Alla Piaggio le Br firmano le schede che bocciano il protocollo sul Welfare

Un momento delle votazioni al referendum sul Welfare nello stabilimento Piaggio di Pontedera
Voto in controtendenza quello dei lavoratori Piaggio di Pontedera sul pacchetto welfare: qui hanno vinto i no. Ma soprattutto un voto con una poco piacevole sorpresa: la stella a cinque punte delle Br come firma sulle schede per le votazioni sul protocollo. Pochi minuti prima della mezzanotte di mercoledì, i carabinieri del nucleo operativo di Pisa sono entrati all’interno dello stabilimento per sequestrare due schede utilizzate dai lavoratori, che riportavano con matita rossa la famigerata sigla delle Brigate Rosse.
Ad accorgersene i sindacalisti durante lo spoglio avvenuto nel pomeriggio di mercoledì 11 ottobre. Un fatto che ha allarmato il prefetto della città della Torre pendente, Benedetto Basile che ha immediatamente informato anche il ministro dell’Interno, Giuliano Amato. Il ministro proprio in quelle ore si trovava a Pisa assieme al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per festeggiare i venti anni della Scuola Superiore Sant’Anna.

Lo spoglio delle schede alla Piaggio è proseguito senza anomalie ed è terminato attorno alle 18.30. Il risultato ha visto la schiacciante vittoria del no: i lavoratori di Pontedera hanno insomma bocciato il protocollo sul welfare, con una percentuale piuttosto alta: 61%(1.234 voti) dei contrari contro il 36,6%(775) dei favorevoli. I voti complessivi sono stati 2.041(il 72,2% della forza lavoro presente in azienda nei tre giorni di consultazione), le schede nulle sono state 11, quelle bianche 21. Un esito diverso rispetto al risultato nazionale, che ha visto prevalere il sì dei lavoratori all’accordo governo-sindacati, con oltre l’81 per cento dei consensi. Numeri contestati apertamente da uno dei segretari nazionali della Fiom, Giorgio Cremaschi, leader di una delle “correnti” del sindacato dei metalmeccanici, la Rete 28 aprile.

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Il 23 Ottobre 2007 alle 19:20 Anarchici e Br, tra Umbria e Toscana si teme un’inedita alleanza per l’eversione » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Coop/Fai, ovvero “Contro ogni ordine politico- Federazione Anarchica Informale”. Così si firmavano le cinque persone di una presunta cellula anarco-insurrezionalista che operava in Umbria portando avanti un programma criminoso e sovversivo, fermate oggi dal Ros (Raggruppamento operativo speciale) dei carabinieri. Così rivendicavano attentati a cantieri edili, edifici pubblici, a carabinieri e a personaggi politici locali a cui non risparmiavano lettere minatorie. Una lettera con minacce di morte e due proiettili calibro 38 sono stati fatti recapitare al presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti. Ma non solo. Nel documento inviato alla Lorenzetti, veniva sollecitato il compimento di azioni violente dirette al sovvertimento dell’ordine democratico attraverso anche la lotta armata. Nel mirino del gruppo anarchico anche il sindaco di Spoleto. Una organizzazione con ramificazioni in tutto il territorio nazionale ed in particolare in Toscana dove sono scattate le perquisizioni ad una ragazza ventenne residente nel capoluogo. Ma la Toscana è una terra fertile per i movimenti eversivi tanto quanto si è dimostrato esserlo l’Umbria con questa operazione del Ros. Le Cor (Cellule di Offensiva Rivoluzionaria) o Maf (Movimento anarchico fiorentino) sono solo le più conosciute sigle dei gruppi anarchico-insurrezionalisti che orbitano tra Pisa, Firenze e Pietrasanta, in provincia di Lucca. Per un gruppo di giovani anarchici, proprio nei giorni scorsi è iniziato il processo al Tribunale di Pisa. Dovranno rispondere di attentati a esponenti toscani di Alleanza Nazionale, alla stazione dei carabinieri di Navacchio, Pisa, a tralicci e ripetitori di telefonia mobile. Ma le azioni e le intimidazioni di questi gruppi eversivi in queste settimane stanno lasciando spazio ad altre minacce e atti terroristici: quelle a firma Br. Due aree in passato molto distanti, che invece in Toscana, in questo momento, sembrano avvicinarsi e “spalleggiarsi” se non altro nelle forme di lotta, come nel caso recente delle rivendicazioni alla fabbrica Gkn alle porte di Firenze. Movimenti, quelli anarchici e quelli a firma Br, che stanno creando tensioni e paure sia nelle fabbriche che tra sindacalisti ed esponenti politici locali toscani. [...]

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