Berlusconi: il bipolarismo è morto, nasce il nuovo partito delle libertà

[i]19 Novembre 2007[/i] - Conferenza stampa di Silvio Berlusconi per presentare la sua nuova formazione politica.<br /> [i](©Photo by Massimo Di Vita)[/i]

Una pedana blu con due microfoni di fronte alle colonne del tempio di Adriano a Roma. È questa la scenografia scelta da Silvio Berlusconi per presentare il nuovo partito e dichiarare la morte del bipolarismo.

“Popolo della Libertà” o “Partito della Libertà” dovrebbe chiamarsi. Nascerà dal basso, dalla gente, nelle intenzioni del leader: “Non sarà una fusione fredda come quella avvenuta di recente per il Partito democratico. Nei gazebo allestiti da Forza Italia anche nel weekend prossimo raccoglieremo le adesioni degli altri partiti. E decideranno i cittadini il nome che avrà la nuova formazione politica”. Alle sue spalle campeggia però già un grande logo con la scritta “Popolo della libertà”, che evidenzia in qualche modo le preferenze del Cavaliere.

Berlusconi ha anche spiegato che il nuovo soggetto sarà l’equivalente italiano del Partito popolare europeo. Per la designazione dei vertici “non c’è altra via che passare per le assemblee o per elezioni” consultando i cittadini. “E le porte sono aperte, anzi spalancate, a tutti”. Nel merito, l’ex premier sottolinea che la sua forza aprirà un dialogo con il centrosinistra per una nuova legge elettorale che dovrà essere “non machiavellica, perché noi vogliamo un sistema proporzionale puro con sbarramento”. Anche perché oggi in Italia, secondo il leader azzurro, “con queste forze politiche, con queste individualità, il bipolarismo non è più possibile”.

Ma il capo di Forza Italia dice che il dialogo sulle riforme è ammesso solo se poi si torna alle urne. “Si possono fare anche con questo governo, a patto che poi si vada a votare”.

Su Fini, poche battute e il tentativo di smorzare la tensione: “Non rispondo alle piccole polemiche del momento o a polemiche occasionali sia quando vengono dai nostri alleati che dai competitors. Dobbiamo pensare alla mobilitazione della gente che vuole un partito unito dei liberali. Spero che chi non la pensi così possa cambiare presto idea”.

Il VIDEO del discorso di Berlusconi ripreso da Skylife:

Commenti

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Il 20 Novembre 2007 alle 2:24 luanmagi ha scritto:

Molte le critiche e i sorrisini di compassione o di superiorità. Le battutine idiote si sono sprecate (mi raccomando si fermi quando arriva a 52 milioni…)dimenticando che la politica è bene di tutti, e non loro appannaggio personale. Appartiene al magut come al professore, senza distinzione di sorta. Ormai non capiscono più nulla, è il popolo che li ha messi lì, non Dio. E allora, esisteva momento migliore di quello in cui oltre 8 milioni di cittadini elettori (non sedicenni) urlano che vogliono una svolta politica? Non credo. Con e in mezzo alla gente. Dove si fa e dove nasce la politica vera. In molti se lo sono scordato, specie a sinistra.
L’uomo è un imprenditore, pragmatico, non un lezioso fine dicitore di quei sofismi politici, che la gente, malgrado il lunghissimo rodaggio, ancor oggi non comprende. Quello che ha detto e quello che farà, se quei signori scendono dal pero, è, anche per loro, di facile comprensione. E’ stanco di perder tempo, di cui non ha più riserve illimitate. Andrà da solo. La coalizione è saltata. Rispetterà gli impegni con la Lega, sia perchè uomo di parola sia perchè rientra nei suoi programmi di management dell’Italia. Casini e Fini dovrebbero essere soddisfatti, ha chiesto una riforma elettorale sul modello da loro invocato. Se vorranno seguirlo bene, altrimenti amen. Un imprenditore imposta la sua azione e la sua forma mentis sulla necessità di scelte continue, spesso e volentieri, determinanti. Se sbaglia paga. Rischio dopo rischio, se sopravvive abbastanza a lungo, affina una sensibilità particolare e un intuito notevole sul significato degli eventi. Un politico italiano opera spesso e volentieri sulle non scelte, ma se sceglie e sbaglia, paghiamo noi. Non siamo ancora alla repubblica delle banane, ma la china è quella.

Il 20 Novembre 2007 alle 10:02 CiroCipolla ha scritto:

Una iniziativa lodevole.Un partito popolare aperto a tutti,anche ai diniani.Un programma politico più centrista e moderato.Secondo i sondaggi,raccoglierà il 40% dell’elettorato.Un fronte d’urto per dialogare per le riforme elettorali e costituzionali.

Il 20 Novembre 2007 alle 10:41 Dopo l’exploit di Berlusconi, ecco i bipolaristi per convinzione o per necessità » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Silvio Berlusconi allarga Forza Italia, cambia nome e spiazza, come spesso gli capita, tutti. Scompaginando i piani dei parrucconi, anche suoi alleati. Sostanzialmente ha detto: “Volevate il partito unico? Eccolo. Il partito unico sono io”. Il Partito delle Libertà o il Popolo delle Libertà (il nome ha detto il Cavaliere lo sceglieranno i cittadini aderenti) spariglia. E con la mossa del cavallo della scelta del proporzionale e dell’abbandono del bipolarismo va a trattare direttamente con Walter Veltroni sulla legge elettorale. Il nuovo partito del Cavaliere potrebbe anche avvicinarsi al 40%, dicono le prime rilevazioni: a Forza Italia andranno aggiunti Gianfranco Rotondi della Dc, Francesco Storace de La Destra, De Gregorio, Carlo Giovanardi dall’Udc e qualche altro da Alleanza Nazionale. Insomma un testa a testa con il Partito Democratico di Veltroni. In un sistema che entrambi vogliono proporzionale e con sbarramento ai piccoli. Oltretutto Veltroni e Berlusconi si cautelano contro il possibile referendum: essendo i due partiti più grossi mirano a quel benedetto premio di maggioranza per il partito più grande che sta scritto nell’esito referendario. Ma la vera novità di ieri è l’abbandono del bipolarismo. Auspice, lo ha detto lo stesso Berlusconi, ne è Giuliano Ferrara. Il direttore del Foglio, da sempre tra i grandi consiglieri del Cavaliere, ha convenuto che il tempo del bipolarismo è finito. Ma chi è favorevole al bipolarismo? Panorama.it ha trovato quattro categorie. [...]

Il 20 Novembre 2007 alle 18:37 pasmes ha scritto:

Trattandosi di un nuovo partito moderato e centrista del “Popolo delle Libertà”, si spera che si cominci con l’instaurare un sistema di gestione politica che veda la partecipazione diretta della base e che le scelte partino dal basso verso l’alto, e non il contrario, come solitamente avviene oggi. Spero inoltre che si arrivi a definire con maggiore precisione cosa si intende per “Libertà” e come fare per reaizzarla.

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