
L’uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri ha scatenato la reazione violenta di facinorosi e teppisti, la degenerazione dei movimenti del tifosi del calcio italiano.
Secondo le ultime informazioni dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Viminale e stando alla cronaca (più nera che sportiva) degli ultimi anni, sono ormai pochissime, in serie A e soprattutto nei campionati minori, le squadre che possono vantare spalti immacolati, dove il tifo è tifo e basta.
“Noi siamo ultrà. Non siamo gente come gli altri. Non amiamo mescolarci con le masse, non vogliamo uniformarci”, dicono, presentandosi quelli di Vivereultras. “Siamo pronti a subire torti, oppressioni e sguardi malevoli. Non tradiremo mai ciò in cui crediamo, e continueremo a seguire la nostra linea per sempre”.
Quasi un mondo a parte, insomma, quello ultrà, costruito intorno a poche parole d’ordine: onore, fede, tradizione e lotta. E proprio per portare avanti la lotta, da qualche anno sono spuntati anche i coltelli tra le curve più esagitate: in quella della Roma c’è un gruppo che si chiama Bisl, che significa “basta infami solo lame”. Dove gli infami, manco a dirlo, sono poliziotti e carabinieri. Anche se la maggior parte dei tifosi che allo stadio vanno per fare a botte e non per vedere la partita, preferisce usare le mani. E le cinture, come “insegna” il video di “Cinghiamattanza” (rimosso da YouTube ma postato sul sito di La Destra.info), uno degli ultimi successi degli Zetazeroalfa, un gruppo musicale che chiama a raccolta i giovani e non li invita certo a una pacifica conversazione in piazza. Un must tra i gruppi più duri delle curve, che ne analizzano ogni fotogramma nei forum su internet.
E allora chi sono questi giovani che rinunciano anche alla sciarpa con i colori della squadra del cuore e si vestono in modo anonimo per non essere riconoscibili, per colpire nascosti dietro caschi, sciarpe e passamontagna scuri (come insegna la bibbia degli hooligan inglesi Fedeli alla tribù, di John King, romanzo sugli Headhunters del Chelsea)?
L’identikit dei violenti è uguale in tutta Italia: dai 15 ai 20 anni, agiscono spesso sotto l’effetto di droghe e nello scontro con lo “sbirro” si muovono a gruppi. Gruppi politicizzati, la grande maggioranza di estrema destra (come “Tradizione e distinzione”, gruppo della curva romanista che ha legami con Base Autonoma, così come la “Banda de noantri” della Lazio), con l’eccezione di quelli legati alle squadre del Perugia, del Livorno e della Ternana.
Ma la mappa dei duri delle curve tocca tutta Italia: i Cani Sciolti della Sampdoria e i Mods di Bologna, i Drunks del Catania (quella etnea è ritenuta tra le tifoserie più “cattive”, come già dimostrato il 2 febbraio scorso durante gli scontri in cui fu ucciso Filippo Raciti) gli Irriducibili laziali e quelli interisti, i Korps viola, i Drughi della Juve, i Mastiff a Napoli, le Brigate Gialloblu veronesi. All’estrema sinistra ci sono gli Ingrifati e l’Armata Rossa di Perugia, che non si muovono senza la bandiera di Che Guevara; i compagni Livornesi e i Balordi, invece, salutano a pugno chiuso e inneggiano a Stalin e Lenin.
A tenere insieme molti di questi gruppi, dice un’informativa dei servizi segreti del 2006, è un “clima di violenza e ostilità nei confronti delle forze dell’ordine”. I “tentativi di strumentalizzazione ideologica, soprattutto da parte della destra radicale” si ripetono e “in alcune realtà come quella capitolina, la compenetrazione tra tifo ultrà di sponde opposte e oltranzismo politico ha evidenziato profili di indubbia insidiosità, correlati anche alla contiguità con ambienti della delinquenza comune, nonché all’emergere di nuove aggregazioni caratterizzate da una spiccata propensione alla violenza”.
Poi vi sono i gruppi border line di piccoli delinquenti - quelli che gli investigatori definiscono nelle indagini “gruppi disaggregati legati alla malavita” - e gli organici alla camorra e la ‘Ndrangheta. Una problematica legata soprattutto alle tifoserie del sud. Nel 2006, la questura di Napoli ha controllato, grazie ai biglietti nominativi, le fedine penali dei “curvaioli” e ha scoperto che su 12 mila persone, 1.200 erano pregiudicati. Numeri che spiegano l’odio per le divise, soprattutto quando cercano di impedire l’ingresso senza biglietto a torme di esagitati.

