Finanziaria survivor: se la maggioranza tira a campare (fino a Natale)

Il premier Romano Prodi durante una visita al Dipartimento della Protezione Civile, novembre 2007
In Senato ieri è stata battaglia. Più che sugli articoli e sul voto finale, sui tempi. Il voto finale, che era atteso per il pomeriggio, è slittato a oggi o addirittura a domani mattina. Nonostante le difficoltà a palazzo Madama è comunque probabile, al netto di acquisti notturni non impossibili e di curiosi giochetti della politica nostrana, che la Finanziaria passi nei prossimi giorni. A spiegarlo a Panorama.it è il senatore di Forza Italia, Maurizio Sacconi: “Il governo non cadrà ora perché tra un mese, sotto Natale, la finanziaria torna qui e sarà ben diversa”. In pratica, la manovra andrà alla Camera, dove verrà modificata dalla maggioranza e soprattutto dall’ala radicale, sostiene l’ex sottosegretario al Welfare del governo Berlusconi, che aggiunge: “La manovra che tornerà in Senato sarà molto più di sinistra di quella di adesso”. E quindi i centristi, Lamberto Dini in particolare, avranno parecchie difficoltà a digerirla: “L’accordo del 23 luglio ha iniziato il suo iter alla Camera” prosegue Sacconi “e ora entrerà nella Finanziaria: ed è la pura negazione della riforma pensionistica Dini. C’è un buco non coperto di 15 miliardi di euro. Dini non potrà votarla”.
Alle considerazioni tecnico-sociali di Sacconi si aggiungono quelle dei corridoi rossi, ma ovattati, di palazzo Madama dove ieri più di un senatore spiegava: “Perché mai dovremmo far cadere il governo oggi, quando possiamo tenerlo sulle spine ancora un mese?”. Considerazione a cui dalla maggioranza veniva replicato: “Non fate cadere il governo, perché sapete che se andiamo ad elezioni a voi dissidenti non vi ricandida nessuno”.
Il senatore di forza Italia Maurizio Sacconi, sottosegretario al Welfare nel secondo governo Berlusconi
Il senatore Maurizio Sacconi
Dunque ieri è stata battaglia a palazzo Madama perché l’opposizione ha chiesto l’allungamento dei tempi per valutare nuovi emendamenti. In realtà, spiegano dalla maggioranza, solo per fare ostruzionismo. All’inizio della giornata sembrava poter filare tutto liscio per l’approvazione della manovra da parte del Senato. Anche perché il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, aveva raggiunto l’intesa con il resto dell’Unione e i malpancisti sembravano poter essere ricondotti nell’alveo del voto favorevole. Ma la Cdl ha fatto le barricate e dopo ben due capigruppo si è arrivati alla decisione dello slittamento dei tempi. Per uno strano miracolo della politica italiana cantano vittoria sia la maggioranza che l’opposizione. Il capogruppo Ulivo, Anna Finocchiaro, sottolinea “la proposta di slittamento del voto con la possibilità di arrivare a venerdì mattina è stata avanzata dall’Unione”, mentre il capo dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani vanta:”Abbiamo vinto la nostra battaglia”.
E che la maggioranza possa farcela ne è convinto, non si sa se per scaramanzia o per certezza, anche il Cavaliere, che alla vigilia del voto finale sulla manovra nell’assemblea di Palazzo Madama, ha detto che l’implosione ci sarà, prima o poi. Per Berlusconi la crisi di governo incombe sempre come una spada di Damocle su Romano Prodi, ma la sua formalizzazione potrebbe avvenire “non necessariamente domani o in questi giorni, ma certo non possono durare a lungo”. E per questo il capo dell’opposizione ha messo alla frusta il suo partito mobilitando circa 10mila gazebo per raccogliere in questo fine settimana 5 milioni di firme per andare a votare. Un modo soft per tirare la giacchetta a Napolitano. Ma tanto, per ora, Prodi sopravvive.

Il VIDEO servizio:

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Commenti

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Il 15 Novembre 2007 alle 12:22 vincenzod ha scritto:

