![[i]29 ottobre 2007[/i] - Il bilancio degli ultimi due sbarchi sulle coste siciliane e calabresi è pesante: 16 morti e numerosi dispersi. Dalle prime luci dell'alba si effettuano nuove ricerche.<br /> [b]Nella foto[/b]: gli inquirenti sulle coste di Roccella Jonica.<br /> [i](Credits: Ansa)[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto-ottobre/calabria/normal_calabria06.jpg)
Tentavano di raggiungere le coste italiane, ma il loro sogno si è infranto a poche centinaia di metri dalla riva. È la storia di una ventina di clandestini che la notte scorsa hanno perso la vita dopo un lungo viaggio su due carrette del mare. Nell’arco di poche ore, uno sgangherato peschereccio è naufragato davanti alle coste della Calabria - a Roccella Jonica - mentre un gommone si è arenato davanti alle coste protette di Vendicari, nel Siracusano.
Erano circa 130 i cittadini palestinesi a bordo di un motopeschereccio in legno salpato da un porto egiziano alla volta della Calabria. Un viaggio da incubo conclusosi a pochi metri dalla riva. Presumibilmente per una secca, la nave si è incagliata spezzandosi in varie parti a circa 200 metri dalle coste calabresi. Gli immigrati, sbalzati in acqua, hanno raggiunto a nuoto la spiaggia di Roccella Jonica, ma per otto di loro non c’è stata speranza. Sono annegati a causa del mare agitato, che ha poi sospinto i corpi senza vita anche a decine di chilometri di distanza. Questo ha reso difficile le operazioni dei soccorritori che ieri hanno perlustrato a lungo la zona di mare in cui è avvenuto il naufragio. Per questo i carabinieri e la Guardia Costiera sono cauti nel definire definitivo il conto delle vittime.
Non sono stati di grande aiuto le dichiarazioni discordanti dei superstiti. Questi, accolti in una palestra di Roccella, hanno fornito diverse versioni sul numero di passeggeri partiti dall’Egitto dopo aver lasciato la Palestina a bordo di un tir.
Sono 11, invece, le vittime dello sbarco avvenuto la notte scorsa sulle coste siciliane di Vindicari di Porto Palo. Erano in 24, secondo le prime testimonianze, i clandestini che a bordo di un gommone hanno cercato di raggiungere le coste siciliane. Sette sono stati fermati nella notte dai carabinieri, che hanno così iniziato le ricerche del resto del gruppo. Nell’arco di alcune ore la perlustrazione ha portato al ritrovamento di 9 cadaveri, alcuni dei quali alla deriva. Fra questi vi sarebbe anche un giovane dall’apparente età di 15 anni.
Non si sa ancora nulla della sorte di altri otto occupanti del gommone che risultano dispersi. Nessuna certezza sulla loro sorte, ma i carabinieri ipotizzano che possano essere fuggiti subito dopo lo sbarco.
![[i]29 ottobre 2007[/i] - Il bilancio degli ultimi due sbarchi sulle coste siciliane e calabresi è pesante: 16 morti e numerosi dispersi. Dalle prime luci dell'alba si effettuano nuove ricerche.<br /> [b]Nella foto[/b]: I resti dell'imbarcazione sulla quale viaggiavano gli immigrati giunti la notte scorsa sulle coste della calabria, nei pressi di Roccella Jonica. La barca, lunga una ventina di metri, si è spezzata in tre parti nel momento in cui è stata fatta arenare sulla battigia.<br /> [i](Credits: Ansa)[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto-ottobre/calabria/normal_calabria02.jpg)
Che sia finita l’estate non si direbbe, visti gli sbarchi continui sulle coste italiane: dopo la tragedia tra sabato e domenica, altri tre arrivi nel sud est della Sicilia, con ben 41 immigrati fermati. Il numero degli approdi, tuttavia, è in leggero calo; sono i morti a essere aumentati: è questo il drammatico quadro sull’immigrazione clandestina che interessa l’Italia. Secondo i dati del Viminale (qui il .pdf), nei primi otto mesi dell’anno sono approdati nel nostro Paese 12.419 immigrati irregolari contro i 14.511 dello stesso periodo del 2006.
Il rapporto Fortress Europe, che monitorizza mensilmente gli arrivi nel Mediterraneo, ha stimato che nel 2007 in Sicilia sono già morti 500 migranti, contro i 302 dell’intero 2006. Nel complesso, secondo il rapporto Fortress, quest’anno sono state stimate 1.096 vittime nei viaggi verso le coste europee: 99 nel solo mese di settembre. Nel dettaglio, 43 vittime alle Canarie, 19 al largo di Mayotte, 11 tra Algeria e Andalusia, 13 nel Canale di Sicilia e 10 in Grecia. Tre bambine cecene, inoltre, sono rimaste assiderate mentre attraversano con la madre la frontiera Ucraina-Polonia a piedi. Ma agosto è considerato il mese peggiore, visto che le vittime accertate nel Mediterraneo sono state 243: ben 161 di esse solo nello stretto di Sicilia.
Una strage favorita, secondo l’associazione, anche da alcuni cambiamenti in atto nel business dell’immigrazione clandestina: barche più piccole e meno sicure, la mancanza di scafisti per lasciare a viaggiatori inesperti ogni responsabilità, rotte più lunghe. Dal 1998 si contano 10mila immigrati morti per raggiungere l’Europa. Un terzo di questi è disperso. Nel canale di Sicilia - sempre secondo il rapporto europeo - tra la Libia, l’Egitto, la Tunisia, Malta e l’Italia sono 2.260 gli immigrati deceduti; di questi, oltre la metà (1.365) quelli di cui non si sono recuperati i corpi. Altri 64 sono morti navigando dall’Africa verso la Sardegna. Nelle tratte che vanno verso la Spagna da Marocco e Algeria, passando dalle Canarie o attraverso lo stretto di Gibilterra, si contano 3.196 immigrati deceduti. Nel mar Egeo, tra la Turchia e la Grecia, sono 696 gli immigrati morti. Infine, gli immigrati affogati nel mare Adriatico risultano 553, di cui la metà dispersi.
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