
Trecento posti per trenta candidati. Trentaquattro nazionalità rappresentate, con una netta prevalenza dei paesi dell’Africa centrale e del Maghreb.
Il 2 dicembre, la provincia di Bologna eleggerà il suo primo Consiglio dei cittadini stranieri e apolidi.
Un nuovo organo consultivo, che non ha mancato di suscitare polemiche e vivaci dibattiti. La nuova assise si riunirà almeno tre volte l’anno (nei mesi di febbraio, giugno e ottobre) e il più importante tra i suoi compiti sarà quello di esprimere un parere non vincolante sul bilancio della Provincia, che comunque sarà tenuta a dare una risposta motivata alla sue obiezioni. Il Presidente della Consulta parteciperà poi a tutte le riunioni della giunta provinciale e avrà diritto di parola su tutti i temi trattati.
Alla tornata, gli immigrati non comunitari si sono preparati da tempo. I più solerti e attivi, sono stati i marocchini e gli albanesi (questi ultimi presentano anche il candidato più giovane: un diciottenne). Mentre non c’è traccia di cittadini romeni (che, prima di finire nell’occhio del ciclone per i fatti di Roma, proprio a Bologna furono al centro delle prime azioni di polizia volute dal sindaco Cofferati).
Non potevano mancare, anche in questo caso, le quote rosa: uno dei criteri per l’ammissibilità delle liste è infatti quello del “fifty/fifty”, ma le donne candidate sono poco più del 40%.
Una volta eletti, i rappresentanti provinciali resteranno in carica cinque anni. Toccherà a loro dimostrare se il nuovo organo, già tacciato di essere corporativista e poco rappresentativo, aiuterà o meno l’integrazione degli immigrati regolari e l’estensione di altri diritti amministrativi.
- Giovedì 8 Novembre 2007
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Commenti
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Il 8 Novembre 2007 alle 16:45 zioraff ha scritto:
L’articolo contiene 2 informazioni inesatte:
a) “non c’è traccia di cittadini romeni” semplicemente perché i cittadini romeni sono comunitari;
b) non è vero che uno dei criteri per l’ammissibilità delle liste era quello del “fifty/fifty”: l’articolo 29 del Regolamento (www.provincia.bologna.it/immigrazione/pdf/consigliostranieri/RegolamentoConsigliostranieri.pdf) recita invece che “nessuna lista può comprendere un numero di canditati o di candidate inferiore al trenta
per cento delle candidature presentate”.
Il 9 Novembre 2007 alle 17:52 pasmes ha scritto:
Al di là del voto agli stranieri o meno, ritengo che il punto sia un’altro: molti cittadini chiedono di ridurre la spesa politica e pubblica, altro che elezioni, e di abolire molte delle Province, Comunità Montane ed Enti che non servono, perché creati per soddisfare e cedere a esigenze e forzature dannose, nate dall’imbarbarimento della politica, moralmente ed eticamente scesa ai minimi termini.
Si parla di democrazia, poi ignoriamo apertamente la volontà del popolo.
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