
Da Trento a Siracusa un solo grido: basta rumore. L’inquinamento acustico è la croce della vita moderna. Cantieri, autostrade, aeroporti, locali notturni attentano all’udito (e ai nervi) di 40 milioni di italiani (secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità) che, per difendersi, sempre più spesso si riuniscono in comitati. Sì perché la normativa in questo campo è ancora molto labile e, soprattutto, soggetta a interpretazioni. “Le leggi sul rumore si articolano su più piani”, spiega Gian Mario Mattia, docente di acustica all’università La Sapienza di Roma e presidente dell’associazione Euroacustici. “C’è il diritto amministrativo che, secondo la direttiva europea, deve individuare i limiti che tutelano l’80 per cento della popolazione, poi ci sono i codici civile penale e costituzionale, che riportano limiti più bassi perché devono tener conto delle esigenze del 100 per cento della popolazione”. Dunque i cittadini devono unire le proprie forze per farsi ascoltare dalle istituzioni che in molti casi hanno le mani legate o sono in balia di una burocrazia troppo lenta che allunga inesorabilmente i tempi.
La guerra contro il rumore si combatte sul web. Nella rete i vari comitati si scambiano dritte e opinioni, confrontando i successi e, talvolta, le delusioni. Quando si scende in campo, infatti, bisogna considerare che la battaglia sarà all’ultimo sangue. Ma i risultati di solito arrivano. Così capita che un cittadino romano stressato dalla musica dei vicini, padre e figlio con velleità mozartiane, si sia visto dare ragione dal tribunale penale che ha rifilato ai due musicisti una pena esemplare: due mesi di reclusione e una multa di 20 mila euro. Un’esagerazione, si potrebbe pensare, ma così non è se si calcola che, quasi sempre, i rumori molesti diventano una vera e propria fonte di stress, che può portare anche gravi malattie.
Nella vita quotidiana delle grandi città sembra impossibile riuscire a difendersi dal rumore. Si vive in case con pareti di cartone, stipati l’uno accanto all’altro, tanto che spesso le attività quotidiane dei vicini diventano il sottofondo della vita tra le mura domestiche. “Non dovrebbe essere così”, precisa Mattia, “ci sono delle norme che i costruttori dovrebbero rispettare e, se non lo fanno, possono essere condannati a rimborsare il 30% del valore dell’immobile”. Secondo Mattia è proprio il rumore di sottofondo della sfera privata quello che mina la psiche di milioni di italiani, che invece riescono a sopportare meglio il traffico o altri suoni metropolitani.
Anche i locali notturni con la loro musica fino a tarda sera causano molti problemi. E non solo nelle località turistiche. “La storia del Comitato anti rumore di Cesena”, spiega Antonio Paolo Cipollini, “è iniziata nel 2002. Eravamo in due o tre persone e abitavamo sopra un bar che aveva le casse acustiche dello stereo attaccate al soffitto”. La quotidianità di Cipollini e dei suoi vicini, soprattutto nelle ore notturne, era fatta di vibrazioni e rumore continuo. “In più”, racconta, “i frequentatori del bar stavano all’esterno e non osservavano le norme”. Così i residenti hanno chiesto una verifica al Comune e dopo tre anni si sono visti dare ragione. Il caso di Cesena è a lieto fine, ora il Comitato siede a un Tavolo permanente insieme con l’amministrazione comunale per prevenire e risolvere i problemi legati al rumore.
In molti casi, però, gli interessi dei singoli si scontrano con le necessità economiche di altre, potenti categorie. È il caso di chi vive vicino agli aeroporti. Qui ottenere buoni risultati è quasi impossibile, perché pensare di bloccare il traffico di velivoli è una mera utopia. Ci sono comunque delle soluzioni tampone che possono almeno migliorare la qualità della vita di chi abita accanto alle piste. Regione Lombardia, Provincia di Bergamo e Sacbo, la società di gestione dell’aeroporto di Orio al Serio, a settembre hanno siglato un Protocollo di Intesa per la realizzazione di un primo programma di interventi per il contenimento dell’inquinamento acustico aeroportuale e per il miglioramento della compatibilità ambientale tra lo scalo e il territorio circostante. La Sacbo dovrà sborsare, solo per la prima tranche di lavori, 2.500.000 euro. È prevista l’insonorizzazione di alcuni edifici pubblici (entro un anno), poi degli edifici residenziali (entro due). Insomma, gli aerei non spariranno, ma almeno non si faranno sentire.
Il messaggio è chiaro: sbarazzarsi del rumore è impossibile, l’unica alternativa è imparare a tenerlo fuori dalle nostre case.
