
Romano Prodi ha passato una notte insonne. Le ore piccole sono servite al premier e al ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, per strappare il compromesso che permette all’Italia di avere la parità con la Gran Bretagna sui seggi dell’europarlamento.
Oggi infatti Francia, Gb e Italia hanno 78 seggi a Bruxelles. Con la nuova definizione dell’Europa a 27 è necessaria una riduzione: dopo la trattativa notturna la Francia ne avrà 74, Gb e Italia 73. Un seggio in più dei 72 che erano stati ventilati per il nostro Paese che riteneva “inaccettabile la perdita”. Un risultato possibile grazie all’escamotage con cui sono saliti da 750 a 751 il totale degli eurodeputati, anche se il presidente dell’Europarlamento sarà conteggiato a parte in quanto per prassi non vota.
Ma nella notte lusitana c’è stato un altro grande passo in avanti verso la riforma delle istituzioni europee: il premier portoghese e presidente di turno della Ue, Josè Socrates, ha spinto per il nuovo trattato dell’Unione. 250 pagine - che verranno siglate a Lisbona il 13 dicembre (50 anni dopo i Trattati di Roma), che dovranno essere ratificate dai 27 stati membri e che metteranno in soffitta il trattato di Nizza – dove si prevede un presidente del Consiglio europeo nominato per due anni e mezzo, un rappresentante Ue per la politica estera che sarà anche vicepresidente della Commissione europea e un aumento delle decisioni prese a maggioranza qualificata dall’Ue. La riforma che identifica il capo della politica estera dell’Unione nel vicepresidente della Commissione potrebbe spingere D’Alema verso la poltrona di Mister Pesc (cioè: l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune, appunto: Pesc, dell’Unione europea).
Candidatura che il presidente della Comitato parlamentare sui trattati europei, Sandro Gozi, uomo molto vicino a Prodi, non nega a Panorama.it: “La candidatura non è ufficiale, ma D’Alema sarebbe un eccellente alto rappresentante della politica estera europea”. Quindi Gozi lancia una stilettata contro la Francia commentando la trattativa notturna: “Ero sicuro che Prodi avrebbe chiuso l’accordo. I rapporti con Socrates sono ottimi e la parità con la Gb era una cosa su cui non potevamo cedere. La nostra diplomazia lavora bene. Siamo meno mediatici di Bernard Kouchner (ministro degli Esteri francese), ma più efficienti”.
Usando toni più soft, lo stesso Prodi tiene le porte aperte al suo ministro: “è una partita aperta per tutti e chiaramente anche per l’Italia, uno dei grandi Paesi europei”, ha risposto il premier, durante la conferenza stampa al termine del vertice informale Ue di Lisbona.
Il VIDEO servizio:
- Venerdì 19 Ottobre 2007
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 3 Febbraio 2008 alle 13:43 2008, fuga da Palazzo. A sinistra è partita la corsa alla poltrona sicura » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Restano fuori le due “menti fini” oggi agli Esteri e all’Interno: Massimo D’Alema e Giuliano Amato. Baffino, che in questi anni si è ritagliato un ruolo da grande saggio e king maker del centrosinistra, mira a qualche anno di esilio per arrivare al 2013 in prima fila per salire al Quirinale. Mentre sull’ex delfino di Craxi basta riportare la voce che gira in Transatlantico: “Ad Amato hanno fatto, ancora una volta (come ai tempi dell’elezione di Napolitano al Quirinale), annusare la poltrona di premier. E ancora una volta dovrà aspettare”. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.