
Il centrodestra non appoggerà il pacchetto sicurezza del governo: “Non ci sono le condizioni per il nostro sì al decreto” ha dichiarato Gianfranco Fini, parlando a nome degli altri leader moderati, al termine del vertice della Cdl. Vertice che, per inciso, ha segnato il ritorno (tra gli applausi) di Pier Ferdinando Casini. Formalmente la Cdl spiega il suo no con il mancato accoglimento di alcuni emendamenti al testo governativo. Tra questi, l’espulsione immediata dei condannati e l’aumento dei fondi per le forze dell’ordine, che la Finanziaria eleva di appena 100 milioni di euro, 80 dei quali già impegnati per l’ordinaria amministrazione.
In realtà il mancato appoggio del centrodestra è soprattutto politico. L’opposizione non vuole fornire alcuna sponda al governo, nella speranza che la maggioranza perda qualche pezzo a sinistra. Da giorni infatti serpeggia malumore in Rifondazione (qui il .pdf dell’intervista a Fausto Bertinotti), tra i neocomunisti ma anche tra i prodiani. Polemiche puntate soprattutto contro il Pd e Walter Veltroni.
Il sindaco di Roma, in difficoltà per i ripetuti episodi di violenza e degrado nella capitale, è considerato il vero artefice del piano di pronto intervento chiesto e ottenuto al governo Prodi. Oggi Veltroni ha indirettamente confermato questa lettura consigliando di andarsi a vedere la classifica della criminalità e dell’aumento dei reati pubblicato dal Sole 24 Ore. Roma è la quinta provincia per borseggi e scippi; 33ma per furti in abitazione; 30ma per omicidi e settima per rapine. Ma la classifica è aggiornata al 31 dicembre 2006 e, ha ammesso Veltroni, “tutto è cambiato da gennaio di quest’anno”.
Dall’inizio 2007 la Romania è entrata nell’Unione europea, consentendo la libera circolazione dei cittadini: in questo modo, però, Veltroni continua a puntare l’indice contro i romeni, alimentando di fatto una polemica con il governo di Bucarest che palazzo Chigi e la Farnesina volevano chiudere al più presto. E attirandosi nuovamente l’ira dell’estrema sinistra. A quanto pare il leader del Pd vuol giocare sul serio la sua battaglia per costruire un partito “a vocazione maggioritaria”, senza i ricatti della sinistra massimalista. E ritiene che la sicurezza sia un argomento ideale anche per l’opinione pubblica. La Cdl non lo segue su questa strada, ovviamente rilanciando e chiedendo norme ancora più dure.
È una partita che si gioca mentre è in corso l’altra sulla Finanziaria. E se in questo secondo match il governo per ora sembra tenere, le misure per l’ordine pubblico costituiscono un nuovo rischio. Palazzo Chigi non può forzare la mano più di tanto: ieri l’improvvisa sterzata rigorista dell’Italia è finita sulle prime pagine di molti giornali stranieri, che non l’hanno certo commentata positivamente. Anziché alimentare l’intolleranza o strepitare a vuoto, è la tesi comune, l’Italia dovrebbe adottare leggi e misure certe.
Come si vede, la sicurezza c’entra relativamente: la faccenda si è fatta tutta politica.
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- Lunedì 5 Novembre 2007
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Commenti
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Il 5 Novembre 2007 alle 22:44 luanmagi ha scritto:
Al buon Walter manca il piattino, quello delle divinazioni usato in momenti difficili da Prodi. Accusare un paese intero per quel che succede chez lui è un tantino ingenuo ma anche incivile. Eppure doveva saperlo quanti Rumeni aveva in casa. O no? ma anche extracomunitari in genere.
Poteva fare qualcosa? ma anche non fare nulla. Nel nulla, scientemente, o meno, applicato a Roma poteva, oggi, tacere senza lanciarsi in j’accuse che alla fine ci possono portare una censura da Bruxelles. Becchi ma anche bastonati.
Il 6 Novembre 2007 alle 8:59 mimmo136 ha scritto:
Penso e credo che, come sempre, dove si mettono questi nostri governanti scassano tutto. Si attaccano al primo impulso, non hanno visione oltre il palmo di naso!
Quello che più dispiace e che ci stanno trascinando in un “profondo” baratro dal quale, ne usciremo?
Grazie.
Il 6 Novembre 2007 alle 15:24 Il Cav e la guerra della Finanziaria: la spallata logora chi non la dà » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] In questi giorni, per non dire in queste ore, il Cavaliere si gioca tutto: le proprie residue chances di ritorno al governo ma anche il potere personale e la leadership nel centrodestra. Se la maggioranza tiene sulla Finanziaria, come ha fatto in queste battute iniziali, e se la Cdl, compresi gli alleati in passato riottosi come Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini, fa il proprio dovere di opposizione presentandosi a ranghi compatti, per Silvio Berlusconi la faccenda si fa dura. Vorrà infatti dire che a sbagliare i calcoli, le previsioni e soprattutto gli annunci è stato lui. Aveva parlato, sia pure ufficiosamente, di una campagna acquisti dalle file dell’Unione: dieci-quindici senatori avrebbero abbandonato Romano Prodi in dissenso con la sua linea massimalista. Ma finora non ci sono state defezioni. Lo stesso Lamberto Dini, il più irrequieto di tutti, sembra intento a negoziare con i capi della maggioranza più che a trasmigrare nell’opposizione. [...]
Il 7 Novembre 2007 alle 9:50 CiroCipolla ha scritto:
Questo è il periodo adatto per stravincere l’elezioni?Il PD è un neonato,l’estrema sinistra è alla ricerca dell’unificazione della piazza rossa,Mastella è indagato,Falsino và in Birmania.Una sbandata collettiva.
