
Gli ultrà di tutta Italia hanno lanciato il tam tam per riunirsi a prescindere dalla fede e scegliere la linea contro il comune nemico: la polizia. E i primi risultati si sono visti a Bergamo, Milano e Roma (messa a ferro e fuoco dalla guerriglia urbana, con assalti a caserme, commissariati, al Coni e allo stadio Olimpico).
Un clima che purtroppo non stupisce gli analisti del ministero dell’Interno: da alcuni anni (basti ricordare il clamoroso sodalizio contro natura tra tifosi romani e laziali, durante il derby dell’aprile 2005: qui il video) nel sottobosco ultrà proliferano sigle trasversali, da Acab (All cops are bastards tutti i poliziotti sono bastardi) a Bisl (Basta infami, solo lame), che hanno messo nel mirino le forze dell’ordine.
Un’alleanza di cui anche le anime più agguerrite del tifo laziale fanno parte. Gli amici di Gabriele Sandri firmavano sul blog del dj il loro amore per la Lazio con lo slogan: “Only white shoes”, quello dell’ala più radicale della curva Nord. La loro sigla è “In basso a destra”, un gruppo formato dai reduci della temuta “Banda de noantri”: in tutto una quarantina di ultrà duri e puri sempre pronti allo scontro. Si tratta di una costola minoritaria della curva Nord, dominata dal gruppo ultrà degli Irriducibili. In comune le due frange hanno l’ideologia. Sono tutti di estrema destra e la loro simbologia è quella fascista: aquile romane, fasci littori, busti di Mussolini. Per ora gli Irriducibili mantengono il controllo della curva, anche grazie a un marchio riconosciuto, rafforzato da una radio e da una linea d’abbigliamento. Negli ultimi anni i suoi leader Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, Fabrizio Toffolo e Yuri Alviti, sono finiti al centro di diverse inchieste giudiziarie (finendo anche in carcere), compresa quella sulla scalata alla proprietà della Lazio, portata avanti dall’ex bandiera biancoceleste Giorgio Chinaglia contro il presidente Claudio Lotito (odiato dagli ultrà).
Vicende che hanno indebolito gli Irriducibili (qui un loro video storico): i negozi sono rimasti pochissimi, il sito è praticamente inattivo. Anche se resta simbolicamente on line una canzone la polizia ed è stato aperto un blog (che oggi rende “onore a Gabriele”). Le disavventure e la vocazione affaristica di questa costola della curva laziale hanno portato alla ribalta l’altro gruppo “In basso a destra”. Sui muri cittadini i loro slogan si confondono con quelli del movimento politico di estrema destra “Base autonoma”, firmati da celtiche e svastiche.
Divisioni interne a parte, tutta la tifoseria della Curva Nord è costantemente sotto i riflettori per vicende di cronaca più o meno drammatiche. Per esempio poco più di un mese fa 66 persone (compresi tre minorenni) sono state denunciate per possesso d’armi: stavano partendo per Bergamo con coltelli cacciaviti e persino qualche machete. Non basta. La storia degli ultrà laziali è piena di scontri e feriti come si può leggere su uno dei loro siti. Si va dalle coltellate ai tifosi dell’Arsenal a quelle riservate agli ultrà bianconeri (proprio quelli con cui Sandri e i suoi amici si erano scontrati questa mattina).

Su Internet i tifosi biancocelesti ricordano con malcelato orgoglio le conseguenze di un’amichevole del 31 agosto 2002 con i bianconeri: “Danni per centinaia di migliaia di euro, decine di locali del Coni devastati, tre tifosi juventini accoltellati, due funzionari di polizia contusi e uno intossicato dal fumo sviluppatosi dalle due autovetture, una della polizia e una dei carabinieri, date alle fiamme insieme a due furgoni di gadget e panini nel piazzale sotto la Nord”.
Per far capire l’aria che tira in curva, su un altro sito, ultrasmad.com (il cui slogan è: “Ciò che viene fatto per amore avviene sempre al di là del bene e del male”) si legge: “Onore a Gabriele il dj. Guardie assassine: 10-100-1000 Raciti”. Ma i tifosi della Lazio non si segnalano solo per l’ideologica ricerca dello scontro fisico (in nome di arditismo fascisteggiante), ma anche per il contenuto dei loro striscioni, spesso razzisti e antisemiti, come quello esposto in un derby del 2001: “Squadra di negri… Curva di Ebrei”.
