Gli enti locali sono ”rosa”, ma non è abbastanza: ci sono tante donne che lavorano in comuni, province e regioni, con numeri in aumento negli ultimi anni, anche se in generale siamo ancora lontani dagli obiettivi europei del lavoro femminile, per raggiungere i quali il ministro Barbara Pollastrini auspica una ”terapia d’urto”, una ”rivoluzione culturale”.
In termini percentuali è il Comune di Torino l’ente locale che impiega il maggior numero di donne: queste corrispondono infatti al 67.96% dei dipendenti (8.338 su 12.269). In termini assoluti, invece, il capofila è il Comune di Roma dove sono impiegate 15.287 donne, pari al 63% del totale dei dipendenti.
A rivelarlo sono alcuni dati presentati oggi a Roma durante un convegno sulle pari opportunità nelle Pubbliche amministrazioni, in cui si sono confrontati rappresentanti di governo, amministratori e comitati delle pari opportunità di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Roma e Torino.
Il Comune di Milano dà lavoro a 12.710 donne (66,5%), quello di Genova a 4.044 (60,77%) e quello di Firenze a 3.068 (60,21%).
Fanalino di coda, tra i Comuni che oggi si sono messi a confronto, quello di Bari con 1.047 donne impiegate (51,65%).
Negli uffici ministeriali, a detta del ministro per le Riforme e le Innovazioni nelle Pubbliche amministrazioni, Luigi Nicolais, intervenuto al convegno, l’impiego delle donne nella prima fascia è aumentato negli ultimi tempi dal 15 al 20%, nella seconda fascia del 26 al 35%: in generale, nelle Pubbliche amministrazioni, l’impiego delle donne è passato dal 46% al 54%. Anche in occasione degli ultimi concorsi pubblici, le donne hanno superato gli uomini, arrivando a quota 60%.
Ma per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda di Lisbona, che prevede il raggiungimento del traguardo del 60% del lavoro femminile entro il 2010, il ministro delle Pari opportunità, Barbara Pollastrini, annuncia la necessità di una ”terapia d’urto”, cioè di ”un piano pluriennale che tenga insieme le varie dimensioni e livelli del lavoro femminile. Il progetto si delinea, fattivamente, negli interventi previsti nella Finanziaria 2008 e nel Protocollo sul Welfare, finalizzati all’incremento della partecipazione femminile al mondo del lavoro, secondo una visione d’insieme dei differenti profili di lavoro imprenditoriale, autonomo e dipendente”.
Il ministro Pollastrini ha dunque sottolineato la necessità di una ”rivoluzione culturale” e di ”norme transitorie per valorizzare finalmente i talenti e i meriti femminili”.
- Giovedì 15 Novembre 2007
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Commenti
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Il 15 Gennaio 2008 alle 10:02 chiara.donnemanager ha scritto:
La realtà di Genova vede oggi delle donne impegnate ai vertici: non solo in azienda ma anche nelle istituzioni locali. A noi sembra un buon segno. :-)
Ne abbiamo parlato qui: http://donne.manageritalia.it/.....elle-donne
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