Rutelli ci ripensa: Italia.it o cambia o è meglio chiuderlo

La home page del portale Italia.it
Vi ricordate del sito www.italia.it, il portale del turismo italiano?
Quello che dovrebbe servire a pubblicizzare, entro i patrii confini e all’estero, l’immagine dell’Italia. Quello presentato, in un inglese che definire maccheronico è un eufemismo, dal ministro Francesco Rutelli, che lo aveva inaugurato come una vetrina per dare ancora maggiore lustro alla nostra bella nazione?
Quello costato anni di programmazione, 45 miliardi di euro, centinaia di persone impiegate? Quello subissato di critiche per le spese, per problemi tecnici, per alcuni madornali errori e i contenuti piuttosto vecchiotti?

Ve lo ricordate? Bene, ora scordatevelo: potrebbe chiudere. Da un momento all’altro: “Quel sito o cambia oppure è meglio chiuderlo”. A pronunciare queste parole non è un cittadino qualsiasi, tanto meno il Grillo capopopolo ed esperto di rete. A parlare è proprio il ministro della Cultura, Francesco Rutelli. E non ha parlato in inglese stavolta. Anche lui si è reso conto dell’enorme spreco e ha rilasciato dichiarazioni nettissime: “Facciano qualcosa, altrimenti è meglio lasciar perdere”.
Lanciato nel marzo del ‘94 dall’allora ministro per l’Innovazione e la Tecnologia, Lucio Stanca, come la pagina web che avrebbe rivoluzionato l’immagine del Bel Paese rendendola fruibile a tutti coloro che vogliono visitarla, italia.it non ha mai cessato di incassare critiche. E stop parlamentari. L’ultimo a fine settembre quando all’audizione presso la X Commissione delle Attività Produttive, tenutasi alla Camera dei Deputati, Ciro Esposito, capo del Dipartimento Innovazione della Presidenza del Consiglio, ha comunicato che le nuove società che hanno vinto la gara per la gestione dei portali della PA, bandita dal CNIPA, (al posto della IBM che aveva un contratto fino al luglio scorso), hanno bisogno di almeno tre mesi di rodaggio operativo, per poi partire autonomamente i primi mesi del 2008. Saltando così l’appuntamento alla Bit del 2008 (la Borsa Internazionale del Turismo, dal 21 al 24 febbraio).
Nel frattempo, il mega sito è rimasto praticamente invisibile e inaccessibile ai navigatori: inchiodato al 2.539/mo posto nella classifica degli accessi dei web nazionali. In questo ultimo periodo, va detto, si anche è cercato di rilanciare il progetto, svecchiandolo, anche utilizzando mezzi come YouTube. Ma i risultati non sono stati soddisfacenti. La stessa Unionturismo aveva lanciato i suoi allarmi: “Siamo preoccupati per il contenuto fuorviante del portale: contiene errori madornali nelle informazioni sul Molise, sulle Marche, sulla Liguria e sull’Abruzzo. Il governo deve intervenire”.

Detto, fatto. Senza perdere tempo. Tempo che sta per scadere per italia.it.

Il VIDEO su YouTube della presentazione del sito da parte del ministro Rutelli:

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 20 Ottobre 2007 alle 14:41 dolphin ha scritto:

A questo punto è meglio chiuder baracca.

Il 21 Ottobre 2007 alle 16:27 dolphin ha scritto:

