Stupro nella capitale: decreto varato e governo veltronizzato

L'uscita della metropolitana a Roma dove il 31 ottobre 2007 è stata aggredita una donna di 47 anni, ricoverata ieri sera in fin di vita all'ospedale sant'Andrea. La donna, sposata e moglie di un ufficiale della marina, era stata aggredita appena uscita dalla stazione ferroviaria di Tor di Quinto, violentata e seviziata prima di essere gettata nel fosso da un cittadino romeno arrestato poco dopo dalla polizia
L’hanno subito ribattezzato “decreto Veltroni” quello approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri straordinario sull’onda dello shock mediatico della donna stuprata, torturata e ridotta in coma da un rumeno a Roma.
In pratica viene attribuito al prefetto il potere di allontanare anche cittadini comunitari (e la Romania è appena entrata nella Ue) per motivi di pubblica sicurezza. Il decreto approvato dal Cdm, convocato praticamente da Walter Veltroni, non è altro che il quarto ddl del pacchetto sicurezza licenziato due giorni fa proprio dal governo. Disegni di legge che avevano ricevuto proprio critiche perché non erano subito applicabili ma richiedevano il preliminare passaggio e l’approvazione in Parlamento. Cosa tutt’altro che scontata, visti i chiari di luna all’interno della maggioranza.

In serata, dopo il Consiglio dei ministri straordinario, Romano Prodi ha provato a dimostrare che la scelta era stata sua: “Ho parlato con il ministro Ferrero e con il ministro Pecoraro Scanio e sono tutti d’accordo”. Lo stesso presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, condivide “il contenuto e l’urgenza del decreto”. Niente altro che dichiarazioni, perché la decisione è stata di Veltroni, che se non ha battuto i pugni sul tavolo poco ci è mancato.

Nel pomeriggio infatti, mischiando perfettamente il proprio ruolo di leader del Pd con quello di sindaco di Roma, Veltroni aveva telefonato a Prodi “sollecitando iniziative straordinarie”, quindi aveva convocato una conferenza stampa improvvisata in Campidoglio nella quale chiedeva “più potere ai prefetti”. E chiusa la conferenza stampa il sindaco d’Italia era salito direttamente al Viminale dal ministro dell’Interno, Giuliano Amato per discuterne (i maligni dicono per scrivere il decreto) direttamente con lui.

Blitz terminato, tolleranza zero e governo veltronizzato.

LEGGI ANCHE: È morta la donna seviziata a Roma

Commenti

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Il 1 Novembre 2007 alle 13:04 vincenzod ha scritto:

SI CHIUDE LA PORTA QUANDO I BUOI SONO SCAPPATI, MA L’ORIZZONTE E’ INCERTO, IL CAPO INDIANO FA ER SOLONE… Quando a Taranto Cito vinse le elezioni tutti si misero a criticarlo definendolo il Sindaco Fascista col manganello, mentre lo prevedeva il regolamento di Polizia Urbana. Taranto ebbe uno splendore e non vedevi più un extracomunitario o nella città vecchia potevi entrare senza essere spogliato vivo! Ma come sempre la Sinistra fece il suo spot: Cito fù accusato di tutto e più, da proprietario di Televisioni locali dovette cedere rete tv e finì in galera: ora ci sono i Rossi grazie all’omertà, le cose vanno bene, come a Roma…,ma i fatti sono peggio di prima Cito, monnezza, mancanza di acqua con cartelle esattoriali pazze: ma voi non ditelo a nessuno i Rossi sono bravi buoni e mai contraddirli! Così tutto va ben-e-e-e…e il battaglio fù fregato,(scena del fil di Stallio e Ollio )mentre il tam tam s’ode ancora, anche se, gli indiani siano spariti lascandolo scotennato!
P.S. Riprendete i miei post e vi renderete conto. Io ve l’avevo detto: mai dare spago ai Kompagnuzzi! Fobia? Ecco il risultato dalla Calabria a Roma e Bologna: se Mieli e Montezemolo ha fatto gli gnocchi e non Giovanni Rana!vincenzoaliascontadin@tiscali.it Matera
vincenzoaliascontadin@tiscali.it

Il 1 Novembre 2007 alle 14:46 Carlalberto Iacobucci ha scritto:

Non può essere più credibile un governo che lascia vivere i propri cittadini in balia di criminali. Non è tema di discriminazione, ma d’integrazione poco gradita. Presumo che nel popolo stia emergendo dopo tanta sopportazione quella collera che di fatto viene legittimata da uno Stato assente. Ora basta con la tolleranza !!!

