
Le prime reazioni non portano bene. “Ci lascino governare”, dice Romano Prodi. “Ci lascino lavorare” gli fa da spalla Piero Fassino, ancora per poco segretario Ds. Ricorda qualcosa? Ma sì, il famoso “non ci hanno lasciato governare” di Silvio Berlusconi nel ‘95, dopo il ribaltone della Lega, il governo Dini e poco prima della sconfitta del 1996.
Stavolta a non “far lavorare” Prodi & Co. non è però l’opposizione né qualche manovra di palazzo (anche se il premier le teme), ma la Commissione europea, la Banca d’Italia, la Corte dei conti. Tre bocciature della Finanziaria in rapida successione. Ieri il commissario Ue all’Economia, Joaquín Almunia: “L’Italia non fa nulla per il suo debito pubblico, che è insostenibile e il più alto d’Europa”. Oggi Mario Draghi, governatore di Bankitalia: “La Finanziaria è modesta, non frena la spesa pubblica, e crea molti problemi anche con lo sconto sull’Ici, che mette in discussione l’autonomia dei comuni. Sarebbe stato meglio agire direttamente sulle imposte dirette, cominciando ad eliminare il fiscal drag, ciò che si paga di più di tasse per il solo effetto dell’inflazione”. A stretto giro la Corte dei conti: “Siamo perplessi e preoccupati, la manovra non affronta i problemi veri, anzi rischia di complicarli”. Proprio nel giorno in cui Prodi effettua il forcing finale sull’estrema sinistra per convincerla a non votare, nel consiglio dei ministri di venerdì 12, contro il protocollo sul welfare (”Almeno astenetevi”), e mentre sta per nascere il Partito democratico, il governo vede evaporare anzitempo gli effetti di una manovra che doveva essere di rilancio, anche sul piano elettorale. Già, il Pd.
I due “soci fondatori”, Walter Veltroni e Francesco Rutelli, difendono la Finanziaria con poca o nulla convinzione. Soprattutto Veltroni, che sposa sempre più la linea del rigore, dei tagli alla spesa e della riduzione fiscale, anche a costo di rompere con l’estrema sinistra. Prodi è sempre più insospettitto dalla sterzata veltroniana, teme che nei prossimi mesi diventi una spina nel fianco del governo. E d’altra parte l’unica direzione nella quale il futuro segretario del Pd può andare, se vuole tentare di riconquistare un po’ di consensi al centro, è quella opposta rispetto a Romano Prodi: staccarsi dal vincolo e dalle eterne mediazioni con la sinistra radicale. Non saranno settimane facili, le prossime, per il governo. Probabilmente la manovra economica passerà, ma dopo la maxistangata del 2007 perfino la “Finanziaria leggera e di equità” del 2008 rischia di far perdere altri consensi. Altro che “lasciateci lavorare”.
Il VIDEO servizio:
- Mercoledì 10 Ottobre 2007

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Commenti
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Il 10 Ottobre 2007 alle 14:28 gustaveflaubert ha scritto:
Boh, beato chi ci capisce ancora qualcosa. Approfitto per suggerire la lettura di un agile documento che illustra concretamente come risparmiare grazia alla nuova legge finanziaria:
http://guidaaiprestiti.blogspo.....er-la.html
Tutte agevolazioni che nessuno sa che esistono, e che nessuno chiederà…
Il 10 Ottobre 2007 alle 20:44 Carlalberto Iacobucci ha scritto:
Suggerisco agli esperti economici di illustrare al meglio a chi preposto di condurre questo Governo all’ascolto indi evitare superficialità.Il commissario agli Affari economici e monetari Joaquin Almunia boccia la Finanziaria,il governatore della Banca d’Italia Draghi egualmente boccia e per concludere la Corte dei Conti idem.Tuttavia Romano Prodi Walter Veltroni e Francesco Rutelli si sentono soddisfatti. Cosa intereranno per soddisfazione solo loro lo comprendono. Hanno avuto forse degli incontri ravvicinati del terzo tipo.
Il 11 Ottobre 2007 alle 0:47 luanmagi ha scritto:
Un casino simile in Italia, a 59 anni, faccio fatica a ricordarmelo. Un suggerimento, per carità cristiana, lavorino di meno.
Hanno già sudato molto per preparare e concordare le 200 e fischia pagine di un programma in cui pochi ormai sono disposti a credere. E’ talmente stanco, e non se ne rende conto, che non lo sfiora neppure il ragionevole dubbio che Almunia, Draghi e la Corte dei Conti abbiano espresso, legittimamente, le loro opinioni, in materie di loro competenza. E non sono dei pivelli. L’Italia si rimetterà in piedi solo grazie alle proprie forze e al proprio lavoro, è il denaro degli Italiani che è mal governato,(ovviamente a seconda dei punti di vista, ca va sans dire). Speriamo sia solo stanchezza.
Una cosa è certa, siamo passati dal grande comunicatore al grande muto.
Una cosa è stata dimostrata, la relatività di un concetto Andreottiano:
il potere logora, e basta.
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