Ma non c’è domenica che gli ultrà non inneggino ai compagni in prigione o a quelli colpiti dal “daspo” (il divieto firmato dal questore di entrare allo stadio). Un tentativo di far rispettare le regole che ha reso ancora più aggressivi gli amici dei teppisti allontanati dalle partite. Basta fare un giro sul sito degli Irriducibili della Lazio per averne la prova: la home si apre con l’omaggio sonoro a quattro “camerati” in prigione accusati di diversi reati. Una canzone ska dalla chiusa esemplare: “Ma voglio dirvi solo una cosa (ai poliziotti, ndr), contro di voi nessuna resa”.
Alcuni VIDEO sugli Irriducibili della Lazio:
Il FORUM: con i tifosi o la polizia? - La GALLERY sugli scontri - LEGGI ANCHE: Tifoso ucciso, ultrà uniti contro la polizia - Quando la violenza si sposta fuori dagli stadi - Gabriele Sandri, la prima passione era la musica - La tragedia dell’autogrill
- Lunedì 12 Novembre 2007

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Commenti
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Il 13 Novembre 2007 alle 2:49 La menzogna e l’arroganza del potere | paperogiallo ha scritto:
[...] Chi mi conosce, conosce anche la mia moderazione. Ma moderazione non significa tacere la verità. Soltanto una cattiva coscienza può fingere di ignorare che l’ultrà semplicemente interpreta in maniera rozza e violenta un sentimento comune della gente: l’esasperazione verso chi detiene la forza e, con il simulacro della legge, amministra la giustizia con la prepotenza. [...]
Il 13 Novembre 2007 alle 4:12 rina27 ha scritto:
Bertinotti ha detto che bisogna controllare le armi. Bene.Pero dovrebbe pure controllare i suoi Fans che seminano la distruzione di auto,vetrine e qualche poliziotto all’ospedale, con bastoni,spranghe e estintori,sempre pronti in ogni occasione.Tremende facce di bronzo.
Il 13 Novembre 2007 alle 9:37 CiroCipolla ha scritto:
Gli ultrà visti domenica,in piazza,non hanno nulla da vedere nè con il calcio nè con lo sport;sono violenti delinquenti teppisti,spesso drogati che cercano il branco per assalire.
Il 13 Novembre 2007 alle 10:24 vincenzod ha scritto:
Chissà perché questi ragazzi vanno appresso a giochi pericolosi della Sinistra: una vera Sindrome di Stoccolma a vedere come seguono questi furbetti, dai ragazzi ai pannoloni, stravolgendo le regole civili della nostra società, facendo credere lucciole per lanterne! Noi ci chiediamo a fino a quando, se alcuni Senatori ci credono veramente, senza tenere conto dei risultati tutti negativi? Oramai si sono rotte le acque ed il bambino PD, nato è sì, ma morto.Tutto era previsto, tutti a correre a tirare fuori un euro per fare ritornare l’Italia al tempo in cui i Partiti erano i veri padroni delle sorti del Paese! Infatti, allora non c’era alternativa - o morivi Comunista o Democristiano - di cui io nei miei primi ed ultimi 24 anni di Politica, non ho mai creduto che la Dc fosse un toccasana visto che era, inquinata da tanti travestiti dal cuore rosso, ma che era così peccatori per non essere chiamati Democristiani! Oggi non è più intollerabile a vedere questi bacucchi masochisti a darci lezioni di Democrazia, in quanto la Balena Bianca camuffata da Cristianità è affondata, mentre alla deriva pezzi della carcassa, Follini, Cossiga, Scalfaro, Colombo, ti afferrano con le palle mosce per condurti in un liquame di piscia infetta! Ecco la polizia e tutte le forze dell’Ordine alla berlina dal G8 a Roma, quanti angioletti che con paletti ed estintori uccidono e feriscono, mentre i parenti osannati dalla Sinistra, festeggiati come martiri di Allah, facendoli pure “ Onorevoli “ invece, di vergognarsi di quanti sono terroristi mettendo a ferro a fuoco un giorno sì, ed uno no, le nostre città! Capite come i cittadini odiano i Politici ed hanno ragione! E’ mai possibile che un Carabiniere od un Poliziotto non sia un lavoratore? Vedere pezzi delle Istituzioni banderuola dell’illegalità, come chi dichiara il mio cuore e lì, con voi in piazza… Peccato che i miracoli non li possano fare per farci sognare, altrimenti avremo tanti “bravi” ragazzi: da Capanna a D’Alema nelle piazze insieme a Casarin e Caruso? D’Alema ci ha privato di un miliardo di euro per aiutare gli Hezbollah ed Hamas, è di ieri che, s’è visto la loro ferocia i t’Hamas, hanno fatto una strage in Palestina! Roma tra