“Siamo 500 mila”. Questo il bilancio degli organizzatori sulla manifestazione di An di sabato 13 ottobre, che si è conclusa con il comizio del leader Gianfranco Fini al Colosseo. Doveva essere un fine settimane all’insegna del Pd e invece, per ora, la destra che protesta contro il governo Prodi ha rubato la scena al nuovo partito della sinistra.
Le migliaia di persone che hanno sfilato per le vie di Roma hanno chiesto meno tasse, più sicurezza e il ritorno immediato del Centrodestra, unito, al governo. L’adesione al corteo, il primo da 11 anni organizzato da An, è andata oltre le previsioni.
Non sono mancati gli sfottò, gli striscioni e i cori sarcastici, soprattutto quelli di Azione giovani.
Nè una mortadella lunga tre metri con sopra la faccia del presidente del Consiglio e la scritta: “Facciamo a fette il governo Prodi”.
- Sabato 13 Ottobre 2007




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Commenti
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Il 14 Ottobre 2007 alle 11:38 terranostra ha scritto:
Una parte del Popolo delle Libertà è sceso in piazza a Roma.
A dicembre a Milano con la LEGA,sarà Festa Popolare.Perchè? Maturi i tempi, per una adunata di tutte le componenti del Centro-Destra
Il 14 Ottobre 2007 alle 17:56 lasteccanelcoro ha scritto:
da http://lasteccanelcoro.blogspo.....t.com/
Una (cinica) nullità politica di nome Fini Gianfranco a capo di 400mila persone in corteo
Un corteo di AN che potremmo chiamare coerentemente “lungheo” in quanto caratterizzato dalla presenza davvero consistente di quasi mezzo milione di persone, ci permette di tornare su di un politico di nome Fini Gianfranco di Bologna.Non è raro sentir parlare da circa tre lustri di Fini come di una “faina della politica”, di uno che “studia per scalzare Berlusconi e per fare il premier”.Sappiamo che Fini da ormai quindici anni aborrisce l’uso del termine “razza”;conveniamo con lui specie se questo termine viene utilizzato per definirlo “politico di razza”.Fini ricorda quei calciatori che sol perchè da giovanissimi avevano dato grandi speranze, sono definiti a vita “fuoriclasse”.Sono infatti trascorsi quasi 15 anni da quando il vecchio MSI è stato trasformato da Fini in Alleanza Nazionale.Ebbene, da allora non c’è stato alcun osservatore della politica che non lo abbia identificato come il futuro della politica italiana.Si dà il fatto che Fini Gianfranco sia nato a Bologna il 3 gennaio 1952 ovvero circa 55 anni fa.Se compariamo la situazione politica di Fini di oggi a quella di 15 anni fa noteremo che nulla è cambiato se non il fatto che siano trascorsi tanti anni senza il Presidente di Alleanza Nazionale si sia affrancato da Berlusconi o comunque abbia avuto finalmente un ruolo di primo piano.E dire che Fini c’è l’ha messa tutta per fare carriera:si pensi ai viaggi in Israele, ai proponimenti pro immigrati di qualche anno fa, fino ad arrivare agli “strappi” sull’etica cattolica (vedi referendum sulla procrazione assistita).Si dirà:”ma è stato VicePresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri”.Ebbene il ruolo di VicePresidente (come quasi tutti i Vice) del Consiglio vale quanto l’1 nella moltiplicazione e lo 0 nell’addizione.E’ stato Ministro degli Esteri, certo.Ma secondo questo ragionamento dovremmo considerare “il futuro della politica italiana” tutti i Ministri degli Esteri? Mi sembra davvero un pò troppo.Diciamocelo chiaramente: Fini è stato sempre stato messo in penombra non solo da Berlusconi, ma persino da un Bossi qualunque.E questo sarebbe il “politico di razza”? In realtà Fini Gianfranco è dotato non solo di un’ infima fantasia politica, ma è anche (come tutti i politici di destra) carente della minima capacità strategico-politica.Un