L’ultima spiaggia di un leader che non si rassegna ad uno scenario politico che cambia rapidamente. Un colpo di teatro per mascherare la sconfitta in Senato. Una ritorsione personale contro gli attacchi di Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini, giunti un minuto dopo la fallita spallata a palazzo Madama. Sul perché Silvio Berlusconi abbia annunciato la nascita di un nuovo partito - il Partito del popolo italiano; variante, il Partito del Popolo e della Libertà - e lo scioglimento in esso di Forza Italia, le interpretazioni si sprecano. Tutte plausibili, ma non è possibile non tenere conto della realtà , cioè dei numeri.
Dunque Berlusconi continua a perdere in Parlamento e la sua strategia di far cadere il governo con campagne acquisti nella maggioranza si è rivelata, almeno per ora, una delusione. Delusione accentuata dagli annunci che lo stesso Cavaliere aveva provveduto a diffondere in tutte le occasioni. Fosse rimasto in silenzio nessuno gli avrebbe rimproverato alcunché: anzi, oggi si parlerebbe dei problemi di Romano Prodi, non di quelli del centrodestra.
Al tempo stesso, però, anche se la Cdl sembra non esistere più, tutti i sondaggi continuano ad evidenziare un costante calo di consensi per il governo, nonostante il primo via libera alla Finanziaria, e l’esaurimento dell’effetto Walter Veltroni per il Pd. Gli stessi sondaggi (quelli ritenuti imparziali) segnalano che il centrodestra resta largamente maggioritario nel Paese, mentre se si votasse oggi Forza Italia diverrebbe probabilmente il primo partito.
Ma c’è un dato che forse sfugge a molti. Sempre se ci fidiamo dei sondaggi, il consenso dell’Unione prodiana è inferiore a quello del Pd, che pure dell’Unione fa parte. Un paradosso che tuttavia segnala che prima o poi tra Prodi e Veltroni si giungerà a un regolamento di conti.
Ecco, se si tiene conto di questi elementi, allora la mossa di Berlusconi appare un po’ meno propagandistica di come rischia di essere. In altri termini il Cavaliere potrebbe aver deciso di giocare la propria partita direttamente contro il Pd di Veltroni. E sa che per affrontarla e vincerla deve allestire un contenitore politico più ampio e soprattutto più nuovo di Forza Italia. Per due motivi: se si andrà davvero a una trattativa sulla riforma elettorale, vuole sedersi lui al tavolo con il sindaco di Roma, e vuole farlo da una posizione di forza. Idea del resto condivisa dall’altra parte: di fronte alla fila di aspiranti negoziatori, a cominciare dall’Udc e An, Veltroni continua ripetere che l’interlocutore vero è Berlusconi. Il che fa pensare che anche il segretario del Pd dia per scontata una corsa a due tra il suo partito e Forza Italia (o i suoi eredi).
Non solo. Se il negoziato sulla riforma elettorale fallisse sarebbe inevitabile il referendum. Che assegna il premio di maggioranza non più alle coalizioni ma al partito vincitore. Veltroni si sta già attrezzando a questa eventualità , trasformando il Pd in un super-contenitore del centrosinistra; ed i suoi alleati moderati o massimalisti sono tutti in allarme. Altrettanto potrebbe fare Berlusconi con il nascituro Partito del popolo. Una sorta di Forza Italia allargata a tutte le minoranze della ex Cdl, dalla Destra di Francesco Storace ai nostalgici della Dc e del Psi. Operazione rischiosa, e soprattutto da verificare alla prova della credibilità : non è la prima volta (e non sarà l’ultima) che Berlusconi annuncia la nascita di qualche cosa. Chiedere conferma a MVB, Michela Vittoria Brambilla. Operazione, però, che avrebbe un senso al di là della propaganda.
