La giustizia funziona quando riesce a fare a meno di giudici e tribunali. Lo dimostrano i dati sulle conciliazioni e gli arbitrati, le procedure volontarie extragiudiziarie per la soluzione delle controversie. La sigla è Adr (Alternative dispute resolution) e negli ultimi dieci anni sono passate da poco più di 100 a quasi 10 mila, con una percentuale di successi di circa l’80 per cento.
Tempi di decisione? In media 40 giorni per una conciliazione e un centinaio per un arbitrato, invece degli oltre otto anni di un giudizio ordinario.
Diverse leggi, dal 1993 al decreto Bersani del 2006, hanno autorizzato società di professionisti e studi legali a gestire le conciliazioni un tempo riservate alle camere di commercio e agli uffici del lavoro. E a gennaio il ministero della Giustizia ha istituito l’albo dei conciliatori: l’autorizzazione numero 1 è della Adr center spa, una società di professionisti con sede a Roma che dal 1998 punta sulla giustizia fuori dalle aule di tribunale. Per un arbitrato in una causa di valore tra 5 e 10 mila euro, la società prende 258 euro, che diventano 2 mila per 50 mila euro di valore.
Potenziare la giustizia alternativa è fra gli obiettivi del ministro Clemente Mastella, che il 28 e il 29 settembre era alla Conferenza internazionale sulle Adr a Roma. Un evento organizzato dalla Commissione europea e un modo per incentivare anche i professionisti italiani: fino a oggi soltanto 9 società private hanno chiesto di essere iscritte al registro e solo 5 sono state già autorizzate.
Alla Adr Network, al numero 2 del registro con sede a Roma e 20 studi collegati, seguono Il conciliatore bancario, l’Istituto di conciliazione ad Ascoli Piceno e la Resolutia a Perugia, che esplora anche il settore delle conciliazioni online. L’Adr Center, leader italiano, in 9 anni ha gestito un migliaio di liti, contro le 8 mila di cui si sono occupati nel 2006 i conciliatori delle 95 camere di commercio. La parte del leone la fanno fondi d’investimento, intermediazioni e gestione del risparmio. Basta far vidimare il verbale di conciliazione dal presidente del tribunale e vale come una sentenza.
La giustizia alternativa funziona anche nei rapporti con imprese, agenzie di viaggio, contratti telefonici e servizi di fornitura come luce e gas. In alcuni casi l’accordo è come un normale contratto: se una delle parti fa marcia indietro ci si rivolge al tribunale.
Uno dei servizi in crescita è il negoziato professionale agevolato: i litiganti chiedono la nomina di un mediatore che studia la questione e propone soluzioni; si paga solo se l’accordo viene raggiunto e la mediazione può essere anche preventiva.
Un esempio viene dalla Us Navy, che alcuni anni fa, dopo aver affidato alla società italiana di costruzioni Pizzarotti l’appalto per la costruzione di un villaggio in Sicilia, si è rivolta all’Adr Center. Il mediatore ha analizzato gli aspetti critici individuando in anticipo le soluzioni. L’opera, del valore di oltre 30 milioni di dollari, è stata portata a termine nei tempi previsti con il budget stabilito. Grazie a un accordo raggiunto in due giorni, senza rinvii, eccezioni e opposizioni.
- Venerdì 5 Ottobre 2007

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Commenti
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Il 5 Ottobre 2007 alle 11:13 eiaeia ha scritto:
Come ho sempre detto il privato è sempre meglio dello stato. Meditate gente, meditate.
Il 5 Ottobre 2007 alle 16:02 sasalino ha scritto:
Avete mai provato ad essere truffati “rapidamente” dal vostro avvocato in combutta con la controparte e con il suo arbitro.
Provate ad impugnare un lodo irrituale e vedrete che all’arbitrato non ci penserete più. In pratica, spenderete il doppio senza ottenere giustizia neanche quando gli arbitri vi danno ragione..
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