
Nutrizionista di fama internazionale, docente all’università la Sapienza di Roma, consulente del ministero delle Politiche agricole: il professor Pietro Antonio Migliaccio è uno dei più importanti esperti italiani in materia di obesità e di disturbi legati al cibo.
Professore, qual è il quadro dell’obesità in Italia?
Rispetto agli altri Paesi europei noi siamo messi molto bene, agli ultimi posti della classifica. Ai primi ci sono Gran Bretagna e Grecia, dopo l’Italia invece solo la Svizzera e la Norvegia. Un buon risultato, quindi, raggiunto grazie agli sforzi compiuti da tutti gli attori interessati al fenomeno e alla dieta mediterranea, che mai verrà lodata abbastanza. Detto questo, però, non possiamo abbassare la guardia: il rischio è dietro l’angolo.
Anche perché nei bambini l’obesità e il sovrappeso stanno diventando quasi epidemici.
Questo è un aspetto molto preoccupante; il sovrappeso nei bambini ha raggiunto un’incidenza del 20 per cento e l’obesità supera il 4 per cento. La cosa grave è che questi bambini vanno incontro da un lato a una ipertensione arteriosa già dall’infanzia e poi abbiamo riscontrato una frequenza di diabete alimentare sempre maggiore. In questo senso bisogna lavorare ancora molto, come si sta facendo nel Lazio, dove al posto dei distributori di merendine, nelle scuole sono arrivati quelli di frutta.
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L’obesità è un disturbo alimentare o una patologia?
È senza dubbio una malattia, e a livello medico e politico questo è un dato acquisito. Se vogliamo possiamo dire che è un disturbo alimentare che si trasforma in patologia e che porta con sé anche altre gravi malattie: dal diabete all’ipertensione, dall’aumentato rischio di ictus e infarti ai problemi legati alle articolazioni e alle ossa.
Quali i migliori antidoti all’obesità?
Innanzitutto una continua educazione alimentare, che non si fermi a una o due giornate l’anno di sensibilizzazione. Poi la creazione o il potenziamento di centri di riferimento per i problemi legati al peso, inteso sia per l’obesità ma anche per l’anoressia, che è il contraltare della malattia. Poi serve un attento controllo degli spot alimentari che passano in tv: devono essere più chiari e concreti e dire esattamente tutte le quantità di zuccheri, grassi e altro presenti nei prodotti pubblicizzati. Solo attraverso un’azione di questo genere e una campagna informativa costante si possono invertire i trend di crescita dell’obesità.
- Giovedì 25 Ottobre 2007
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Il 26 Ottobre 2007 alle 17:40 Una giornata per rimettere in forma i bambini » Panorama.it - Italia ha scritto:
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