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- Lunedì 19 Novembre 2007

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Commenti
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Il 19 Novembre 2007 alle 13:20 CiroCipolla ha scritto:
Oltre che di fantacalcio si può anche di fantapolitica:
1) G. Napolitano cede il mandato per ragioni di salute;
2) S.Berlusconi viene eletto, da PD e centrodestra, Presidente;
3) Veltroni e Michela Vittoria Brambilla fanno le riforme elettorali, Prodi continua a governare
Il 19 Novembre 2007 alle 13:54 vincenzod ha scritto:
Bene ha fatto il Cavaliere a chiudere la porta a distorsioni, come paventa Libero di Feltri - che poi secondo il Dr. Vittorio è anche problema di gnocca! Magari fosse stato un conflitto, detto da tutti quello che l’odiano o non sono né in sintonia né in buoni rapporti, basta leggersi alcuni stralci di stampa di personaggi stabili o di passaggio a Mediaset, come Mentana, Funari, Santoro e Costanzo che s’è mai permesso di interferire su chicchessia! Io però una legnata l’avrei data a chi rompe i marroni. o no? Ma la realtà l’ho descritta poco prima del voto: troppi centravanti e palle solo una! Difatti questo modo di fare di Casini e Follini ha portato alla sconfitta per i 24 mila ri-coglioni. Ora la palla è sua ed è l’unico, senza equivoci. La Destra, esiste, la Nuova DC al centro, Carlo Giovanardi se deve scegliere sceglierà di sicuro Berlusconi, Casini farà compagnia con Follini aiutando suocero e moglie, capitalisti con molti giornali e palazzinari. Io credo che alla testa ci sarà un personaggio sconosciuto, ma con le cosiddette. Il Popolo delle Libertà Italiano, ce la può fare alla grande con l’aiuto di Bossi se vuole un po’ di Padania anziché le patane, che sono patate lesse sciape.
Il 19 Novembre 2007 alle 14:43 voltaire ha scritto:
Questo é il momento più delicato; Berlusconi non deve e non può sbagliare la costituente del partito, che deve essere aperta a tutti gli uomini e le donne di buona volonta,
Il problema maggiore viene dai due galletti: Fini casini, in questo nuovo quadro politico non ci sarebbe posto per queste due prime donne; Pensandoci bene Casini non può entrare nel PD, farebbe solo la “soubrette”, per lui si presenta una sola prospettiva un partitino del 3% con con i suoi compari follini, mastella, prospettiva che male accetterà ,. da quella parte verranno ogni sorta d’ imbrogli, per questo non bisogna abbassare la guardia;
Altro consiglio che bisognerebbe dare a Berlusconi stare attento a Lombardo in Sicilia, questo signore é della stessa razza di mastella, casini e company; Oggi presidente della provincia di Catania, con la prospettiva della presidenza della regione Sicilia, questo signore utilizza già il voto di scambio ha fatto eleggere il fratello alla regione con quel tipo di voti; Qui i nostri tre compari saranno molti attivi
Tutti noi sappiamo quanto la Sicilia sia stata determinate per il centro destra; ATTENZIONE , ATTEZIONE
Il 19 Novembre 2007 alle 14:44 cini ha scritto:
Se come descritta da Veltroni,la fondazione,da parte del Cavaliere,del nuovo partito Popolare della libertá,,dopo aver raccolto in meno di tre giorni piú di sette milioni di firme,una sconfitta,noi simpatizzanti auguriamo al Grande Silvio,”mille altre simili sconfitte”.
Il 19 Novembre 2007 alle 15:49 Corrado Buccieri ha scritto:
Se Berlusconi l’ha fatto, vuol dire che non ne può più di Fini e Casini… Poi Veltroni pare che volesse arruolare nelle
sue file Veronica Lario Berlusconi, e nel contesto sembra che PD e PPL dicano le stesse cose… Alla fine si uniranno,
alla faccia di tutti, e speriamo nella nuova era.
Il 19 Novembre 2007 alle 15:50 dubbioso ha scritto:
Evviva, finalmente avremo un Italia moderna, con un forte P.P. ( Partito Populista ) rispettato nel mondo, con a capo il re del trapianto del capello a caccia dei parrucconi della politica!! Finalmente qualcosa di nuovo all’ orizzonte : Forza Italia , ne hai bisogno.
