Anno scolastico iniziato da appena un mese, nuove proteste al via. Cambiano i ministri dell’Istruzione, cambiano le metodologie didattiche e i ragazzi sui banchi di scuola, ma non cambia la consuetudine di scendere in piazza, a ogni nuovo rientrare in classe, per protestare per la modifica o l’inadempienza di turno. Complice la nostalgia di mare e vacanze?
Aprono la danza delle manifestazioni, il 12 ottobre, gli studenti dell’università e delle superiori. Questi ultimi proprio non ci stanno a doversela vedere con gli esami di riparazione come facevano, senza neanche pensare a lamentarsi, gli studenti di appena dieci anni fa. Considerano inaccettabile superare il meccanismo dei debiti e crediti formativi con il ritorno al vecchio metodo che, secondo loro, ripristinerebbe la possibilità di una bocciatura anche in presenza di una sola materia insufficiente. “Vogliamo - spiegano le associazioni studentesche promotrici della protesta (Rete degli studenti, Unione degli studenti e Studenti di sinistra) in una nota congiunta - che i corsi di recupero vengano fatti a scuola senza interferenze di privati, con tempi del recupero sostenibili: debiti e crediti non possono essere un calcolo algebrico”.
I principali appuntamenti sono a Milano, a Napoli e a Roma, dove oltre alla sfilata per le vie del centro è in programma un incontro tra una delegazione degli studenti e lo stesso ministro Fioroni. Sono previsti 130 cortei.
“Saremo in piazza - dicono - per chiedere al governo di mantenere le promesse fatte al movimento degli studenti medi e universitari. Non saremo in piazza con vaghe parole d’ordine, ma con richieste ben precise, per rendere scuola e università priorità praticate e non solo enunciate. Chiediamo più risorse in Finanziaria per scuola e università , per la didattica e l’edilizia; una legge nazionale sul diritto allo studio e la copertura delle borse di studio; il superamento della legge 264/99 sul numero chiuso all’università garantendo l’accesso e la legalità ”.
Sabato 13 ottobre sarà invece la volta degli studenti di Azione studentesca, che hanno optato per una manifestazione nazionale a Roma contro il caro-libri e per l’abolizione dei libri di testo obbligatori e degli esami di riparazione.
Il 16 ottobre tocca invece agli insegnanti. Gli iscritti allo Snals-Confsal aderiranno alla manifestazione nazionale “Per cambiare la Finanziaria 2008″, considerata deludente e penalizzante per i lavoratori dipendenti e per i pensionati. E a conclusione di un ottobre caldo, lo sciopero generale della scuola, indetto da Flc Cgil, Cisl e Uil, si svolgerà il 27 ottobre.
SPECIALE SCUOLA - NUOVO ANNO: COSA CAMBIA
- Venerdì 12 Ottobre 2007
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Commenti
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Il 12 Ottobre 2007 alle 11:55 Pueblounido » Blog Archive » Con oltre 130 cortei….studenti per chiedere accesso a tutti i gradi dell’istruzione. ha scritto:
[...] Tra le richieste anche una riforma dello Statuto dei diritti degli studenti medi e la promulgazione dello Statuto degli Studenti e delle Studentesse Universitarie. “Non portiamo in piazza fannulloni, ma studenti che chiedono qualità e uguaglianza delle opportunità . Esprimiamo rivendicazioni concrete e sostenibili, forti solamente delle nostre idee e dei nostri sogni” affermano le tre associazioni aggiungendo che non presteranno il fianco a strumentalizzazioni. [...]
Il 12 Ottobre 2007 alle 13:48 avrei voluto scrivere un post sulla riforma Fioroni « sic transit gloria mundi ha scritto:
[...] avrei voluto scrivere un post sulla riforma Fioroni Pubblicato 12 Ottobre 2007 Uncategorized viste le proteste (uh, allergia! hah!), che già mi puzzano così tanto di cosa inutile/dannosa/fatta solo per fare casino: ma non voglio espormi, magari son proteste e lamentele fondate (dubito fortemente). [...]
Il 16 Ottobre 2007 alle 17:32 Comodi « Per il verso giusto ha scritto:
[...] Comodi Alla faccia di chi li invitava, sessantottinamente, a scendere in piazza e a imitare l’esempio dei padri e a ribellarsi contro il potere costituito, alla fine le organizzazioni studentesche di sinistra sfileranno in tante città . Motivo? La questione birmana? L’ambiente che va a schifìo? La proliferazione nucleare in Iran? La povertà africana? La precarietà italiana? Macché… Ad agitare i giovanotti del 2007 che occuperanno le piazze disertando le aule (senza neanche troppa fantasia: è sempre stato così, anche quando eravamo studenti noi verso novembre si scioperava per la nostalgia del mare e delle vacanze) il caro libri, il rifiuto del numero chiuso all’università . Ma, sopra tutto, contro il provvedimento del ministro Fioroni che reintroduce gli esami di riparazione a settembre. Insomma, né più né meno di una protesta corporativa. Di chi non vuole mettersi in gioco, di chi non accetta giudizi altrui, di chi confonde il diritto (allo studio) con il dovere (di studiare per colmare lacune e debiti). Da questo punto di vista non c’è differenza tra la protesta della giovane casta e quella dei taxisti contro l’aumento delle licenze o quella dei benzinai contro l’aumento delle pompe (di benzina) o le pretese dei parlamentari di aver stipendi d’oro e una vita da privilegiati. Siamo alle solite, siamo un Paese diviso in centinaia di caste abbarbicate quanto meno ai propri comodi. Ed è un peccato, perché ai giovani (con i quali si dovrebbe svecchiare tutto, politica compresa) spetterebbe andare contro corrente. Explore posts in the same categories: News [...]
