È arrivata la richesta di rinvio a giudizio per i presunti responsabili dell’incendio al campo rom di Opera, alle porte di Milano, lo scorso 21 dicembre. Il pm di Milano, Laura Barbaini, ha chiesto il provvedimento per nove persone, tra cui il capogruppo della Lega Nord nel Consiglio comunale della cittadina, Ettore Fusco. Tra gli indagati ci sono alcuni cittadini di Opera, accusati a vario titolo di concorso in danneggiamento aggravato, incendio e interruzione di pubblico servizio. Fusco è invece accusato di istigazione a delinquere.
Nell’incendio, scoppiato durante un presidio non autorizzato davanti al campo, erano state bruciate sei tende, mentre altre sette erano state divelte, e qualche auto della protezione civile era stata danneggiata. Il capogruppo della Lega Nord quella sera era intervenuto in Consiglio sul campo nomadi e, come riportano gli atti dell’inchiesta, ”istigava pubblicamente i presenti a commettere uno o più reati e in particolare all’occupazione della tendopoli di Opera, incitando più volte i numerosi cittadini (…) e pronunciando le seguenti frasi:’occupiamo il campo nomadi! (…), dobbiamo andare a occupare quell’area in modo tale che torni nostra (…). Andiamo tutti e resistiamo perché così Opera è nostra e gli interessi degli operesi non sono la solidarietà ai nomadi’”. Fusco aveva tra l’altro definito quell’area ”dannata”.
Si chiude così la prima parte di una vicenda che era costata cara anche al parroco della cittadina, don Renato, che si era schierato dalla parte dei nomadi. Ora la parola passa al giudice Marco Maria Alma. Ettore Fusco si dice “sconvolto anche dalla sola ipotesi che possa essere processato per avere detto che la solidarietà ai nomadi non è interesse dei cittadini di Opera e che il sindaco Ramazzotti (il primo cittadino di Opera, ndr) se voleva fare missioni umanitarie se le poteva fare in casa sua, con i suoi soldi. Le intenzioni del leghista, messe poi in atto a partire dalle ore successive a quelle in cui ignoti avrebbero dato alle fiamme le tende nella sera del 21 dicembre del 2006″, si legge in un comunicato della Lega, “erano quelle di presidiare l’area antistante il campo in allestimento per evitare che si potesse insediare un campo nomadi senza almeno dimostrare la contrarietà della cittadinanza. Gli operesi non hanno incendiato nulla né tanto meno sono razzisti, come dai mass media sono stati dipinti per tutta la durata del presidio anti rom. Se oggi Opera è ancora un paese dove il livello di sicurezza è accettabile il merito va dato a quelle persone, Fusco in prima linea, che hanno creduto nel diritto all’autotutela ed alla difesa personale mediante la pacifica ma determinata protesta di piazza”.
- Sabato 13 Ottobre 2007
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 22 Luglio 2008 alle 22:00 :: appunti sui pølsini ::::::::::::: » pogrom ha scritto:
[...] L’incendio dei campi rom a Napoli [1] (ma anche l’incendio dell’insediando campo di Opera circa un anno e mezzo fa [2]) è un pogrom. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.