Il 19 Novembre 2007 alle 16:09 nhico ha scritto:
Tutte le prime penne della cosiddetta stampa non schierata, anche questa mattina, ignorando un evento che ha fatto impallidire tutti i precedenti analoghi eventi portati avanti dalla sinistra, continuano a volerci far credere che lo sconfitto è Berlusconi. Rifiutandosi di vedere il malumore, che diventa sempre più oceanico, degli italiani. Ma prima o poi, stampa e politici (di destra e di sinistra) devono fare i conti con questo nuovo partito.
Il 19 Novembre 2007 alle 19:00 terranostra ha scritto:
Il popolo della libertà avrà una adesione oceanica.Sarà il maggior partito di centro destra che dialogherà con il PD per la nuova legge elettorale,tipo tedesco con sbarramento al 10% su base regionale.
Intanto,il governo Prodi governerà fino alla fine dei lavori per l’intesa.
Il 20 Novembre 2007 alle 16:42 Che vuol dire Pdl? Gli elettori di Berlusconi decidono on line tra popolo e partito » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Finora (ore 16.00): 54,85% a 45,15%. Cioè stanno vincendo gli elettori di Forza Italia (e non solo) che, come nome del nuovo partito lanciato da Berlusconi vorrebbero Il Popolo delle libertà . Plausibile il risultato, in linea con il discorso anti-parrucconi fatto dal Cav durante il discorso programmatico di fronte alle colonne del tempio di Adriano a Roma. Insomma, ancora inebriati dai sette milioni e passa di firme raccolte nel week end, gli organizzatori dei gazebo azzurri hanno dato immediata “attuazione alle indicazioni del presidente Berlusconi”, come ha spiegato Antonio Palmieri, responsabile del sito, offrendo la possibilità alla gente (al popolo, appunto, e partendo dal basso) di scegliere on line come dovrà chiamarsi il nuovo soggetto politico, annunciato nella domenica milanese in piazza San Babila. Ieri il Cavaliere lo aveva detto: “Saranno i cittadini a decidere”. Detto, fatto: chiunque può andare sul sito di Forza Italia e con un semplice clic (sono più di 4,5 mila, per ora) dare la propria preferenza. Stavolta, però, per prevenire le critiche sull’assenza dei controlli - che avevano messo qualche dubbio sull’autenticità delle firme di rivotiamo.it - le opzioni sono solo due e si può votare una sola volta: se si prova a farlo due volte dallo stesso computer, infatti, appare un messaggio: “Hai già votato, il tuo voto non verrà preso in considerazione”. Una piccola nota in fondo alla videata spiega infine che “i risultati riflettono le opinioni di coloro che hanno scelto di partecipare; pertanto non possono essere assunti come rappresentativi delle opinioni di tutti i naviganti né dell’insieme degli iscritti o dei simpatizzanti di Forza Italia”. [...]
Il 11 Dicembre 2007 alle 10:34 L’ira funesta di Fini? Quella di un leader che non vede futuro » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Totalmente spiazzato dal famoso “discorso del predellino” con il quale Berlusconi ha lanciato il nuovo partito, ma soprattutto dal quadro politico che uscirebbe da un’intesa su una legge elettorale proporzionale, Fini può accampare delle buone ragioni nella forma, ma non nella sostanza. Per almeno due motivi. Era stato lui stesso, un minuto dopo la fallita spallata del centrodestra sulla Finanziaria, a scrivere, in una lettera al Corriere della Sera, che l’esperienza della Casa delle Libertà era da considerarsi conclusa. E che andava avviato un dialogo con il centrosinistra per riformare il sistema politico. “Per andare a votare bisogna cambiare la legge elettorale”, aveva detto il 16 novembre. Secondo motivo, Fini ha incontrato Veltroni prima di Berlusconi: trovando un accordo sulle riforme istituzionali, ma non sulla legge elettorale. [...]
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