E sul blog di Sandri, un amico, spiega meglio il concetto: “Noi odiamo tutti… mondo di merda”.
Il VIDEO servizio:
Il VIDEO della guerriglia urbana a Roma, da YouTube:
GALLERY 1. Scontri tra ultrà e poliziotti
GALLERY 2. Serie A ancora a lutto: chi era Gabriele Sandri
LEGGI ANCHE: Muore un tifoso laziale, la polizia e il calcio nella bufera - Gabriele Sandri, la prima passione era la musica, non la Lazio - Quando la violenza si sposta fuori dagli stadi. Partecipa al FORUM
- Domenica 11 Novembre 2007

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Commenti
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Il 11 Novembre 2007 alle 22:09 lboga ha scritto:
Libro ospiti di gabbo1900 su Netlog : http://it.netlog.com/gabbo1900.....guestbook/
Il 12 Novembre 2007 alle 10:23 david ha scritto:
UN COLPO DI POSTOLA NN PUO’ ESPLODERE DA SOLO, IL POLIZIOTTO DEVE PAGARE, E IL TIFOSO DEVE ESSERE TRATTATO COME RACITI. MA SE’ UN POLIZIOTTO NN AIUTA LA SOCIETA’, VISTO CHE UCCIDE RAGAZZI INNOCENTI, CHI LO DOVREBBE FARE?
AIUTIAMO A RICORDARE LA MEMORIA DI QUESTO RAGAZZO.
Il 12 Novembre 2007 alle 11:08 CiroCipolla ha scritto:
Questi ultrà del calcio,visti ieri durante la guerriglia urbana,non sono tifosi,ma soltanto violenti delinquenti.
Lo “Sport” è tutto diverso_:passione vera.
Il 12 Novembre 2007 alle 15:21 tiziana_debiagi ha scritto:
http://profile.myspace.com/ind.....=181839228
Il 12 Novembre 2007 alle 15:46 pas76 ha scritto:
Lo stato dovrebbe veramentre vergognarsi di diffondere voci che non fanno altro che indurre la gente alla violenza.Dovrebbe stare molto attento a colpevolizzare il calcio che altro non è che una valvola di sfogo per i soprusi dei cittadini:forse è meglio che la gente sfoghi un po’ di violenza canalizzandola attraverso il calcio perchè altrimenti rischierebbero grosso le istituzioni politiche e amministrative.Se gli italiani fossero un po’meno incolti capirebbero che la vera mafia è all’interno dell’istituzione statale cosi come viene amministrata.
Il 12 Novembre 2007 alle 19:40 Mondo ultrà: poco calcio, tanta politica. E più violenza » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il FORUM: con i tifosi o la polizia? - La GALLERY sugli scontri - LEGGI ANCHE: Tifoso ucciso, ultrà uniti contro la polizia - Quando la violenza si sposta fuori dagli stadi - Gabriele Sandri, la prima passione era la musica - La tragedia dell’autogrill [...]
Il 13 Novembre 2007 alle 13:01 È anche questa « Per il verso giusto ha scritto:
[...] Però… stavolta, dall’alto del colle del Quirinale, sono venute valutazioni che con la realtà vista domenica a Bergamo, a Milano, a Taranto e a Roma stridono. Ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, incontrando la comunità italiana in Qatar: “È bene che non si confonda qualcosa di molto negativo come quello accaduto ieri con l’Italia. È importante che non si confondano le immagini degli incidenti di ieri con l’Italia che è tante altre cose”. Certo: l’Italia non è solo questa. E meno male: sarebbe triste e grave vivere in un Paese senza guida e responsabilità, dove uno sventurato poliziotto, per sedare una presunta rissa tra tifosi in autogrill, spara ad altezza uomo e uccide un giovanotto che dormiva in una macchina; dove di fronte all’accaduto i vertici della politica e del calcio si abbandonano a gesti simbolici (il lutto al braccio, i dieci minuti di ritardo) e non si preoccupano di dire la verità e prendere decisioni conseguenti e contraddittorie (tre partite no, le altre sì); dove si finge di non sapere che la fede degli ultrà è l’odio contro le forze dell’ordine; dove è altrettanto noto che dai tempi dell’uccisione di Filippo Raciti a Catania le tifoserie violente non aspettano che un pretesto per scatenarsi; dove non si sono mai visti gruppi di mafiosi o terroristi prendere d’assalto le caserme come hanno fatto i “tifosi” domenica sera nella Capitale, manco fossero dei commando in azione per un golpe… [...]
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