Il 1 Novembre 2007 alle 15:12 mimmo136 ha scritto:

Dico solo una cosa: date al ns.presidente (per chi non lo ricorda si chiama romano prodi) un semplice dizionario della lingua italiama ed invitatelo a prendere visione della parola “DIGNITA’ ” forse capirebbe e forse se ne andrebbe.
Mi piacerebbe sentire le opinioni di altri Italiani come me.

Il 1 Novembre 2007 alle 15:23 cini ha scritto:

Purtroppo cari amici,é solo questione di giorni prima che sia tutto gettato nel dimenticatoio.
Per il momento é tutta solita scena del mondo politico,credetemi non cambierá piú nulla,siamo a tal punto che sará difficilissimo anche per il prossimo Governo,rimettere un minimo di ordine.
Il Paese é stato distrutto,i cittadini buttati nelle mani di tiranni clandestini.
SI SALVI CHI PUÒ!!!!
I politici si salveranno avendo facilmente incassato abbastanza per poterlo fare,andandosene all´estero o alle Caiman Islands.

Il 1 Novembre 2007 alle 15:49 Antonio83 ha scritto:

Veltroni no dovrebbe manco parlare per tutti i macelli fatti a roma. Non mi pare abbia mai rifiutato i voti dei no globbbbal

Il 1 Novembre 2007 alle 17:07 dongna ha scritto:

Siamo al paradosso: in nome del valore della vita si guarda con orrore alla pena di morte ancora in vigore in altri Paesi, ci si interroga e si pontifica su eutanasia e testamento biologico, ci si straccia le vesti di fronte ai fratelli che altrove subiscono ingiustizie e povertà. Giusto, sacrosanto tutelare la vita. Salvo poi accettare che quella di noi stessi, dei nostri cari, vicini di casa, connazionali valga tanto poco da lasciare ubriachi, drogati, balordi di ogni genere farne strage impunemente. Mi chiedo, vi chiedo: ma siamo sicuri che dignità della persona, diritti del cittadino, valore della giustizia abbiano ancora un senso qui? Tutti i tentativi di riportarne alla luce un barlume, definendo delle regole e pretendendo che siano fatte rispettare, si scontrano con accuse di razzismo, intolleranza, intransigenza, oscurantismo. E tutto resta com’è. Solidarietà e umanità, per una certa parte politica, le dobbiamo a tutti, non importa che di che genere di persone si tratti. A tutti tranne che a noi stessi, alle vittime dei delinquenti e ai loro cari, ai cittadini che vivono nel pericolo e nella paura. A costoro quale solidarietà? quale senso di giustizia? quale protezione dallo Stato? quale Stato?

Il 1 Novembre 2007 alle 17:28 pasmes ha scritto:

Siamo arrivato al punto in cui la delinquenza e la violenza, sempre più spietata, dei criminali ha raggiunto limiti inimmaginabili, grazie a quanti hanno sempre predicato che la crescita civile si raggiunge non con il proibizionismo, ma con la tolleranza, con il dialogo in luogo della punizione, con il perdono e non con il carcere, accogliendo tutti a braccia aperte (immigrati regolari e clandestini) e senza scacciare nessuno. Ora approvano decreti legge e pacchetti sicurezza con tolleranza zero. La Sinistra, estrema e non, si è finalmente decisa ad adottare provvedimenti considerati di Destra, e quindi a riconoscere implicitamente che la propria ideologia era gravemente sbagliata.
Visto che questa inversione di marcia viene attribuita all’attuale segretario del PD, spero che lo stesso possa fare qualcosa per fare in modo che l’attuale Ministero posso ritornare ad essere “Della Giustizia” e non “Della Ingiustizia”.

