
Dai fuoristrada alle biciclette. Il Corpo forestale dello Stato cambia mezzo e filosofia. Lo fa per un motivo semplice, quasi banale, uno di quelli che fa esclamare “Vero! Perché non pensarci prima?”. Le auto inquinano e spaventano la fauna selvatica. Per questo i boschi, d’ora in poi, si sorveglieranno in bici. E per questo è stato appena presentato (dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro) un protocollo d’intesa tra Corpo forestale dello Stato e Federazione ciclistica italiana e sono entrate in funzione le prime “pattuglie velomontate” della Forestale.
Si tratta di un nucleo sperimentale che avrà il compito di tutelare il patrimonio ambientale all’interno delle aree protette, delle riserve naturali statali, dei parchi nazionali e urbani. Ambienti naturali di estrema fragilità, in cui la presenza umana andrebbe sempre adattata ai delicati equilibri dell’ecosistema. A questo primo nucleo, impiegato nel parco di Villa Borghese a Roma e nella Pineta di Castelfusano a Ostia per collaudare i mezzi e gli equipaggiamenti (le guardie avranno infatti una tuta speciale), si aggiungeranno presto altre pattuglie in mountain bike in tutti i presidi territoriali del Corpo forestale dello Stato.

- Lunedì 19 Novembre 2007
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Commenti
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Il 21 Novembre 2007 alle 13:50 vincenzod ha scritto:
QUESTA E’ UN’IDEA E UN’ OCCASIONE PER I CONDANNATI - ANZICHE’ CARCERARLI - NON VI PARE?
Mi chiedo, perchè non educare i carcerati? un cittadino colpevole di reati lievi non può scontare nella sua abitazione con un lavoro obbligatorio? Questo avverrà con microchip gps, per il periodo di condanna! Io dico che il condannato non avrà lagnanze contro il Patrimonio, se una volta terminato il periodo avrà libertà, imparato un mestiere e potrà ritenersi incensurato! Insomma, pensateci perché dare un contributo alla società, se la carcerazione lo bollerà per sempre? La famiglia scombussolata e i figli? Dei figli, nuovi ladruncoli o invitati a delinquere? Pensate se questo sia la prima volta di un errore o innocente e comunque un reato lieve! Ecco questa è l’opportunità di usare una via sperimentale per i più sfortunati: un modo di aiutare la società senza emarginarli.
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