i topi e Rom con milioni di affamati Rumeni dopo una cura di Comunismo, Milano, sta esplodendo, Perugia dedita a notti d’insonnia, Bologna con l’arroganza di vederti sporcarti il parabrezza: una Polizia sguarnita delle primarie necessità con una paga da fame, mentre un Capo di Stato eletto dai Comunisti impera con salomonica fermezza! Non ci sto… ma a cosa, se tutto va a puttane e, lui non prende - come raccomandai al tempo della Napoli in munnezza - la ramazza? Invece, no! Questi criminalucci saranno Onorevoli o assunti presso strutture Pubbliche! CHIUDERE GLI STADI? Sì, con Amato e i tifosi farli pulire con la lingua tutto! Vincenzo - Matera
Il 14 Novembre 2007 alle 11:01 Roma, la marcia degli ultrà per i funerali di Gabriele Sandri » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] “Raccomando a tutti i tifosi di vivere il loro dolore in maniera corretta, in maniera cristiana, se sono credenti, in memoria di Gabriele, per affetto per Gabriele che vive in Dio, di non fare nessun gesto, di non approfittare di una situazione celebrativa per aggiungere problemi a problemi. Non si ottiene giustizia con la violenza, questo è sicuro”. Sono parole accorate quelle usate da don Paolo, il parroco che a mezzogiorno di mercoledì celebra i funerali di Gabriele Sandri, nella Chiesa San Pio X alla Balduina (zona nord di Roma). La raccomandazione del prete pare non sia scontata: a dare l’ultimo saluto a Gabbodj, ucciso domenica da un colpo di pistola sparato da un poliziotto in un autogrill sulla A1, ci saranno infatti molte delegazioni di ultrà, provenienti da diverse città d’Italia. Molte tifoserie organizzate di serie A, B e C hanno infatti dato la loro adesione e saranno presenti. E la preoccupazione delle forze dell’ordine, dopo la guerriglia urbana che ha messo a ferro e fuoco una buona fetta della capitale, è comprensibilmente alta. La polizia, nel pomeriggio di martedì ha compiuto più di un controllo nel quartiere e nelle strade vicine a via Attilio Friggeri, dove si trova la chiesa dei funerali. Da lunedì è infatti partito, soprattutto via internet, un intenso e veloce tam tam tra le curve più calde del nord, che stanno radunando le proprie delegazioni. I funerali saranno un momento di raccoglimento, ma la presenza degli ultrà assume anche un significato politico e di testimonianza, ancor più della presenza alle esequie dei vertici del calcio italiano, di tutta i giocatori e i dirigenti della Lazio, dei politici cittadini e nazionali (molti dei quali - da Fini a Veltroni alla Melandri - hanno fatto visita anche alla camera ardente del giovane laziale, mischiandosi tra le migliaia di cittadini comuni). Intanto in segno di lutto il sito tifonet, il portale che raccoglie informazioni sulle tifoserie di tutta Italia, ha deciso di continuare ad auto-oscurarsi. Un segnale simile anche dalla giunta comunale di Roma, che ha proclamato per oggi, dalle 12 alle 14 il lutto cittadino. Per l’occasione gli edifici del Comune di Roma, delle società, delle aziende, delle istituzioni e delle fondazioni comunali esporranno a mezz’asta la bandiera con i colori cittadini. [...]
Il 14 Novembre 2007 alle 18:22 Dal Cav. a Casarini, il 17 novembre tutti in piazza appassionatamente » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Basta tutto ciò a tranquillizzare la città? La Digos ha le antenne puntate da giorni sulla nebulosa no global e su quella delle tifoserie più avvelenate per il caso-Sandri. In realtà sembra difficile che tifosi ultrà, per buona parte affiliati all’estrema destra, possano accodarsi a un corteo dei centri sociali. Anche se avere come obiettivo comune la “lotta” alle forze dell’ordine potrebbe saldare due mondi così distanti e tradizionalmente opposti. Nonostante tutto, il sindaco Vincenzi si dice convinta che tutto scorrerà liscio: “Non bisogna urlare allarmi. La città verrà semplicemente ‘usata’ da un grande numero di persone. Piuttosto i genovesi evitino di usare l’auto privata”. Solo questione di traffico, insomma. Ma per non correre nemmeno il minimo rischio, la maggior parte degli esercizi commerciali di Genova (come in altre città d’Italia) rimarrà chiusa proprio sabato 17 novembre, per lo sciopero nazionale indetto dalle organizzazioni sindacali di categoria. [...]
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