Il network antirumore: Comitato romano; Comitato di Biassono; Comitato Cesena; Comitato aeroporto Ciampino; Comitato aeroporto Linate
- Lunedì 15 Ottobre 2007
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Commenti
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Il 15 Ottobre 2007 alle 13:27 dolphin ha scritto:
Non solo le grandi città, ma anche i piccoli centri sono sempre di più invivibili. Dove risiedo la nettezza urbana per esempio passa a qualsiasi ora della notte.
Per non parlare dell’isola pedonale, che è veramente esigua.
Questi sono solo alcuni dei problemi con cui ci dobbiamo confrontare ogni giorno.
I rumori diventano sempre più assordanti: motorini smarmittati,sirene fortissime, se poi si aggiunge anche il contributo di qualche vicino maleducato il quadro è quasi completo.
Il fatto è che le leggi in materia sono insufficienti, e non vengono quasi mai applicate, e se ci si cimentasse, tra burocrazia, lassismo e menefreghismo finiremmo col pentirci.
Sembra che il diritto di vivere in pace, riducendo l’inquinamento acustico, sia un optional, almeno in Italia.
Necessiterebbero delle leggi più efficaci e soprattutto applicarle.
Il 27 Gennaio 2010 alle 16:46 charlemagne ha scritto:
PADRONI E SERVI (BALLA SERVO, BALLA)
Piccola Allegoria della nuova tirannide
Movida
Tra le famiglie padrone dell’Italietta fintodemocratica vi sono le famiglie padrone della criminalità organizzata, le quali hanno bisogno di mode e di locali notturni che favoriscano lo spaccio e la prostituzione. Poi reinvestono gli ingenti profitti dello spaccio oltre che nella cementificazione di bassa qualità e nell’ecomafia, nel corrompere politici, amministratori locali, funzionari pubblici e tutti coloro che dovrebbero garantire l’ordine pubblico e la qualità della vita. Quindi la movida dello spaccio diviene così intoccabile. La colpa di tutto ciò è di un popolo imbelle mangiamaccheroni che lo permette senza reagire e senza sapersi organizzare. Continua a sperare che qualcun altro gli risolva il problema… aspetta e spera, che la criminalità si avvicina. Ce l’hai già sotto casa. Lo stato non siamo noi, lo stato è contro di noi. La soluzione: ronde di cittadini e comitati di quartieri autogestiti. Contro lo stato dei padroni che protegge delinquenti, balordi e spacciatori, ed è nemico delle persone oneste che la mattina si devono alzare per andare a lavorare e mantenere i parassiti.
Democrazia elettiva
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e con i mezzi stabiliti dalle famiglie dei padroni.
Il padrone dice al servo: “ma ti faccio votare, non ti senti sovrano?”
I padroni di bassa qualità, per restare al potere, usano sgherri e lacchè per tartassare i servi, e utilizzano parte dei soldi estorti ai servi per pagare sgherri e lacchè, ovvero per comprarsi voti. Il resto lo intascano loro.
Questo permette loro di socializzare i costi del consenso, cioè di far pagare alla maggioranza di oppositori o di disinteressati il costo sia delle rendite distribuite ai clientes sia dei copiosi sussidi che le famiglie al potere ritagliano per se stesse, camuffandoli sotto le più varie forme e con le più varie modalità. Ovviamente, a tal fine, più disinteressati e distratti ci sono fra il popolo, meglio è.
(“… se metà dei servi si rivoltano, abbiamo abbastanza denaro per assoldare l’altra metà dei servi, e mandarla a sparare addosso ai rivoltosi…”
oggi non è più necessario sparare ai servi, c’è il lavaggio del cervello, basta mandarli in discoteca o far loro vedere i reality, non si rivolteranno più…)
Uguaglianza
Il padrone vuole tutti i servi uguali davanti a lui.
Non vuole capaci ed efficienti competitor, vuole servi balordi, cannati, da discoteca, da stadio, o, nella migliore delle ipotesi, da offerte dei centri commerciali.
Accoglienza
Il padrone sostituisce i servi italiani pretenziosi, organizzati, sindacalizzati, relativamente acculturati, con nuovi servi africani, asiatici, sudamericani, disperati disposti a tutto, a lavorare 18 ore al giorno in uno scantinato, a vivere in venti in una bicocca.
La nuova forza lavoro per la grande industria assistita succhiasoldipubblici, la nuova manovalanza per la criminalità organizzata, nuovi corpi a disposizione per chi va a p.ttane o a viados.
Solidarietà
Sussidi di stato per chi gestisce l’immigrazione dei nuovi servi. Soldi pubblici per chi ci mangia sopra. Elemosine gestite clientelarmente. Soldi di noi contribuenti coi quali i padroni comprano voti e consenso.