Il 1 Novembre 2007 alle 18:26 nhico ha scritto:

Veltroni fa la voce grossa, ma ci vuole ben altro per far dimenticare che Roma ha vinto il primato delle nefandezze sotto la sua amministrazione.

Il 1 Novembre 2007 alle 19:53 l_eretico ha scritto:

Non voglio assolutamente mancare di rispetto alla vittima del rumeno di ieri, come non si deve farlo verso tutte le altre donne finora assalite, derubate, violentate, uccise, ma mi chiedo: ci sarebbe stato lo stesso intervento di Veltroni, e poi gli stessi interventi degli altri governativi (e dintorni), se la vittima non fosse stata di Roma , e moglie di un alto funzionario della Marina?
Certo, meglio tardi che mai, ma…..
E comunque mi sembra che non si tratti di interventi realmente incisivi: è solo uno, quello che butta il cerino in mano ai prefetti.

Il 1 Novembre 2007 alle 21:38 gek ha scritto:

L’ennesima paliacciata d’un governo incredibile che nel modo d’agire e legiferare, non trova riscontro nella storia dei paesi democratici dell’ultimo
secolo.
Quello che doveva essere fatto in tema di sicurezza da tempo, non è mai stato fatto per la colpevole ignavia di un governoche non è mai stato un governo, tanto che se questo fosse un paese serio, assieme al delinquente Romeno inquisito per stupro e omicidio, dovrebbe essere “processato” per aver “agegolato” e quindi per concorso nello stesso reato anche l’attuale governo, in quanto ha gravemente disatteso e mancato al mandato ricevuto dal Popolo Italiano che, assieme ad altre cose, prima di tutto ha sempre, chiesto più sicurezza.

Il 2 Novembre 2007 alle 0:36 lugilca ha scritto:

come mai dopo anni di stupri su donne ci si accorge solo ora e sottolineo solo ora, che stiamo subendo una carneficina, sia in famiglia (botte e altre amenità) che fuori in balia di balordi nostrani e non. se per caso fosse successo alla moglie di uno dei nostri politici, avrebbero subito proclamato lo stato d’emmergenza, purtroppo le vittime sono solo delle persone sconosciute. non voglio dare la croce addosso a nessuno, ma se avessimo trattao gli immigrati con un po’ più di serietà, non passeremmo per il paese dove si può delinquere, tanto dopo un paio di mesi al massimo(se non giorni) si è fuori. la giustizia da noi fa ridere, si fanno processi di cui non si riesce a venirne a capo e si lascia che la nostra vita resti in mano a delinquenti, tanto nelle grandi città come in quelle piccole, e dove qualche sindaco cerca di porre una pezza viene tacciato di fascita e razzista.

Il 2 Novembre 2007 alle 14:50 alter ha scritto:

Roma 8 sett 2007 NOTTE BIANCA
Roma 18-27 Ott 2007 FESTA Del CINEMA
Roma 30 Ott. 2007 ASSASSINIO DI
GIOVANNA
REGGIANI

….IL RE ‘E NUDO…..

Il 2 Novembre 2007 alle 16:29 Sonni agitati per Prodi: incubo rosso sul Governo » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] All’indomani dell’interventismo di Walter Veltroni nei confronti del governo scoppiano i malumori nella sinistra. In Rifondazione Comunista in special modo. “Romano Prodi se l’è presa, ma il brodino fa sempre bene. Lo si dà agli ammalati per tenerli su. E negare che il governo sia malato sarebbe ipocrita”. Queste le parole del presidente della Camera, Fausto Bertinotti, in un’intervista sull’ultimo numero in edicola di Panorama. Bertinotti ribadisce la sua diagnosi negativa sullo stato di salute del governo spiegando: “L’esecutivo di brodini quest’anno ne ha presi tanti e in qualche modo si è rialzato”. Ma il presidente della Camera non è l’unica voce critica nell’estrema sinistra. [...]

