I barconi della speranza carichi di immigrati, gli sbarchi giornalieri sulle nostre coste, le traversate che a volte, purtroppo, finiscono con la ricerca dei cadaveri in mare. Come nel caso del naufragio della scorsa settimana a Roccella Jonica. Secondo i dati del Viminale, dal primo gennaio al 15 settembre 2007 gli stranieri sbarcati in Italia sono stati poco meno di 15 mila (in calo rispetto al numero dello stesso periodo del 2006: oltre 16 mila).
Ma è via aereo, e non dal mare, che avviene la maggior parte degli ingressi irregolari nel nostro Paese. I clandestini dell’aria sono invisibili, non entrano nelle cronache quotidiane. Sono però numerosissimi. “A Malpensa ne respingiamo 20-30 al giorno”, spiegano dalla polizia di frontiera dello scalo lombardo, “e c’è una percentuale di persone, minima ma fisiologica, che riesce a sfuggire”. Sono quelli che si dileguano subito dopo lo sbarco e prima di arrivare al controllo dei documenti, attraverso una porta secondaria, dal soffitto o dalla finestra di una toilette. E quelli che hanno passaporti falsificati talmente bene, che l’occhio e le apparecchiature delle forze dell’ordine non se ne accorgono. “C’è anche chi si libera del documento che ha per rendere difficile la propria identificazione e guadagnare tempo”, aggiunge un funzionario.
I controlli sono stati intensificati negli ultimi anni per i voli considerati “a rischio”: da Russia, America Latina, Cina, Sud-est Asiatico, Medio Oriente, Africa. Nella maggior parte dei casi sono organizzazioni di stranieri che gestiscono le traversate dei propri connazionali in Europa, appoggiandosi spesso a delle agenzie di viaggio e fornendo i documenti falsi. I clienti clandestini pagano dai 1.000 ai 12 mila euro. La normativa europea, recepita dalla legge Bossi-Fini, prevede tra l’altro multe per le compagnie aeree che trasportano una persona che poi viene respinta all’arrivo. A quel punto è lo stesso vettore a farsi carico del suo rimpatrio.
Il grosso dei cittadini stranieri irregolari in Italia ha viaggiato in aereo, perché aveva l’intenzione di diventare un overstayer. Cioè di entrare nel nostro Paese con un visto turistico o con un permesso di soggiorno di tre mesi, per poi trovarsi un lavoro in nero e un domicilio e restare clandestinamente dopo la scadenza del documento. Secondo il ministero dell’Interno, due terzi degli immigrati che vengono regolarizzati coi decreti sui flussi si trovava già in Italia al momento della domanda.
“Sul totale degli stranieri irregolari”, dice Tiziana Liguori, funzionario della Direzione centrale della polizia dell’immigrazione, “il 65 per cento è costituito da overstayer e il 23 per cento ha varcato le nostre frontiere illegalmente via terra, via aria o nascosto nella stiva di qualche traghetto. Il rimanente 12 per cento è sbarcato sulle nostre coste con il classico gommone”. I dati sono aggiornati alla metà di luglio 2007, “ma”, avverte Tiziana Liguori, “si tratta di numeri empirici, in quanto prendono ovviamente in considerazione solamente gli immigrati che siamo riusciti a individuare”.
- Domenica 11 Novembre 2007
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Commenti
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Il 11 Novembre 2007 alle 12:59 nhico ha scritto:
E sarà sempre una marea montante. Inarrestabile. Non per quello che dice la sinistra tutta, con spicciola sociologia, ma perché sanno che il loro ingresso abusivo non verrà mai minimamente contrastato. Anzi, grazie a questa politica delle porte aperte ai buoni e ai cattivi, agli operosi e ai malandrini, verrà sempre più incoraggiato. Consapevoli o non, abbiamo dato l’assenso a venirci a depredare. E mentre nella nostra Penisola corre per ogni dove questa specie di nuova peste, noi appena scende la sera, e a volte anche in pieno giorno, abbandoniamo, così come abbiamo fatto con i nostri mezzi pubblici, le nostre piazze, i nostri tradizionali posti di incontro, e ci chiudiamo in casa. Che, data l’arroganza di questi criminali, sempre meno riesce a salvaguardarci dalle aggressioni. E’ possibile che la gente per bene non sente il bisogno di ribellarsi? Abbiamo arretrato abbastanza. La sicurezza è un principio irrinunciabile! E’ ora di uscire in piazza e tutti insieme chiedere i nostri diritti costituzionali.
Il 12 Novembre 2007 alle 16:34 lebonsens ha scritto:
Leggendo i commenti liberi da tutte le intercessioni del “buonismo”, si capisce che l’Italia è ormai occupata. Basta una minoranza senza scrupoli o senza mezzi di sopravvivenza sui 5.000.000 di persone immigrate, tra regolari ed irregolari) per scardinare un sistema debole e malato come quello italiano. L’ordine pubblico non ha più la possibilità di sovrastare il fenomeno, attaccato com’è dalla plebaglia, dalle mafie organizzate indigene e straniere. Lo Stato si è arreso da tempo, spinto dal “buonismo” e dall’incompetenza. Inutile prendere un capo mafia all’anno. Il pensare mafioso è insito nella popolazione ed accettato. Un giorno Casini - e non solo lui - aveva detto :”Bisogna abituarsi a convivere con la mafia”. Il messaggio era ovviamente rivolto ai vigliacchi, che abbondano sempre. La spesa pubblica aumenterà ancora, e ci troveremo presto fuori dall’euro. Se fosse stato prima della sua introduzione, sarebbe stato meglio, ma in questo momento sarà uno sfacelo, poichè significherà non avere i requisiti per restare in una certa area esclusivamente per motivi interni. Il consiglio che si puo’ dare è che, se non si cambia il sistema politico con persone capaci, di destra e di sinistra, sarà meglio emigrare ed andarsene, come diceva due secoli fa David Riccardo, facendo riferimento a paesi troppo indebitati. Per l’Italia l’Apocalisse è già fra noi. Altro che essere tacciati di sfascismo!
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