Garantismo
Il dominante di infima qualità, quello che si impone con la violenza, con la menzogna, col crimine, col furto, con l’inganno, mantiene i governati nelle peggiori condizioni possibili, perché sa che peggiore è la qualità di vita dei governati, tanto meglio è per lui. La sua greppia e il suo scranno sono più sicuri.
Colpisce i dominati onesti e lavoratori, e favorisce i delinquenti, i puzzoni, gli insolventi, i truffatori. Le organizzazioni criminali, braccio armato dei padroni nei traffici illeciti, non devono essere disturbate.
Favor rei e favor debitoris.
E’ garantista chi sulla delinquenza ci mangia sopra.
Mezzi di distrazione di massa , mezzi di asservimento di massa (balla servo, balla)
Il padrone guarda il buon servo, tatuato e con piercing, ballare nella discoteca che ha fatto costruire per lui e per gli altri suoi servi , e pensa:
“BALLA SERVO, BALLA.
Da quello scemo che sei.
Picchiati con qualche altro servo, da quel cafone bullo che sei, ma ovviamente a me non mi tocchi neanche con un dito, neppure sai chi sono.
Vieni nella mia discoteca a cercare sesso o affetto, l’anima gemella o una delle mie puttane pagandola.
E impasticcati, riempiti della droga e dell’alcool che ti vendo, sfasciati nell’automobilina elettronica che ho fabbricato per te.
Cos’altro ti meriti, fesso come sei.
E vivi e lavora per me , pagami tasse e contributi , lascia che ti inflaziono i tuoi risparmi , usa questa moneta di carta straccia da me imposta , pagami il 20% d’IVA su ogni cosa che compri , vieni a leccarmi il sedere se vuoi un posto di lavoro…
Ma… a tutto questo non devi pensare, né ora né mai, devi rimuoverlo dalla mente, da quella tua mente tanto stupida e indifesa che io controllo così bene. Non pensare, testa vuota, BALLA.
Ti do panem et circensem.
Droga, discoteca, calcio, musica, TV spazzatura, notti bianche, concerti in piazza, rave: ho creato tutto questo per te,
proprio per TE,
SERVO.
Figlio di fessi e fesso tu stesso, fesso e servo ti faccio rimanere.
A te e alla tua famiglia di servi fessi.
Servi per l’eternità”
Emancipazione
Il buon servo deve ballare, ascoltare musica, innamorarsi, fare sesso.
I padroni fanno i soldi, i servi fanno i figli.
La moglie, la figlia, la sorella del servo devono essere a disposizione del padrone.
La famiglia del servo deve essere disunita, disorganizzata, lacerata da liti interne e divorzi, marito contro moglie, figli contro genitori, fratelli l’uno contro l’altro.
La famiglia del servo deve essere divisa, debole, non competitiva, non pericolosa, disarmata, imbelle.
Dividi et impera.
Trasgressione
Il servo che trasgredisce obbedisce al padrone. E’ funzionale al regime. E’ per lui lecito fare del male a se stesso e agli altri servi. Nessun giudice nominato dai padroni lo punirà.
Il padrone vuole che il servo balordo trasgredisca le regole del vivere civile tra servi e faccia così vivere male se stesso e gli altri servi. Così i servi vivono soffocati nella m.rda, e non pensano a rivoltarsi, a eliminare le famiglie dei padroni.
Pub, discoteche, piercing, tatuaggi, ultras, droga, alcool: facciamo scannare i servi tra di loro, noi padroni vivremo più tranquilli.
Dividi et impera, semper.
Filippo Matteucci - DEMOCRAZIA TURNARIA
Libertarian Writer & Blogger
P.S. – spunto di riflessione per qualsiasi buon servo : sai quali famiglie padrone controllano il tuo comune, la tua provincia, la tua regione, la tua vuota esistenza, la tua vuota testa …?
Nessuna associazione politica, nessun movimento, nessun partito, nessuna cooperativa, nessun sindacato, è veramente democratico se non prevede la possibilità per qualsiasi associato di ricoprire cariche a semplice sua richiesta, a turno, magari tramite un cursus honorum (cioè partendo da incarichi minori e poi salendo a quelli di maggior potere), se non prevede che chi ha già ricoperto cariche non può ricoprirle nuovamente (magari per 10 o 20 anni), ma deve dare la possibilità anche agli altri di svolgere quelle funzioni.
Le elezioni sono solo una truffa ai danni di chi non ha potere, servono a far eleggere chi vuole il potente, il dominante, il padrone.
Le elezioni non sono mai libere, sono l’esatto contrario della libertà e della democrazia.
L’unica differenza fra destra o sinistra è che sono strumenti di differenti cosche di famiglie padrone.
Se il popolo vuole la democrazia se la deve fare da solo: auto-organizzazione, democrazia diretta turnaria, propaganda, boicottaggio, perseveranza.
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