Il 3 Novembre 2007 alle 10:43 Passato il ponte di Ognissanti, Prodi li invoca tutti per la Finanziaria » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Nubi da diradare, per il premier, anche sul versante di sinistra. Sia perché i “signor No” della sinistra radicale sono sempre più incontrollabili: sicuro il no di Turigliatto, in forte dubbio Rossi. Sia perché la “veltronizzazione” del governo avvenuta durante il ponte di Ognissanti, sull’onda dell’indignazione popolare dopo i gravi fatti di Roma, non è per niente piaciuta a Prc. E ci ha pensato Giovanni Russo Spena, presidente dei senatori rifondaroli in Senato, a farlo capire: l’interventismo di Walter Veltroni, nel trasformare il ddl sulle espulsioni in decreto, è da considerarsi come il primo atto di un “premier-ombra” che condiziona Prodi, lo stringe sulle scelte, e finisce per destabilizzare la coalizione: una sensazione che nel centrosinistra hanno ormai tutti. E sarà anche per questo che la provocazione del direttore Piero Sansonetti, che su Liberazione, organo di Prc, ha formulato la “domanda proibita” che invece di creare imbarazzo ha aperto un vero e appassionato dibattito: “Perché restiamo in questo governo?” Gli elementi che alimentano le perplessità della sinistra sono molti, ma Sansonetti elenca solo gli ultimi in ordine di tempo: il no al provvedimento pro-precari e le leggi di “sceriffo Veltroni” sulla sicurezza. Senza contare il no alla commissione d’inchiesta su Genova. [...]

Il 25 Gennaio 2008 alle 19:55 L’ultima missione di Prodi: salvare i provvedimenti che altrimenti saltano con lui » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Di fatto, quello sulle missioni estere non è l’unico decreto nella lista di quelli emanati dal governo Prodi che rischiano di fermarsi (e decadere) in conseguenza della sfiducia all’esecutivo. Primo fra tutti, il cosiddetto “Pacchetto-sicurezza”. Cioè il decreto sull’espulsione degli immigrati comunitari - varato dal governo a dicembre per pressione del sindaco Veltroni, lasciato decadere per il pasticcio delle norme sull’omofobia e poi riscritto su indicazione del Capo dello Stato - che deve essere convertito in legge entro il 29 febbraio. Stessa sorte anche per la riforma della legge Bossi-Fini, ovvero il disegno di legge messo a punto dai ministri dell’Interno Amato e della Solidarietà Ferrero. Un provvedimento - fermo in Commissione Affari Costituzionali della Camera - a cui moltissimo teneva la sinistra radicale, in quanto aveva come obiettivo la “semplificazione delle procedure ed i requisiti necessari per il rilascio del permesso di soggiorno e del suo rinnovo”; favoriva “l’elettorato attivo e passivo per le elezioni amministrative a favore degli stranieri titolari di un permesso di soggiorno” e soprattutto superava “l’attuale sistema dei Centri di permanenza temporanea”. Restano sospesi anche altri provvedimenti nei mesi scorsi al centro di aspre battaglie tra esponenti dell’Unione: il ddl sui Cus (Contratti di unione solidale), che hanno preso il posto dei Dico, approvati dalla Commissione giustizia del Senato per dare la prima regolamentazione delle unioni di fatto; l’aggiornamento delle linee guida della legge 40 sulla fecondazione assistita (divenuto urgente dopo la sentenza del Tar del Lazio); la discussione sulla 194 (legge sull’interruzione della gravidanza) con le indicazioni sulla base del parere chiesto al Consiglio Superiore di sanità chiesto dal ministro Turco dopo la crociata di Ruini e Ferrara; la nuova legge sulla lotta alle tossicodipendenze che avrebbe dovuto sostituire la Fini-Giovanardi ma che non è mai uscita dal Consiglio dei Ministri. Molti inoltre i provvedimenti in Finanziaria che rimandano, per l’attuazione, a successivi decreti del Governo e che un futuro esecutivo potrebbe decidere di non adottare. Ad esempio, doveva essere un decreto da emanare entro sei mesi a stabilire le modalità con le quali determinare i conguagli sulle somme trasferite ai Comuni dopo il taglio dell’Ici. Poi, tra gli altri, c’era anche il decreto che avrebbe dovuto indicare le modalità per l’esenzione del canone Rai per gli ultrasettantacinquenni. Insomma, in tutto, il Governo Prodi ha rimandato molti contenuti della manovra a circa 150 decreti attuativi. Tra i quali quelli che servono a dare nuove regole della sanità per le nomine di manager del Servizio sanitario Nazionale e dei primari (altro tema caldo, dopo l’inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere) [...]

