Luigi Vernazza, pensionato, e Giuseppina Novalli, casalinga:
“Il nostro è un voto di speranza, un voto dato perché crediamo nelle persone che si sono adoperate per far nascere questa nuova idea che vada a risolvere i problemi della nostra politica, dalla frantumazione al potere decisionale, dal lavoro alla rappresentatività dei giovani”.
Giovanni Sergi, impiegato, 62 anni:
“Ho votato per vedere se riusciamo a cambiare qualcosa, anche se non credo che cambierà mai niente nel nostro Paese. Però siamo venuti per far sentire la nostra voce, per far sapere quello che pensiamo e quello che vogliamo. Il rischio di gattopardismo è dietro l’angolo e bisogna stare bene attenti e vigilare”.
Patrizia Granata, 62 anni, contabile:
“Esprimere oggi la nostra preferenza è l’unico modo per poter cambiare le cose. Se non fossi venuta a votare non mi sarei potuta lamentare, sarebbe stata un’occasione persa. Un’occasione di svolta, di cambiamento. E se non cambiano i partiti, non cambia nemmeno l’Italia, se non cambia la testa non cambia nemmeno il corpo”.
Antonio Rodriguez, 86 anni, pensionato:
“Non sono molto ferrato in politica, ma proprio per questo sono venuto a votare. Spero di ottenere qualcosa che migliori la situazione del nostro Paese, di quelli che hanno più bisogno. È una richiesta di giustizia, che parte da noi cittadini e arriva in alto, ai vertici dei partiti”.
Luca Ciminelli, 23 anni, lavoratore:
“È un voto dato alla sinistra, non solo al Partito Democratico. Bisogna far vedere all’Italia che ci sono ancora persone di sinistra che sono d’accordo con quello che si sta facendo e che si è fatto. Serve un partito forte, che faccia diventare il nostro un Paese che è più dalla parte dei lavoratori che non di quelli che danno lavoro”.
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- Domenica 14 Ottobre 2007





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Il 14 Ottobre 2007 alle 20:38 Primarie: a spasso tra i seggi. Fenomenologia dell’elettore Pd » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Facce da Pd, qui Milano [...]
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