Il 14 Novembre 2007 alle 18:22 Dal Cav. a Casarini, il 17 novembre tutti in piazza appassionatamente » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Non c’è cabala che tenga, pare. Il 17 novembre saranno tanti gli italiani a scendere in piazza. Di destra, di sinistra, del commercio e della scuola. Nel mirino il governo, manco a dirlo. In ordine cronologico, iniziano gli azzurri di Forza Italia e gli altri della CdL, invitati dal Cavaliere (con tanto di lettera) dal 16 al 18 novembre, a mettere una firma (e versare un euro) negli oltre 10mila gazebo sparsi in tutta Italia e in quello virtuale sul sito http://www.rivotiamo.it. L’obiettivo è raccogliere 5 milioni di firme per rinnovare la richiesta del voto anticipato, portata avanti con convinzione da Silvio Berlusconi. Poi sarà la volta della scuola: sull’onda del V-Day di Grillo, alcuni comitati studenteschi stanno organizzando, per venerdì 16 novembre, la replica del “V- Fioroni day” dello scorso ottobre. Il ministro dell’istruzione, stando agli studenti, avrebbe almeno quattro buoni motivi per lasciare la poltrona: la reintroduzione degli esami di riparazione, la mancata difesa dello statuto degli studenti, l’attuazione della riforma della maturità e la scarsa considerazione nei confronti della rappresentanza studentesca. Non contenti, il 17 novembre in occasione della Giornata mondiale di mobilitazione, i “bamboccioni” della scuola italiana scenderanno di nuovo in piazza, virtualmente uniti agli studenti di tutto il mondo, per chiedere “il libero accesso a tutti i percorsi formativi, un welfare studentesco che permetta a tutti di emanciparsi dalla condizione socio-finanziaria della propria famiglia, il diritto di tutt* gli student* a vedere i propri diritti riconosciuti per legge”. A preoccupare però, più per l’ordine pubblico che per le conseguenze politiche, è il corteo della sinistra antagonista di sabato 17, a Genova (qui il percorso, in pdf), in favore della Commissione d’inchiesta sulle violenze del G8 del 2001 e contro le richieste dei magistrati di pene severe ai manifestanti accusati di devastazione e saccheggio. La giornata ha, purtroppo, più di un’occasione di richiamare frange violente di ultrà che, liberi da impegni “professionali” data la sosta calcistica, potrebbero saldarsi con i no global e inscenare una “vendetta” contro la polizia. La situazione è particolarmente “calda”, dopo la polemica innescata dalle dichiarazioni di Luca Casarini, leader dei Disobbedienti, sulla “comprensibile” reazione degli ultras all’uccisione di Gabriele Sandri (di fatto una sorta di invito al corteo) e dopo il tam tam dei tifosi sul web. Tanto che dal “muro” dei blucerchiati, il nervosismo è palpabile: “Non sappiamo ancora cosa faremo, ma non staremo a guardare”. E infatti ad agitare prefetto, questore e sindaco (di centrosinistra) del capoluogo ligure è un dubbio: troppi poliziotti potrebbero far pensare a una città blindata e potrebbero scatenare la rabbia; pochi poliziotti significherebbero lasciare la città allo sbando, qualora il corteo degenerasse. Quindi, che fare? Ma le preoccupazioni non impediranno ai “giottini” di sfilare: “Non c’è ragione per vietare la manifestazione che si richiama ai principi costituzionali”, fa notare il prefetto Giuseppe Romano. Ma soprattutto, la polizia dovrà anche avere la delicatezza di nascondersi: “Non ci saranno schieramenti in divisa e in tenuta anti sommossa”, conferma Giuseppe Romano. “Questo non significa non esserci”. I cosiddetti “obiettivi sensibili”, i luoghi simbolici e a maggior rischio di attacco, saranno presidiati e comunque il corteo non li toccherà . [...]
Il 16 Novembre 2007 alle 13:09 Bamboccioni di tutto il mondo unitevi » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Studenti ancora in piazza. E questa volta non solo in Italia. Il 17 novembre, giorno già caldo nel Belpaese per l’accavallarsi di cortei su cortei, è la Giornata mondiale di mobilitazione studentesca. Una data importante nella storia internazionale: il 17 novembre 1939 centinaia di studenti cecoslovacchi che si opponevano alla guerra furono arrestati e uccisi dai nazisti. Il 17 novembre 1973 gli studenti greci furono massacrati dai carri armati del regime ad Atene. E così, tre anni fa, l’assemblea mondiale di Bombay del World Social Forum ha deciso di affermare questa data della memoria e di renderla un momento importante di mobilitazione. L’appello internazionale (qui in pdf) di quest’anno, approvato nel gennaio scorso al Social Forum di Nairobi, chiede “il libero accesso a tutti i percorsi formativi, un welfare studentesco che permetta a tutti di emanciparsi dalla condizione socio-finanziaria della propria famiglia, il diritto di tutt* gli student* a vedere i propri diritti riconosciuti per legge”. Aderiscono le principali associazioni studentesche italiane, dalla Rete degli Studenti all’Unione degli Studenti, da Studenti di Sinistra all’Unione degli Universitari. Questo il loro slogan in video, da Youtube: [...]
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