Non solo valigie con il doppio fondo e corrieri imbottiti di ovuli. Quando i quantitativi sono grossi, la droga viaggia con le merci. Sugli aerei cargo, tra casse e container, dove non è facile scovarla. E l’inventiva dei narcotrafficanti fa il resto. Agli uomini della Guardia di finanza e ai doganieri di Malpensa non resta che mettersi a spulciare le carte di importazioni e spedizioni e farsi guidare dall’istinto investigativo. Quando un certo tipo di carico ha una provenienza improbabile ed è diretta in un posto altrettanto sospetto oppure il titolare della merce non ha le carte in regola, scatta il controllo.
L’aeroporto di Malpensa è la porta più importante d’Italia per l’ingresso di cocaina dal Sudamerica: ogni giorno c’è un sequestro delle forze dell’ordine. Dall’inizio del 2007 sono stati bloccati prima che finissero sul mercato 4 quintali e mezzo di cocaina e mezzo quintale di eroina: il 16 per cento della droga sequestrata quest’anno nel nostro Paese. I dati, forniti dal comandante provinciale delle Fiamme gialle di Varese Marcello Ravaioli, danno l’idea del traffico che passa attraverso lo scalo lombardo.
“L’analisi dei flussi ha permesso anche di fare degli arresti (24 nel 2007) fermando non solo i corrieri, che spesso sono semplici pedine, ma anche i trafficanti internazionali destinatari della droga”, spiega il procuratore capo di Busto Arsizio Francesco Dettori. Come nel caso di un carico di vestiti provenienti dal Brasile e diretto a Tirana, che lo scorso maggio ha attirato l’attenzione dei militari dell’aeroporto. Aprendo gli scatoloni, hanno scoperto che magliette e slip erano imbevute di coca liquida purissima, in tutto 20 chili, destinata probabilmente a tornare in circolo proprio in Italia. Poche ore dopo i finanzieri hanno fatto la cosiddetta “consegna controllata” della merce in Albania e hanno arrestato, in collaborazione con la polizia del posto, i due destinatari.
Il secondo pacco sospetto è arrivato a settembre. Due grossi stampi industriali in acciaio, pesanti 700 chili ciascuno, mandati da Santo Domingo per un piccolo imprenditore della provincia di Cuneo. Il quale si è presentato regolarmente alla dogana a reclamare il proprio carico. Ma la Guardia di finanza aveva già ricostruito i suoi precedenti penali e notato che il mittente e il destinatario erano praticamente identici. Soprattutto aveva forato gli stampi, da cui era uscita la polvere bianca, 13 chili. Il mattino dopo la Procura di Busto ha disposto l’arresto.
Il valore della cocaina recuperata in queste due sole operazioni, una volta tagliata e divisa in dosi, sfiora i 50 milioni di euro.
I due stampi industriali in cui era nascosta la cocaina proveniente da Santo Domingo
- Mercoledì 10 Ottobre 2007
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