Le primarie in Campania diventano un caso. Se n’è accorto anche Rutelli

Francesco Rutelli
Verbali che viaggiano tra un seggio e un altro, plichi smarriti in un incidente d’auto, urla e reclami in sede di spoglio, ma anche la minaccia di uno dei presidenti: “A chi devo consegnare le schede? Se le volete bene, altrimenti le riporto a casa. Io ho fatto la nottata in bianco e stamattina ero al lavoro”.
In Campania, le primarie fanno discutere, ma questa volta a reclamare non sono solo i leader nazionali di Forza Italia e An, che ieri hanno denunciato le cifre gonfiate della partecipazione. Il dissenso proviene proprio dal nuovo partito e attiene alle procedure di voto di domenica scorsa.
Non è un caso che già ieri vice premier e leader della Margherita Francesco Rutelli, che prima delle elezioni aveva minacciato di commissariare gli uffici campani, è sbottato: “Sono molto preoccupato, mi arrivano notizie di procedure quantomeno scombinate e denunce di poca trasparenza che spero vengano immediatamente fugate. Credo che gli organismi di garanzia debbano assicurare la massima, serena correttezza anche in questa regione”. A nulla è servito l’invio ad hoc di Riccardo Tramontano, “l’uomo di Roma vicino al presidente” come lo chiamano i dirigenti locali campani, che ha seguito le procedure di voto in quel di Napoli. Irregolarità e brogli - giurano alcuni tesserati - emergerebbero in quasi tutte le sezioni scrutinate.
A spuntarla, comunque, dovrebbe essere Tino Iannuzzi, il candidato voluto da Franceschini, De Mita e Bassolino, sebbene sul filo di lana e per una manciata di voti rispetto agli altri candidati. Già prima della proclamazione, gli uomini di Salvatore Piccolo, coordinatore provinciale di Napoli per la Margherita e principale avversario del futuro segretario, hanno comunque annunciato ricorsi per le minacce e le irregolarità, “che ci hanno svantaggiati”, protestano.
Ora spetterà ai neonati organi del Pd decidere cosa fare. Se non si troverà una composizione rapida, “l’affaire Campania” potrebbe infatti trasformarsi in una vera e propria bomba ad orologeria per la legittimità del nuovo partito.

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Il 16 Gennaio 2008 alle 19:10 I Mastella e le lotte intestine nel centrosinistra in Campania » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] C’eravamo tanto amati. Da diverso tempo la famiglia del centrosinistra campano si presenta sempre più divisa e spaccata. Ci mancava solo la notizia emersa in serata che anche il ministro Clemente Mastella risulta indagato per concorso in concussione ai danni del governatore della Campania, Antonio Bassolino. Con gli assessori dell’Udeur Luigi Nocera ed Andrea Abbamonte avrebbe costretto Bassolino ad assicurare loro la nomina a commissario dell’Asi di Benevento di una persona ‘’liberamente designata da Mastella’’. Pressioni e retroscena che, con gli arresti domiciliari di Sandra Lonardo Mastella e degli altri dirigenti Udeur, non sono di certo un balsamo lenitivo per le ferite aperte dentro la coalizione. Le liti partenopee nascono insieme al Partito Democratico. Le primarie del 4 ottobre lanciano sin da subito due segnali contrastanti: la Campania è una regione importante per Veltroni, perché capace di garantirgli un serbatoio enorme di voti; ma al tempo stesso è una grossa gatta da pelare, il più spinoso e il più difficile da risolvere tra i problemi regionali. Per rintracciare il primo dissidio all’interno del Pd bisogna risalire a quattro mesi fa. Coincide con la decisione di Antonio Bassolino e di Ciriaco De Mita di candidare alla segreteria “l’uomo nuovo, il candidato ideale”, e cioè Tino Iannuzzi. Da quella scelta, prende avvio la fronda interna al Pd, alimentata dai tre avversari del candidato più forte: Salvatore Piccolo della Margherita, segretario provinciale di Napoli; Eugenio Mazzarella, in quota Enrico Letta; Sandro De Franciscis, attuale presidente della provincia di Caserta, eletto deputato nel 2001 con la Margherita, poi passato con Mastella, e infine riavvicinatosi di nuovo a Rutelli. Alle primarie, i tre non la spuntano: vince Iannuzzi, ma gli avversari contestano la vittoria, anche a causa della lentezza degli spogli, durati più di 48 ore. Esplodono polemiche, i dirigenti nazionali Dl si dicono “preoccupati” e deve intervenire lo stesso Veltroni per tacitare ogni reclamo di brogli. Ma quelle contestazioni sono solo la prima delle lotte interne al nuovo partito campano. Nuove polemiche sorgono dopo l’elezione a presidente regionale del partito di Graziella Pagano, candidata dapprima vicina a uno dei tre sconfitti, Salvatore Piccolo, poi presentata dalla maggioranza del Pd contro il candidato di minoranza, e alla fine eletta. Subito dopo, è il turno dello scontro tra Bassolino e il Ministro Luigi Nicolais, finito con l’elezione a coordinatrice provinciale dell’italianista Emma Giammattei, in netto contrasto con il governatore campano. L’incarico di mediare è affidato stavolta al braccio destro di Veltroni, Goffredo Bettini, che trova un compromesso insperato tra le correnti del Pd. Ma nell’universo campano non c’è spazio solo per Bassolino e compagni. Svolge un ruolo decisivo anche l’Udeur di Clemente Mastella, rappresentato nel consiglio regionale da sette consiglieri oltre che da Sandra Leonardo, che ne è Presidente. In passato, gli attriti tra lei e il Pd non sono mancati: uno degli ultimi, risale ad un paio di mesi fa, ed è legato all’aumento delle indennità dei consiglieri regionali. Situazione di incertezza anche al Comune, dove l’emergenza rifiuti non ha di certo aiutato a rasserenare il clima: Rifondazione Comunista si è detta contraria alla riapertura della discarica di Pianura, mentre i Comunisti Italiani hanno chiesto un rimpasto e la delega per la gestione della crisi. E gli uomini di Giordano hanno fiutato aria di crisi anche nella giunta regionale, annunciando che “in Campania si è chiuso un ciclo politico”. [...]

