Palazzo Chigi a Mastella: squadra che vince non si cambia

Clemente Mastella, leader Udeur e ministro della Giustizia
In questo momento la squadra di governo va bene così. La priorità ora è la Finanziaria.
Fonti di Palazzo Chigi hanno così risposto a Clemente Mastella sull’ipotesi di un rimpasto o di una riduzione del numero di ministri che il Guardasigilli aveva avanzato, parlando a Totte Annunziata (NA) con i giornalisti: “La finanziaria intanto va approvata per evitare l’esercizio provvisorio. Il problema del governo viene dopo e secondo me a gennaio è giusto rivedersi per vedere che cosa fare”. “Io snellirei il governo” ha aggiunto il ministro della Giustizia “e metterei condizioni diverse. Capita anche in Germania e Francia, dove ogni tanto cambiano ministri. E magari si cambia anche il titolare di Grazia e Giustizia. Io non ho difficoltà in questo senso, ma credo anche che sia giusto dopo due anni vedere come e se ci sono le condizioni per proseguire”.
E invece da fonti governative è arrivato lo stop. Con un’interpretazione, tutta in politichese, delle opinioni del ministro Udeur: a Palazzo Chigi non sembra che Mastella abbia parlato di rimpasto, piuttosto del fatto che, dopo la Finanziaria, c’è bisogno di un chiarimento. E ciò, sempre secondo la lettura dele fonti vicine al governo, non significa rimpasto o altro, significa che in questo momento la squadra va bene così. Lo stesso Mastella, si fa notare, ha segnalato che ora si è concentrati sulla manovra. Quando la Finanziaria sarà approvata e col nuovo anno comincerà a mostrare tutto il suo valore, si sottolinea, si potranno eventualmente affrontare altre questioni.
Insomma: squadra che vince non si cambia. Ma che la squadra di Prodi non stia inanellando una vittoria dietro l’altra sono in tanti a crederlo. Il premier, alla prima assemblea del Pd, ha aperto il suo discorso (che scaldato più volte i 2.853 delegati con una grinta insolita) elencando tutte le cose riuscite in questo anno e mezzo di governo.
Tuttavia, andando indietro di una sola settimana, il Prof ha vissuto momenti di vera passione (sabato 20 la manifestazione della sinistra radicale; martedì 23 il chiarimento in consiglio dei Ministri per la le liti tra Mastella e Di Pietro e la sfiducia al presidente Rai; giovedì 25, i sette schiaffi che hanno fatto barcollare la maggioranza in Senato), culminati con un disperato ultimatum ai suoi: “Esigo che si rispettino gli impegni”.
Tanto è vero che lo stesso Walter Veltroni, nel discorso di chiusura alla kermesse che lo ha incoronato segretario del Pd, ha detto di voler puntare a cambiamenti istituzionali che diano più poteri al premier, tra i quali quelli di revoca dei ministri. E comunque, subito dopo la tregua della festa alla Fiera di Milano, le fibrillazioni all’interno del centrosinistra sono riprese da dove erano finite con la diserzione dei diniani, del’Idv e di Bordon della riunione sulla Finanziaria tra la maggioranza e il governo. E però: squadra che vince non si cambia, dicono da Palazzo Chigi.
Per continuare a usare una metafora calcistica, pare che dalle parti del governo preferiscano perdere tutti insieme, ammesso che “mister” Prodi riesca a mangiare il panettone

Il VIDEO servizio:

Commenti

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Il 31 Ottobre 2007 alle 12:08 terranostra ha scritto:

Il centro-sinistra presentò ai propri elettori il programma di governo costituito da ben 280 pagine.
Il mandato a governare ottenuto,non rispetta il volere degl’elettori,quindi è una vera truffa politica.
Il popolo italiano ha visto,ha udito,ha pagato di tasca propria la diaspora di questi politicanti arruffoni.

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