Il 21 Febbraio 2008 alle 17:37 Il pacchetto sicurezza fa il bis. Di cadute. E non diventerà mai legge » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Niente espulsioni, poca sicurezza. Per la seconda volta. E non consola il fatto che il governo, a meno di due mesi dal voto, di fatto sopravviva solo per le “pratiche correnti”. Piuttosto fa male costatare come l’esecutivo abbia rinunciato alla sicurezza, scegliendo di non convertire in legge il decreto “in materia di espulsioni e di allontanamenti per terrorismo e per motivi imperativi di pubblica sicurezza”. E alla rinuncia si somma la beffa: la scelta di lasciare cadere il provvedimento viene annunciata mentre le agenzie di stampa battono la notizia che quel giorno sciagurato a Tor di Quinto furono tre i rumeni che assistettero all’assassinio di Giovanna Reggiani senza muovere un dito per fermare l’assassino. Anzi, uno di loro prese al volo la borsa strappata alla donna e la nascose, come Mailat, il giovane killer, gli diceva di fare. E pensare che quel decreto era nato, d’urgenza, proprio dopo la morte della signora Reggiani. A volerlo era stato Walter Veltroni, allora sindaco di Roma, che per primo e con insistenza aveva chiesto un provvedimento immediato in materia di espulsioni e contrasto della criminalità straniera. Aveva chiesto, l’attuale candidato premier del Pd, il pugno duro a Prodi. Aveva richiamato il mondo della politica “all’unità nazionale”, aveva addirittura “veltronizato” il governo, chiedendo di non transigere in tema di sicurezza. E invece. Ad annunciare la rinuncia è stato il sottosegretario ai Rapporti col Parlamento Giampaolo D’Andrea, spiegando che su gran parte del contenuto del decreto mancava “il consenso unanime dei gruppi” e per questo il governo aveva deciso “di non procedere”. Insomma, quel decreto non sarà mai legge, resterà lettera morta. Come resteranno solo ipotesi i calcoli fatti dall’esecutivo sull’efficacia del provvedimento. A dicembre si stimava, sulle allora 181 espulsioni effettuate, che in un anno lo Stato avrebbe allontanato circa 1200 persone. Ora nessuno verrà espulso. Quel che è sicuro è che il Viminale sta correndo ai ripari: “Le norme del pacchetto sicurezza che verranno trasferite per intero in un decreto legislativo che sarà approvato la prossima settimana in Consiglio dei ministri”. Amato garantisce che ci sarà un nuovo decreto subito operativo, visto che quello di ieri ha registrato una seconda sconfitta. La prima volta Amato era stato “obbligato” a lasciarlo cadere. Infatti, durante le procedure di conversione in legge in Parlamento, una modifica al testo originale del governo, per inserire le norme anti-omofobia, aveva causato un bel “pasticcio”. Un emendamento sostituiva la legge Mancino. Cancellava la legge contro l’odio e la persecuzione razziale. Si è dovuto rimediare all’errore rinunciando alla conversione in legge. Ieri l’ultimo capitolo. E, come detto, la decisione sul decreto legge è che verrà fatto decadere. I tempi infatti non ci sono, il Parlamento non può attuare la conversione e le conseguenze potrebbero essere gravissime. Come bene spiega il leghista Roberto Cota, perché tecnicamente non è possibile reiterare un decreto con gli stessi contenuti. “La nostra Costituzione lo vieta” spiega Cota. “Oltretutto quando il decreto decadrà tutte le espulsioni eseguite fino ad ora potranno essere contestate”. Al problema pratico per Cota si aggiunge quello politico: “In materia di sicurezza nel centrosinistra non c’è unità. Questo la dice lunga sull’affidabilità del candidato premier Veltroni”. [...]

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