Il 16 Gennaio 2008 alle 21:07 I Mastella e le lotte intestine nel centrosinistra in Campania » eBlog Network - Magazine ha scritto:

[...] C’eravamo tanto amati. Da diverso tempo la famiglia del centrosinistra campano si presenta sempre più divisa e spaccata. Ci mancava solo la notizia emersa in serata che anche il ministro Clemente Mastella risulta indagato per concorso in concussione ai danni del governatore della Campania, Antonio Bassolino. Con gli assessori dell’Udeur Luigi Nocera ed Andrea Abbamonte avrebbe costretto Bassolino ad assicurare loro la nomina a commissario dell’Asi di Benevento di una persona ‘’liberamente designata da Mastella’’. Pressioni e retroscena che, con gli arresti domiciliari di Sandra Lonardo Mastella e degli altri dirigenti Udeur, non sono di certo un balsamo lenitivo per le ferite aperte dentro la coalizione. Le liti partenopee nascono insieme al Partito Democratico. Le primarie del 4 ottobre lanciano sin da subito due segnali contrastanti: la Campania è una regione importante per Veltroni, perché capace di garantirgli un serbatoio enorme di voti; ma al tempo stesso è una grossa gatta da pelare, il più spinoso e il più difficile da risolvere tra i problemi regionali. Per rintracciare il primo dissidio all’interno del Pd bisogna risalire a quattro mesi fa. Coincide con la decisione di Antonio Bassolino e di Ciriaco De Mita di candidare alla segreteria “l’uomo nuovo, il candidato ideale”, e cioè Tino Iannuzzi. Da quella scelta, prende avvio la fronda interna al Pd, alimentata dai tre avversari del candidato più forte: Salvatore Piccolo della Margherita, segretario provinciale di Napoli; Eugenio Mazzarella, in quota Enrico Letta; Sandro De Franciscis, attuale presidente della provincia di Caserta, eletto deputato nel 2001 con la Margherita, poi passato con Mastella, e infine riavvicinatosi di nuovo a Rutelli. Alle primarie, i tre non la spuntano: vince Iannuzzi, ma gli avversari contestano la vittoria, anche a causa della lentezza degli spogli, durati più di 48 ore. Esplodono polemiche, i dirigenti nazionali Dl si dicono “preoccupati” e deve intervenire lo stesso Veltroni per tacitare ogni reclamo di brogli. Ma quelle contestazioni sono solo la prima delle lotte interne al nuovo partito campano. Nuove polemiche sorgono dopo l’elezione a presidente regionale del partito di Graziella Pagano, candidata dapprima vicina a uno dei tre sconfitti, Salvatore Piccolo, poi presentata dalla maggioranza del Pd contro il candidato di minoranza, e alla fine eletta. Subito dopo, è il turno dello scontro tra Bassolino e il Ministro Luigi Nicolais, finito con l’elezione a coordinatrice provinciale dell’italianista Emma Giammattei, in netto contrasto con il governatore campano. L’incarico di mediare è affidato stavolta al braccio destro di Veltroni, Goffredo Bettini, che trova un compromesso insperato tra le correnti del Pd. Ma nell’universo campano non c’è spazio solo per Bassolino e compagni. Svolge un ruolo decisivo anche l’Udeur di Clemente Mastella, rappresentato nel consiglio regionale da sette consiglieri oltre che da Sandra Leonardo, che ne è Presidente. In passato, gli attriti tra lei e il Pd non sono mancati: uno degli ultimi, risale ad un paio di mesi fa, ed è legato all’aumento delle indennità dei consiglieri regionali. Situazione di incertezza anche al Comune, dove l’emergenza rifiuti non ha di certo aiutato a rasserenare il clima: Rifondazione Comunista si è detta contraria alla riapertura della discarica di Pianura, mentre i Comunisti Italiani hanno chiesto un rimpasto e la delega per la gestione della crisi. E gli uomini di Giordano hanno fiutato aria di crisi anche nella giunta regionale, annunciando che “in Campania si è chiuso un ciclo politico”. [...]

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