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“Raccomando a tutti i tifosi di vivere il loro dolore in maniera corretta, in maniera cristiana, se sono credenti, in memoria di Gabriele, per affetto per Gabriele che vive in Dio, di non fare nessun gesto, di non approfittare di una situazione celebrativa per aggiungere problemi a problemi. Non si ottiene giustizia con la violenza, questo è sicuro”.
Sono parole accorate quelle usate da don Paolo, il parroco che a mezzogiorno di mercoledì celebra i funerali di Gabriele Sandri, nella Chiesa San Pio X alla Balduina (zona nord di Roma).
La raccomandazione del prete pare non sia scontata: a dare l’ultimo saluto a Gabbodj, ucciso domenica da un colpo di pistola sparato da un poliziotto in un autogrill sulla A1, ci saranno infatti molte delegazioni di ultrà , provenienti da diverse città d’Italia. Molte tifoserie organizzate di serie A, B e C hanno infatti dato la loro adesione e saranno presenti. E la preoccupazione delle forze dell’ordine, dopo la guerriglia urbana che ha messo a ferro e fuoco una buona fetta della capitale, è comprensibilmente alta. La polizia, nel pomeriggio di martedì ha compiuto più di un controllo nel quartiere e nelle strade vicine a via Attilio Friggeri, dove si trova la chiesa dei funerali.
Da lunedì è infatti partito, soprattutto via internet, un intenso e veloce tam tam tra le curve più calde del nord, che stanno radunando le proprie delegazioni. 
I funerali saranno un momento di raccoglimento, ma la presenza degli ultrà assume anche un significato politico e di testimonianza, ancor più della presenza alle esequie dei vertici del calcio italiano, di tutta i giocatori e i dirigenti della Lazio, dei politici cittadini e nazionali (molti dei quali - da Fini a Veltroni alla Melandri - hanno fatto visita anche alla camera ardente del giovane laziale, mischiandosi tra le migliaia di cittadini comuni). Intanto in segno di lutto il sito tifonet, il portale che raccoglie informazioni sulle tifoserie di tutta Italia, ha deciso di continuare ad auto-oscurarsi.
Un segnale simile anche dalla giunta comunale di Roma, che ha proclamato per oggi, dalle 12 alle 14 il lutto cittadino. Per l’occasione gli edifici del Comune di Roma, delle società , delle aziende, delle istituzioni e delle fondazioni comunali esporranno a mezz’asta la bandiera con i colori cittadini.
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Commenti
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Il 15 Novembre 2007 alle 11:38 La Fgci non ferma il calcio femminile » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il calcio italiano si ferma il prossimo weekend, il 17 e il 18 novembre, per ricordare la morte del giovane tifoso laziale Gabriele Sandri. Il calcio si ferma, sì. Ovviamente non può farlo la serie A, il cui campionato è già bloccato per gli impegni della Nazionale. Ma la serie B e la serie C non disputeranno partite. E… l’altra fetta di FGCI? Quella che non si trova quasi mai neanche nelle pagine eppur ampie della Gazzetta dello Sport, pur essendo rosa? Il calcio femminile gioca. Ha giocato ieri, 14 novembre, con un impegno di Uefa Women’s Cup (il corrispondente della Champions League maschile) del Bardolino Verona, squadra scudettata e prima italiana ad arrivare ai quarti di finale; gara di andata persa per 0 a 1 contro le danesi del Bronbdy IF, per dovere di cronaca. E giocherà nel weekend. Giocherà , indossando un segno di lutto, così come le altre categorie maschili di attività dilettantistica. Già , neanche la serie A femminile è considerata professionistica, nonostante diverse ragazze facciano le calciatrici di “professione” (seppur guadagnando come un operaio) e tanti sacrifici come i più blasonati uomini. Ma questa non è la sola differenza del calcio in rosa, che non si ferma. Le minute tifoserie delle squadre femminili (in Italia sono minute, al nord Europa e negli States di certo no) non si prendono a insulti e botte se si incontrano per caso negli autogrill, anzi, magari fanno il viaggio verso lo stadio insieme. Né tirano fumogeni o scooter dagli spalti. Né si sognano di prendere a sassate agenti di polizia, anche perché non c’è bisogno di agenti di polizia a scortarle. E nelle gare di campionato rischiano addirittura di sedersi vicine e non in curve opposte. Sarà perché il dio denaro non ingrossa le tasche delle atlete? Sarà perché si gioca ancora solo per pura passione? Sarà perché il calcio femminile è ancora figlio di un Dio minore? Per fortuna. [...]
Il 16 Novembre 2007 alle 13:15 Bamboccioni di tutto il mondo unitevi » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] “Saremo nelle piazze per chiedere che l’istruzione sia al centro delle politiche di questo governo” dice Giulia Tosoni, portavoce della Rete degli Studenti, “perché si approvi finalmente una legge nazionale sul diritto allo studio, una carta studenti che consenta l’accesso alla cultura per tutte e tutti, garantendo così autonomia sociale agli studenti e accesso ai più alti gradi dell’istruzione, come dice la nostra Costituzione”. E aggiunge: “Chiediamo anche più partecipazione alle scelte: nei mesi scorsi le associazioni studentesche troppo spesso sono state messe da parte, approvando provvedimenti senza ascoltare le nostre opinioni. Per questo chiediamo una legge sulla rappresentanza studentesca che aumenti il grado di democrazia nei luoghi della formazione e allarghi gli spazi della discussione fra le associazioni studentesche e chi decide per la scuola”. Insieme agli studenti universitari, inoltre, sarà chiesta l’abolizione del numero chiuso nelle università italiane. Ma lo spirito della Giornata è soprattutto di allegria, nel segno di cortei, concerti, spazi di creatività ed espressione giovanile. Nulla a che vedere quindi con le altre manifestazioni del 17 novembre, né alcun timore di infiltrazioni di ultrà in nome del tifoso laziale ucciso. “Saremo in piazza - continua il portavoce della Rete degli Studenti - per difendere i diritti degli esclusi, dei più deboli, dal nostro vicino di banco fino alle migliaia di studenti africani che a scuola non possono andare. Per noi è soprattutto un momento di festa”. [...]
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