- Tags: Aeronautica, armi, Arturo-PArisi, carabinieri, Difesa, esercito, Finanziaria, legge, manovra, Marina, mezzi, Polizia, sicurezza, soldati
- Un commento

di Stefano Vespa
La manutenzione dei mezzi e l’addestramento degli uomini scendono pericolosamente di livello, l’efficienza e la capacità operativa si riducono e di questo passo l’Italia non potrà più contribuire ai livelli attuali (in qualità e quantità ) alle missioni. Con la Legge finanziaria 2008 torna una domanda: che ruolo si vuole che abbia l’Italia? L’allarme è arrivato dal ministro della Difesa, Arturo Parisi, illustrando gli stanziamenti alla commissione Difesa del Senato. Nella scorsa legislatura i tagli sono stati pesanti, in quella attuale sono stati inferiori, ma sempre tali da mettere in difficoltà le Forze armate.
Vediamo i numeri. Alla Funzione difesa (Esercito, Marina e Aeronautica) sono destinati 15,223 miliardi, il 5,4 per cento in più dell’anno scorso. Il costo del personale però sfiora il 60 per cento, agli investimenti tocca il 23,84 e all’esercizio appena il 16,52 per cento. Inoltre, l’accantonamento di risorse previsto dalla Finanziaria 2007 per il contenimento della spesa riduce i fondi effettivamente disponibili.
Esercizio significa manutenzione e addestramento. Spiega il generale Vincenzo Camporini, capo di stato maggiore dell’Aeronautica: “Un pilota deve addestrarsi almeno 150 ore l’anno, in ogni caso mai sotto le 120 ore. Con questi fondi, per consentire ad altri di addestrarsi al meglio, qualcuno resterà a terra, sarà costretto a un nuovo ciclo addestrativo e alla fine ci costerà di più”.
La Nota aggiuntiva allo stato di previsione per il 2008 è un allarme continuo. L’Esercito vedrà ulteriormente penalizzata “l’efficienza operativa e la qualità della vita del personale” e “si renderà estremamente difficile poter garantire tutti gli impegni assunti” a livello internazionale. Per la Marina non si frenerà il “decadimento” dei mezzi, delle infrastrutture “e dello stesso fattore umano”. Nella Nota i bilanci degli ultimi anni sono paragonati a quello del 2004: la voce Esercizio per il 2008 è in calo del 31,2 per cento rispetto a quattro anni fa, anche se meno del 2006 e del 2007.

Gli investimenti fanno venire l’orticaria alla sinistra radicale, ma i mezzi vanno rinnovati (con piani pluriennali). Così, tra l’altro, vengono rifinanziati cingolati e blindati dell’Esercito; la portaerei Cavour e le fregate Orizzonte e Fremm della Marina; Eurofighter, F16, Jsf, C130J ed elicotteri dell’Aeronautica.
Non se la passano bene nemmeno i Carabinieri (Funzione sicurezza): 5,358 miliardi di cui il 93,2 per cento per il personale e solo lo 0,2 (116 milioni) per investimenti, nonostante la necessità di rinnovare autovetture ed elicotteri. “Professionalmente siamo al livello dei più importanti paesi europei” rileva il sottosegretario alla Difesa Lorenzo Forcieri (Ds). “Per mantenere questo standard, però, occorrono scelte sia politiche sia finanziarie: il modello di difesa più snello verso cui stiamo andando costa inizialmente. Inoltre, bisogna capire se vogliamo mantenere il ruolo e le ambizioni internazionali attuali”.
Più snello significa più efficiente: ci sono troppi marescialli e pochi sergenti e volontari di truppa. Mancano soldi per lo scivolo pensionistico degli esuberi né si agevola il passaggio ad altre amministrazioni “che dev’essere volontario” ribadisce il generale Domenico Rossi, presidente del Cocer Difesa (l’organo di rappresentanza). Il quale batte cassa: “Sul patto per la sicurezza c’è una grave mancanza di risorse per il rinnovo contrattuale del biennio 2008-2009″. D’accordo che i militari non scioperano, però…
- Sabato 20 Ottobre 2007
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Commenti
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Il 20 Ottobre 2007 alle 15:59 Carlalberto Iacobucci ha scritto:
Si ritorni a casa.
La questione non è di sx ne di dx ma di pericoli. Se ci sono troppi marescialli e pochi sergenti e volontari di truppa non sarà perchè i marescialli percepiscono pià dei sergenti e volontari di truppa ?
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