Quando la violenza si sposta fuori dagli stadi

Tifosi sfilano davanti allo stadio di San Siro dove la partita Inter - Lazio e' stata rinviata a causa dell' uccisione di Gabriele Sandri
Non si poteva chiudere in modo peggiore l’anno orribile del calcio italiano. La notizia della morte del tifoso della Lazio, Gabriele Sandri, ha fatto riavvolgere il nastro della memoria a quasi 10 mesi fa (era il 2 febbraio) quando a Catania perse la vita l’ispettore capo della Polizia, Filippo Raciti, ucciso negli scontri del dopo gara tra i tifosi della squadra di casa e quelli del Palermo. Da allora gli interrogativi sulla violenza sono aumentati, anche se il decreto si è trasformato in legge. Ma alla luce di quanto accaduto ad Arezzo (dove è avvenuto il fatto) è facile immaginare che molto resti ancora da fare. Soprattutto per un motivo assai semplice. È vero che dentro agli stadi qualcosa è migliorato, grazie all’installazione di tornelli, telecamere a circuito chiuso e anche grazie all’istituzione dei famosi stuart. Ma la violenza ha spostato il suo obiettivo. Ora è fuori dagli stadi, dove le regole sono facilmente violabili e dove la dispersività dei luoghi nasconde meglio chi vuole colpire e generare violenza e non essere riconosciuto.

Un argine a questa escalation è stato messo dalle Questure che, in molti casi (ultimo in ordine di tempo lo stop ai tifosi del Napoli per la gara di Palermo di sabato sera) hanno impedito agli ultrà di seguire le proprie squadre in trasferta, proprio per bloccare il dilagare di scontri tra tifoserie considerate nemiche, anche seguendo le indicazioni precise che arrivano ogni settimana dell’Osservatorio per le manifestazioni sportive. A Roma, per Roma-Napoli si è andati anche oltre, lasciando entrare allo stadio Olimpico i soli abbonati. Una cosa è certa: la violenza non si ferma e, come 10 mesi fa, siamo al punto di partenza.

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Il 11 Novembre 2007 alle 15:41 Muore un tifoso laziale, la polizia e il calcio nella bufera » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Intanto si lavora anche per ricostruire l’accaduto. “Stiamo accertando la dinamica di quanto è avvenuto, cosa e come sia successo”, ha detto il questore di Arezzo, Vincenzo Giacobbe, esprimendo rammarico e dolore per la morte del tifoso. Poi ha spiegato: “Una volta accertate le responsabilità chiunque sia stato sarà perseguito rigorosamente”. Stando a quanto riferito dall’avvocato e amico di famiglia, Luigi Conti, Gabriele è stato colpito nella parte posteriore del collo, mentre si trovava in auto. Sempre secondo quanto spiegato, il proiettile è entrato nella vettura, una Megane, infrangendo il lunotto posteriore sinistro. L’auto, dopo l’accaduto è stata portata alla caserma della polizia stradale di Arezzo, con all’interno la salma. Il corpo di Sandri è stato poi rimosso intorno alle 13.30. LEGGI GLI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE LEGGI ANCHE: Gabriele Sandri, la prima passione era la musica, non la Lazio - Quando la violenza si sposta fuori dagli stadi [...]

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