inglese del figlio: “Sono preoccupata per il mio ragazzo”, (61 anni ben portati). [...]

Il 18 Gennaio 2010 alle 12:54 Brunetta sulle orme di Tps: “Bamboccioni? Fuori di casa a 18 anni, per legge” - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] stanno ancora attaccati alla sottana di mamma. “Mandiamo i bamboccioni fuori di casa”, sintetizzò con estrema brutalità e molta ironia Padoa-Schioppa davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato: “Incentiviamo a uscire di casa i [...]

Il 20 Novembre 2010 alle 23:32 Brunetta sulle orme di Tps: “Bamboccioni? Fuori di casa a 18 anni, per legge” ha scritto:

[...] che stanno ancora attaccati alla sottana di mamma. “Mandiamo i bamboccioni fuori di casa”, sintetizzò con estrema brutalità e molta ironia Padoa-Schioppa davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato: “Incentiviamo a uscire di casa i giovani [...]

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