Io credo che la maggioranza durerà giusto il tempo che gli “ Onorevoli “ abbiano diritto alla pensione, o no? Io sono più che convinto che ” l’Onorabilità ” non ci azzecchi proprio, visto che è lampante e sotto gli occhi l’oscenità che ne fanno, del mandato ricevuto dagli elettori! Mi spiego, io sono convinto che lo facciano non per il bene dei cittadini, che li hanno votati, visto che al loro collegio questi neanche ci vanno a conoscerlo: forse, voi siete convinti che Arlacchi o Di Pietro conoscessero il Mugello? Che sempre Di Pietro e Ayala conoscessero la Lucania? Ecco il perché del mio scetticismo del r-andazzo (non il Senatore), che il mercimonio con VSP e Senatori dei collegi all’Estero sia come un voto di scambio, che è la velina, di come sia diventata melmosa la loro moralità! In poche parole, voglio dire che, non si fa un’operazione politica per il bene del Popolo Italiano, ma per l bene del proprio scranno! Così assistiamo sempre più, situazioni AL LIMITE DELLA DECENZA a cui i cittadini non ci credono più ai Politici, arrivando a superare soglia del 50% di rinuncia al voto.
Mai possibile accettare una mancata (definita da Iscariota, mattanza) strage a Roma e pensare che il toccasana del mondo sia rivedere Caino ed Abele, invece questi (pochi) Amadinajad, Gheddafi Saddan, Castro, Bin Laden e Kompagnuzzi del genere, salvargli le chiappe e i milioni di cittadini venire sgozzati, violentati e gasati da questa feccia? Che la morte è cosa grave, certo che lo è quando sia dovuto ad una dittatura, ma quando v’è in ballo la sicurezza nazionale, allora, non crediate, meglio la loro morte con un plotone d’esecuzione immediato? Meglio il 41 bis, cristianamente bello? Infine, mai chiedo se il popolo accetti passivamente, una risoluzione ONU, se questi, mai interpellati?

Il 15 Novembre 2007 alle 14:46 Tuula ha scritto:

Io penso che sarebbe meglio che arrivassero i carabinieri ed arrestassero tutti,ma proprio tutti.

Il 15 Novembre 2007 alle 22:39 jasone ha scritto:

Tuula.. sorrido ma quanto ti do ragione…
senatori a vita, via dalla struttura parlamentare. via.
dovrebbero essere eliminate per sempre quelle poltrone.
potrebbero suggerire dritte da casa anziche premere quando necessario il tastino salva governo….

Il 16 Novembre 2007 alle 9:50 Prodi e Berlusconi: la Finanziaria senza spallata non chiude il duello » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] La Finanziaria passa a Palazzo Madama con 161 voti contro 157. Ma il duello a distanza tra il Professore ed il Cavaliere, tra punzecchiature e sciabolate, sembra non riprendere mai fiato. Il via libera parlamentare alla manovra dà la carica al presidente del Consiglio che ha come primo pensiero, appena incrocia i giornalisti, quello di chiedere al suo eterno rivale di riconoscere pubblicamente di ‘’avere sbagliato’’ profetizzando una ‘’spallata’’ che alla prova dei fatti non c’è stata. Anzi, il voto a Palazzo Madama consegna ‘’intatta’’ la maggioranza, rivendica il presidente del Consiglio, come il giorno dopo le elezioni. Ma l’ex premier proprio non ci sta e replica immediatamente: ‘’L’attesa e prevista implosione del centrosinistra si è verificata. Le dichiarazioni del presidente Dini e del senatore Bordon hanno sancito la fine di questa maggioranza e di questo governo’’. Come in un virtuale ping pong, Prodi reagisce in tempo reale non solo garantendo che i frutti del buon governo arriveranno presto ma anche avvertendo che i ‘’conti si fanno a fine legislatura’’. Berlusconi ribatte confermando la ‘’chiamata alle armi’’ di tutti i cittadini per esprimere, con una forma, la sfiducia e la loro ‘’indignazione’’ verso l’Esecutivo. E il Professore chiude questo gioco a distanza nella notte invitando la destra a ‘’fare un esame di coscienza, a fare i conti con una strategia sbagliata, tutta puntata sulla spallata, su conti sbagliati e senza dare risposte sui contenuti’’. Ma che la partita, non solo tra i due sia ancora aperta, si è visto stamattina. ‘’Ieri l’implosione c’è stata perché due formazioni politiche hanno annunciato di non fare più parte della maggioranza’’. Cosi’ Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, in diretta telefonica alla trasmissione Panorama del giorno su Canale 5 ribadisce a Maurizio Belpietro che ‘’la caduta di questo governo è assolutamente solo rinviata’’. Secondo il Cavaliere, infatti, ‘’la prossima volta che un provvedimento passerà al Senato non ci sarà una maggioranza che lo voti e il presidente del Consiglio dovrà dare le dimissioni’’. MA Berlusconi si fa trovare agguerrito anche nei confronti dei suoi alleati. Alla lettera di Fini oggi pubblicata dal Corriere della sera il Cavaliere ha risposto che “un governo istituzionale sarebbe soltanto un espediente per rinviare il giudizio degli elettori’”. Di più ‘’Direi che nel centrodestra non deve cambiare niente: l’unità della coalizione è necessaria e credo che tutte le forze del centrodestra siano impegnate in questo. Se ci sono delle nuove idee che finora sono mancate io sono pronto a prenderle in considerazione: mi sono impegnato a cercare di fare implodere questa maggioranza e credo di esserci riuscito, e finora l’unico che si è mobilitato per dare voce alla volontà degli italiani sono proprio io’’. [...]

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