- Tags: Badia-al-Pino, calcio, dj, Gabriele-Sandri, Lazio, musica, myspace, Polizia, tifoso, ultrà , violenza
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Era la musica, non la Lazio, la prima, vera, passione di Gabriele Sandri, il ragazzo rimasto ucciso stamattina in uno scontro tra la polizia e i supporter biancocelesti all’autogrill di Badia al Pino (nell’aretino). Guardando il blog My Space del 26enne romano è questa la prima cosa che salta all’occhio. Un amore nato tanti anni fa e concretizzatosi con un lavoro da dj nei locali più famosi. “Inizia a coltivare la sua passione per la musica in piena era rave”, si legge, “il suo primo disco lo compra a 13 anni (Robert Armani ambulance Acv records), i suoi primi vinili comincia a farli girare nei sabati pomeriggio della capitale (Alien, Follia, Gilda), da lì ecco arrivare le prime serate”.
Tante fotografie, volti sorridenti, momenti felici. I video delle serate migliori. “Nel 2002 arriva la sua prima stagione estiva in Costa Smeralda”, continua la breve descrizione, “per la precisione all’Heaven di PortoRotondo, da quell’anno ad oggi è resident ogni estate nei locali della Costa”. Una vita piena, la soddisfazione di fare ciò che piace. “Uno eclettico”, si descrive, “che si trova bene in tutte le situazioni”. Uno che amava divertirsi, aggiungiamo noi, far ballare la gente, ma almeno da ciò che sembra non era un ultrà sfegatato, di quelli che vogliono solo fare casino, ad ogni costo.
Ma il calcio c’è sul blog di Sandri. Ci sono i commenti, sconvolti, dei tanti amici. “Non riesco a crederci, grazie per l’allegria e il sorriso con cui hai accompagnato le nostre serate, sarà un vuoto incolmabile, indimenticabile”, scrive Giadina. E ancora John Gamble: “Ho appena saputo… Non ho parole! Non riesco a capire, non può essere giusto… Mi mancherai! Un abbraccio”. Poi quel ragazzo che, ieri, offriva un passaggio per andare a vedere la Lazio. “Se dovesse esserci qualcuno che è rimasto a piedi e non ha un posto è il ben venuto…. noi siamo in 3 in macchina… un abbraccio… Alessandro”. Probabilmente Gabriele aveva deciso di accettare l’offerta, mettendosi in viaggio con gli amici verso Milano.
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Qui uno dei VIDEO di Gabbodj tratto dal suo sito su My Space:
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Commenti
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Il 11 Novembre 2007 alle 15:26 Midi Blog » Gabriele Sandri, la prima passione era la musica non la Lazio ha scritto:
[...] Daniele Simonin: [...]
Il 11 Novembre 2007 alle 15:28 Muore un tifoso laziale, la polizia e il calcio nella bufera » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Gabriele Sandri, la prima passione era la musica non la Lazio Panorama Canali Italia Muore un tifoso laziale, la polizia e il calcio nella bufera [...]
Il 11 Novembre 2007 alle 21:03 GABRIELE SANDRI NEL CUORE « The Future Blog ha scritto:
[...] Fonte [...]
Il 12 Novembre 2007 alle 15:30 Polizia e ultrà : uno Stato senza responsabilità » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Se in Italia la responsabilità fosse pari alla retorica non avremmo giornate come quella di ieri. E non solo nel calcio e nel mondo degli ultrà , ma in generale nella cosa pubblica, nel governo, nell’economia. Si preferisce invece affidarsi alla retorica, ai messaggi di cordoglio fine a se stessi, ai gesti simbolici (il lutto al braccio, i dieci minuti di ritardo): tutto tranne che dire la verità e prendere decisioni conseguenti. È noto che l’unico fattore unificante degli ultrà è l’odio contro le forze dell’ordine; è altrettanto noto che dai tempi dell’uccisione di Filippo Raciti a Catania le tifoserie violente non aspettano che un pretesto per scatenarsi in tutta Italia. Ieri uno sventurato agente della Polizia stradale ha servito questo pretesto mettendosi a sparare, senza motivo, lungo un’autostrada per una rissa tra tifosi che, a quanto pare, non meritava che da parte delle forze dell’ordine si ricorresse alla pistola. Ma più che questo poliziotto - che si spera verrà perseguito come è giusto che sia - a offrire quel pretesto su un piatto d’argento è stata tutta la catena dei suoi superiori, dal questore di Arezzo fino al vertice della Polizia, al ministro dell’Interno, ai politici ed anche ai dirigenti del calcio. Se è colpevole fino alle estreme conseguenze che un ragazzo sia stato ucciso senza colpa ad un autogrill, è surreale che ancora nel pomeriggio inoltrato i suoi capi abbiano insistito sulla tesi dei colpi sparati in aria. Il povero Gabriele Sandri non viaggiava su un disco volante ma su una Renault. Nel merito, il tentativo di colluttazione con tifosi juventini che andavano ad assistere a un’altra partita in un’altra città non richiedeva assolutamente che un militare, dall’altra parte della carreggiata, tirasse fuori la pistola. Ci voleva molto ad ammettere e spiegare tutto questo? A dire: abbiamo sbagliato, le colpe saranno punite, a mettersi in contatto con la famiglia di Sandri, che oltretutto non era un violento, non aveva precedenti, non viaggiava con gli ultras ma con tre amici? [...]
Il 13 Novembre 2007 alle 12:05 Un cittadino nella rete ha scritto:
Gabriele Sandri e gli Assassinii di massa (sul lavoro e non solo)…
Non si può morire così! Non è giusto. Non dovrebbe succedere. Ma quante volte lo abbiamo già detto? Quante morti insensate sono accadute e continuano ogni giorno? Anche quando si dovevano e si potevano evitare.
Anche Gabriele Sandri, un ragazzo di…
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