pò come si diceva nelle pagelle a scuola: “fa il proprio onesto compitino ma nulla di più”.Si pensi che Fini era arrivato solo quinto tra i candidati alla carica di segretario nazionale dei giovani fascisti del Fronte della Gioventù:fu allora Almirante ad utilizzare una possibilità (poco democratica) concessagli dallo statuto per nominare “de facto” Fini quale segretario nazionale ,ancorchè lo stesso, ripetiamo, fosse stato spravanzato da 5 altri “camerati”nei voti della base. Si dirà:”ma è stato suo merito il passaggio dei fascisti del MSI all’interno dell’arco costituzionale”.Vero.Ma secondo voi questo è indice di strategia politica? Per me era solo un passaggio obbligato per chi, come Fini Gianfranco, non ha mai negato di volere fare carriera politica.Tutti i successivi passaggi politici di continuo affrancamento dal passato fascista sono stati naturalmente funzionali a questo arrivismo politico (altro che strategia politica illuminante!).Si potrebbe obiettare che Fini è sempre riuscito a contenere la perdita di voti alla sua destra.Non la catalogherei davvero come una grande impresa se solo intra-vediamo quali autentiche nullità politico-elettorali (ancora più di Fini) abbia sempre vantato l’estrema destra.Ciò che però è poco noto di Fini è il suo cinismo (comunque infruttuoso ,visti i risultati).Vi ricordo tre nomi:Di Sotto Daniela,Sottile Salvatore,Storace Francesco.Cosa li unisce? Non solo la comune militanza in AN, ma anche l’essere stati oggetti del “postumo cinismo” di Fini.Sì, postumo perchè Fini ha il solo pregio del sapere pazientare.Quando la presenza di qualcuno in AN gli può fare danno, specie per sopravvenute cause giudiziarie personali, Fini è aduso dapprima fingere di difendere il “camerata” e poi liquidarlo in tutti i modi a distanza di tempo.Ricordate la storia delle intercettazioni telefoniche nelle quali la ex moglie di Fini sembrava coinvolta in affari poco chiari nella Capitale? Ebbene, dopo due anni, Fini ha approfittato per dividersi dalla Di Sotto, cercando in tutti i modi di convincerci che la vicenda giudiziaria della ex moglie non aveva influito sulla sua decisione.Ricordate la vicenda di Salvatore Sottile, “reo” di avere utilizzato la propria stanza della “Farnesina” per effussioni particolari con la calabrovelina Elisabetta Gregoraci? Stessa difesa d’ufficio, stessa successiva decisione di sollevarlo dall’incarico di proprio portavoce.Ricordate la vicenda di Francesco Storace implicato nel LazioGate sulle intromissioni informatiche ai danni della lista di Alessandra Mussolini alle ultime regionali? Anche qui Fini si era subito peritato nel difendere Storace, per poi espellerlo di fatto dal massimo organo esecutivo di AN, isolarlo al’interno del partito fino ad obbligare lo stesso Storace alle dimissioni.Lo stesso Storace ha spiegato che Fini era arrivato persino a non rispondere più alle sue telefonate.Ma a cosa è servito tutto questo cinismo, privo di qualunque strategia politica? A rimanere sempre il maggiordomo politico di Berlusconi, a dover finire con il ricandidarsi nuovamente a sindaco di Roma dato che la candidatura a premier di centrodestra sarà ricoperta dal Cavaliere ancora per chissà quanto tempo.Allora l’ unica possibilità rimastagli era riconquistare un minimo di visibilità,senza essere il solito vice inutile, ricandidandosi al Campidoglio: esattamente come nel 1993 quando si cominciava a parlare di lui come del “Premier del 2000″.Un ritorno alle orgini (in)degno di una nullità politica,inutilmente cinica.
Il 15 Ottobre 2007 alle 12:51 Il Pd di Veltroni: Bettini coordinatore, sede in piazza di Spagna e addio all’Ulivo » Panorama.it - Italia ha scritto:
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