Napolitano dovrebbe sciogliere le camere ed indire nuove elezioni.
Il 7 Novembre 2007 alle 21:26 pasmes ha scritto:
Così com’è consuetudine consolidata nel governo Prodi, anche sul Pacchetto Sicurezza la coalizione di Centro-Sinistra è riuscita a trovare un accordo all’ultimo momento, basato sul cedimento ad alcune pressioni e forzature imposte dalla necessità demagogica della Sinistra, il cui obiettivo è sempre quello di ridurre il più possibile l’efficacia dei provvedimenti, per poter avere il pretesto di scendere in piazza a manifestare e a proclamare di essere i migliori e i più rari esemplari della specie umana.
Spero che il Centro-Destra sia in grado di presentare emendamenti validi, per rendere il provvedimento idoneo a raggiungere risultati migliori, (anche se non verranno approvati), per dimostrare di avere le idee chiare, di proporre provvedimenti diversi e di possedere la determinazione che occorre per affrontare con fermezza e risolvere i più gravosi problemi che affliggono la popolazione.
Quello della sicurezza è un problema troppo serio, e richiede di essere considerato con maggiore senso di responsabilità e di dovere verso il cittadino onesto e laborioso. Cosa di cui, purtroppo, l’attuale governo sembra esserne del tutto sfornito. E credo che, se il potere decisionale delle espulsioni verrà riconosciuto al giudice, allora il desiderio incoffessabile del governo Prodi è proprio quello di non voler espellere nessuno.
Il 19 Dicembre 2007 alle 15:49 Pasticcio alla bolognese: il governo riscrive la ricetta sulla sicurezza » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il pacchetto sicurezza, che era così urgente (e lo era) naufraga affondato non dall’opposizione politica o parlamentare ma dal ridicolo nel quale lo ha infilato la maggioranza di governo. Che ora, per non peggiorare le cose, ha deciso di lasciarlo decadere, per vararne un altro nel Consiglio dei ministri del 28 dicembre. L’antefatto è abbastanza noto: per rendere più politicamente corretto, specie per l’estrema sinistra, un insieme di misure contro l’immigrazione clandestina e violenta si inserì nel pacchetto una norma che richiamava esplicitamente il Trattato di Amsterdam, una dichiarazione di principi europea che mira a impedire discriminazioni razziali e sessuali. In particolare ad eccitare Rifondazione comunista e dintorni fu il richiamo “anti-omofobia”. Ciò che non era stato fatto con le coppie di fatto poteva essere minimamente bilanciato con il contentino del trattato di Amsterdam. Che cosa poi tutto questo avesse a che fare con la sicurezza e con le espulsioni dei clandestini chieste a gran voce non dalla destra, ma dal sindaco di Roma e segretario del Pd, Walter Veltroni, resta un mistero. Quel richiamo al Trattato era però un grossolano errore tecnico e giuridico: la norma era scritta così male da risultare inapplicabile, e il Trattato stesso non era stato ancora recepito dal Parlamento italiano. Dunque non si poteva inserire un reato inesistente per il nostro codice in un decreto che inaspriva altri reati. Tutto ciò venne fuori durante il dibattito, anche se l’unico ad accorgersi della portata di questo pasticcio fu l’ex presidente del Senato, Marcello Pera. Incurante, il governo e la maggioranza andarono avanti. Il ministro dell’Interno, anzi, proclamò: “Se non si approvano queste norme mi dimetto”. [...]
Il 28 Dicembre 2007 alle 15:31 Sicurezza, ecco il nuovo decreto: sì alle espulsioni per terrorismo » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Espulsione immediata dei cittadini dell’Unione europea non solo per motivi imperativi di pubblica sicurezza ma anche per prevenzione del terrorismo. È questa la principale novità del decreto legge sulla sicurezzache il Consiglio dei ministri ha approvato assieme a un decreto legislativo che integra il provvedimento che recepiva le norme Ue sulla libera circolazione dei cittadini comunitari. Il nuovo decreto Amato, 5 articoli in tutto, dà anche una definizione più circostanziata di quelli che sono i “motivi imperanti di pubblica sicurezza” che consentono l’allontanamento dei cittadini Ue, oltre ad attribuire al giudice monocratico (e non più al giudice di pace) la titolarità della convalida delle espulsioni. Il primo articolo ddl sull’allontanamento per motivi di terrorismo è di fatto la proroga del pacchetto-Pisanu varato nel luglio 2005, ma in scadenza al 31 dicembre 2007. Sul varo del provvedimento sulle espulsioni è intervenuto in Consiglio dei ministri il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, che ha condizionato il suo sì al decreto, alla richiesta di una corsia preferenziale per la legge sull’immigrazione, di riforma della Bossi-Fini, la cui disciplina transitoria scade a fine anno. Con il nuovo pacchetto di norme sulla sicurezza il governo intende soprattutto porre rimedio al pasticcio tecnico-procedurale delle scorse settimane, quando al Senato, durante la conversione del decreto legge approvato (d’urgenza su pressione del sindaco di Roma, Walter Veltroni) all’indomani dell’assassinio di Giovanna Reggiani ad opera di un romeno, è stata introdotta una norma sull’omofobia contenente, però, un riferimento normativo errato. La norma sull’omofobia, come deciso dai capigruppo della maggioranza, finirà nel ddl che riguarda anche lo stalking da varare in aula contestualmente all’approvazione del decreto. Qui, in sintesi, le principali novità dei due testi. [...]
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