…o cambiarlo

Il 11 Gennaio 2008 alle 17:22 Problema del governo: la comunicazione. Soluzione? L’ennesimo sito » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Anno nuovo… nuovo Prodi. In tutto e per tutto. Il 2008 pare che il premier l’abbia inaugurato in modo diverso. Per esempio negli atteggiamenti (più grintosi) con gli alleati e con una nuova linea di comunicazione con i cittadini. Da sempre convinto che la debolezza del suo governo derivasse in parte dalla scarsa capacità di comunicazione, Romano Prodi ha accolto con felicità il lancio del nuovo webmagazine  www.governoinforma.it), messo in piedi per rendere più chiaro e trasparente il rapporto tra l’esecutivo e i cittadini. Per dire agli italiani quanto il governo abbia fino adesso fatto e quanto ancora debba fare, al Prof non bastavano insomma i siti istituzionali e tradizionali di Palazzo Chigi, governo.it (ed .eu), governoitaliano.it, italia.gov.it. Quindi, un sito nuovo (l’ennesimo). E voilà: uscito dal cilindro dell’Unità di comunicazione del Governo di Palazzo Chigi (la squadra di Silvio Sircana). Una sorta di giornale on line, più precisamente un magazine, “dedicato al dialogo con i cittadini, realizzato grazie alla partecipazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri”. A lavorarci sono sette giornalisti (più un direttore: Lelio Alfonso, responsabile della comunicazione istituzionale e del Governo, conosciuto nella blogosfera come uno dei pochi interlocutori disponibili a rispondere del disastro di Italia.it) con il compito di seguire e aggiornare le quattro, corpose, sezioni del portale, diverse per colore e contenuti: due spazi dedicati all’informazione, Primo piano e Azione di Governo, uno, La vostra opinione, all’interazione con i cittadini (per lo più sondaggi d’opinione sulle decisione prese dall’esecutivo) e Multimedia. Per districarsi in questa mole di lavoro, la redazione di Governoinforma può contare sulla collaborazione del Consorzio CASPUR, per la parte tecnica; Officine Digitali, per il logo e la grafica; Infoleges, per l’assistenza redazionale. E infine dalla Rei, che sta per “Rete di eccellenza dell’italiano istituzionale, per la qualità del linguaggio”. Che, a proposito, lancia un decalogo stilistico e grammaticale a uso dei portavoce dei ministeri. Dove spiccano due raccomandazioni, buone per alunni di una scuola media: “Il soggetto dei verbi va sempre espresso, anche a costo di essere ripetitivi” e “Il soggetto è sempre quello che compie l’azione“. Di fronte a questo ennesimo dominio la rete si sta già interrogando: ce n’era davvero bisogno? E soprattutto, visto che il portale serve alla comunicazione, perché non vengono comunicate le spese di gestione della comunicazione istituzionale del governo? Il flop di Italia.it non è ancora stato dimenticato… [...]

Il 21 Gennaio 2008 alle 18:52 Sprechi digitali: chiude il portale Italia.it. Sette milioni di euro in fumo » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Doveva essere la vetrina del Made in Italy nel mondo, il punto d’accesso privilegiato per “riportare l’Italia al posto che le spetta”. Invece, si è rivelato solo un’altra occasione persa. O, meglio, un’ordinaria storia di burocrazia e “rimpallo di non-decisioni” all’italiana. Un’esperienza travagliata ricostruita nei dettagli sia dal basso (è il caso del blog Scandalo Italiano) sia da parte del Governo (qui il documento finale in pdf della commissione d’indagine istituita dal ministro Nicolais). E su cui si è pronunciata anche dall’Avvocatura di Stato. Di qui il dietro-front dello scorso ottobre, quando il ministro per i Beni culturali ha dichiarato: “Quel sito o cambia oppure è meglio chiuderlo”. Ovviamente, nessuno ha fatto niente, come denuncia questa lettera inviata a LaStampa.it dal caporedattore Luca Palamara proprio alla vigilia della chiusura: “Il portale è ancora online grazie anche al lavoro gratuito della redazione, anche se formalmente è stato dichiarato chiuso da un paio di mesi (ironia della sorte, nell’ultimo mese sono aumentati anche gli accessi). Ma intanto nessuno decide: classico esempio di bizantinismo politico di stampo kafkiano”. Alla fine qualcuno, però, ha deciso. E il portale è stato definitavemente oscurato alle ore 8 dello scorso venerdì. Senza nessuna conferenza stampa o comunicato. [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
    • Viaggio nell'antico Egitto
    • Applicazioni Mondadori
    • Immobiliare.it
      Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

      Provincia
      Tipologia
    • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!