
C’è chi gli chiede di dimettersi, chi gli ricorda che “non esiste solo il problema sicurezza”, chi gli intima di “sciogliere immediatamente la riserva circa la sua candidatura alle elezioni del 2009″. Sergio Cofferati prova a sorridere sulla crisi che ormai da una decina di giorni ha paralizzato la sua Bologna, e risponde da sindaco-sceriffo: “Se non posso avere la maggioranza, mi accontento dell’unanimità”.
Ma, aldilà, della battuta, la sua amministrazione è davvero in difficoltà: l’ala radicale della coalizione lo ha abbandonato da tempo, i sondaggi lo danno tra il 33% ed il 44% (cifre preoccupanti per lui che nel 2004 aveva vinto, sfiorando il 60 per cento dei consensi), l’opposizione reclama elezioni anticipate.
I veri problemi per il “Cinese di Bologna” sono però tutti interni alla propria maggioranza. Perché, dopo che la sinistra radicale ha ritirato i suoi voti, decisivi per spuntarla sulla Cdl, è tutto un fuoco incrociato di dichiarazioni e ammonimenti. A cominciare dai “bindiani” della Margherita che gli chiedono di interrompere “gli spot sulla sicurezza” e “i corteggiamenti con i capoccia di Alleanza Nazionale”. E a lui, che in un’intervista del direttore di Panorama aveva glissato su una sua ricandidatura, accennando al desiderio di fare il sovrintendente, gli risponde Angelo Guglielmi, ex direttore di RaiTre e assessore alla Cultura del capoluogo emiliano: “Cofferati decida e sciolga al più presto il nodo sulla sua presenza alle elezioni del 2009″.
In tutto questo i diessini bolognesi latitano, e a mettere il carico ci pensa così il capogruppo della Margherita a Palazzo D’Accursio: “I sondaggi? Ci trovo confermate le paure che noi abbiamo da tempo”, ammette Giovanni Mazzanti, “è un rischio che avevamo previsto. Il sindaco parla solo di sicurezza. Così tutto il resto dell’amministrazione passa in secondo piano”.

Nel frattempo, l’ala massimalista non recede dai suoi bellicosi propositi, a eccezione di Anna Patullo (Pdci), che di lasciare la carica di Assessore allo Sport non ne vuole nemmeno sentire parlare. Dopo l’aut-aut di Cofferati e le intimazioni dei dirigenti dei Comunisti Italiani ha dichiarato che non ha “intenzione di lasciare né il partito né la giunta”. Quando si dice sinistra antagonista…
LEGGI ANCHE l’intervista al sindaco di Bologna di Maurizio Belpietro (in .pdf)
- Giovedì 25 Ottobre 2007
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Commenti
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Il 25 Ottobre 2007 alle 13:51 vincenzod ha scritto:
COMUNISTI TUTTO TONDO: “ COSI’ FAN TUTTI QUELLI DELLA LINGUA BIFORCUTA!
Mi ricordo la tenzone tra Polizia Urbana e il Sindaco di Amelia Sindacalista carismatico della CGIL Luciano Lama! Era un comunista che usava le barricate al Lingotto, ma con lo marcia dei Quadri disgregò il Sindacato oggi il Sindacato è in merda il Sindacalista 2^ e 3^ carica dello Stato e, la COSA va in cacca! Negli anni ’60, se un terruncello come me, dopo aver mangiato fagioli o lampascioni scoraggiava, ecco spuntare lo sciopero e PICCHETTI e decisi a non farti entrare in fabbrica perché per loro eri un CRUMIRO ( Il ferroviere ): un periodo storico e più buio ma incisivo, poiché i diritti dei lavoratori erano calpestati, ma anche i diritti di chi voleva lavorare o studiare venivano calpestati, anzi pure pestati basta, chiedere al mio ex Preside del Liceo classico Berchet di Milano per sapere la diffida di un Giudice dalla toga Rossa che l’ammonì dicendo che era lui che molestava gli studenti e la loro trave era solo una bandiera rossa! In poche parole con un fazzoletto legato all’estremità del bastone diventava la bandiera i danni che ammontavano a 90 milioni? Forse, era sta la bandiera Rossa? Ecco che col triplo lavoro Sindacalista, Deputato e Sindaco sempre con ideologia Comunista, nel 1988 venne eletto sindaco di Amelia: la polizia Municipale non poteva scioperare e li fece precettare! Insomma, solito modo ed ideologia ma Fai quello che dico e non fare quello che faccio io! Cofferati perderà per la semplice ragione che i COMUNISTI mai usano la ragione e il ragionamento è DEMOCRAZIA!
vincenzoaliascontadino@tiscali.it Matera
Il 2 Novembre 2007 alle 12:13 Cofferati e il firma e fuggi dei suoi consiglieri » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Prima le polemiche sulla sua ricandidatura nel 2009, poi i problemi nella maggioranza con la sinistra radicale. Ora, Sergio Cofferati deve fare i conti anche con un’altra emergenza: l’attivismo dei suoi consiglieri comunali. Nell’ultimo anno, gli stipendi degli eletti a Palazzo d’Accursio sono infatti aumentati di 165 mila euro. A volerlo, inutile dirlo, sono stati proprio loro, i consiglieri. È così che dopo quella, incompiuta, dei trasporti privati, è scattata la “liberalizzazione” delle sedute comunali: abolito il numero massimo di due gettoni di presenza al giorno, i consiglieri possono riunirsi quante volte sembra loro più opportuno. Più sedute, più stipendio dunque, che ha causato un vero e proprio “firma e fuggi” (l’obbligo di firma ad inizio della riunione è necessario per ottenere l’indennizzo). Ora, il presidente del consiglio comunale, Gianni Sofri, è corso ai ripari ed ha così elaborato un vero piano per “moralizzare l‘attività dei rappresentanti cittadini”, che prevede doppia firma (sia ad inizio che a fine riunione) e un tetto massimo di presenze di ogni eletto ad un numero limitato di commissioni per evitare casi di sospetta ubiquità. Ma finora, a parte i buoni propositi e qualche anticipazione, non è accaduto nulla. Anche perché, l’ultima parola spetterà proprio agli attivissimi consiglieri, che dovranno decidere se presenziare (e guadagnare) un po’ meno. [...]
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