
Silvio Berlusconi allarga Forza Italia, cambia nome e spiazza, come spesso gli capita, tutti. Scompaginando i piani dei parrucconi, anche suoi alleati. Sostanzialmente ha detto: “Volevate il partito unico? Eccolo. Il partito unico sono io”. Il Partito delle Libertà o il Popolo delle Libertà (il nome ha detto il Cavaliere lo sceglieranno i cittadini aderenti) spariglia. E con la mossa del cavallo della scelta del proporzionale e dell’abbandono del bipolarismo va a trattare direttamente con Walter Veltroni sulla legge elettorale.
Il nuovo partito del Cavaliere potrebbe anche avvicinarsi al 40%, dicono le prime rilevazioni: a Forza Italia andranno aggiunti Gianfranco Rotondi della Dc, Francesco Storace de La Destra, De Gregorio, Carlo Giovanardi dall’Udc e qualche altro da Alleanza Nazionale. Insomma un testa a testa con il Partito Democratico di Veltroni. In un sistema che entrambi vogliono proporzionale e con sbarramento ai piccoli. Oltretutto Veltroni e Berlusconi si cautelano contro il possibile referendum: essendo i due partiti più grossi mirano a quel benedetto premio di maggioranza per il partito più grande che sta scritto nell’esito referendario.
Ma la vera novità di ieri è l’abbandono del bipolarismo. Auspice, lo ha detto lo stesso Berlusconi, ne è Giuliano Ferrara. Il direttore del Foglio, da sempre tra i grandi consiglieri del Cavaliere, ha convenuto che il tempo del bipolarismo è finito. Ma chi è favorevole al bipolarismo?
Panorama.it ha trovato quattro categorie.
I bipolaristi convinti
Sono quelli che dall’abbandono del bipolarismo ne avrebbero solo da perdere. Romano Prodi in primis. Che perderebbe la poltrona di premier. Gianfranco Fini che dovrebbe abbandonare An e la sua storia.
Gli ex bipolaristi spiazzati e convinti per forza. Italia…
Sono soprattutto gli azzurri. Infatti il Cavaliere ha messo in crisi tutti. Pure gli azzurri. Sconfessando la linea che portava avanti la coppia Bondi-Cicchitto, che è stata addirittura invitata a non esporsi troppo.
I centristi bipolaristi, ma non tanto
Sono quelli che a parole sono favorevoli al bipolarismo. Ma che si muovono per il ritorno al proporzionale, che di fatto permetterebbe un’aggregazione centrista. Dalla pattuglia dei diniani dell’ex presidente Lambertow a Francesco Rutelli a Pierferdinando Casini fino a Savino Pezzotta e Clemente Mastella.
Gli antibipolaristi
Quelli che il bipolarismo proprio non lo sopportano proprio e bramano il proporzionale come il miglior sistema rappresentativo possibile. Da Fausto Bertinotti (il Presidente della camera lo ribadisce anche oggi sul Corriere della Sera) a Walter Veltroni all’ex Udc e ora Pd, Marco Follini. Da Michela Vittoria Brambilla fino a Marcello Dell’Utri. Quindi i centristi che potrebbero diventare satelliti di Berlusconi. Da Sergio De Gregorio a Giuseppe Pizza, da Gianfranco Rotondi a Carlo Giovanardi. Posizione a sé per Umberto Bossi e la Lega che rimane sempre al fianco di Berlusconi in maniera federata.
Controcorrente l’opinione del leader del Partito Repubblicano, Francesco Nucara, che a Panorama.it spiega: “Non credo affatto che si tratti della fine del bipolarismo. Il sistema proporzionale lo consente come si è visto anche con la Prima Repubblica fra Dc e Pci”. Per Nucara, che è uomo all’orecchio del Cavaliere: “l’unica differenza è che oggi Berlusconi con questo sistema chiede più comprensione dai suoi alleati se stanno sulla stessa barca”.
Come analizzare dunque la mossa del cavallo del Cavaliere? Ecco l’opinione del professor Augusto Barbera, costituzionalista e referendario della prima ora: “Come Veltroni ora Berlusconi punta ad un partito a vocazione maggioritaria. Parla di fine del bipolarismo, e questo potrebbe significare due cose: la prima, che pensa di tornare al proporzionale della Prima Repubblica, dove il partito di maggioranza relativa ottiene l’incarico di formare il governo. Lo scontro sarà a due, tra il Pd di Veltroni e il Pdl di Berlusconi”.
Berlusconi avvia dunque una nuova fase politica. Che forse darà al Paese una nuova legge elettorale. Certamente, si è aperta una stagione. Nuova. Meno stagnante della attuale.
- Martedì 20 Novembre 2007
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Commenti
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Il 20 Novembre 2007 alle 11:36 pacato ha scritto:
Sono stato tra i più strenui difensori di Berlusconi, specie nell’ultimo periodo quando Fini e Casini, dicevano a Berlusconi che il Centrosinistra aveva vinto non essendo caduto Prodi e che bisognava ormai, chiudere un capitolo di opposizione ed aprirne un altro di dialogo.
Ed io modestamente ho continuato a dire, forse tra i pochissimi in Italia, che Berlusconi non aveva affatto perso, anzi che lui ne era uscito vittorioso dalla vicenda della Finanziaria, perchè s’era verificato quello che lui pronosticava da giorni, l’implosione del Governo, implosione che puntuale è arrivata con la dissociazione di Dini e Bordon dal Governo al momento del voto sulla Finanziaria.
Dicevo pure che Fini e Casini stavano sbagliando di grosso e che il loro voler dialogare con il governo-Prodi appariva agli occhi della Gente come un patto consociativo con la Sinistra teso a metter fuori gioco Berlusconi.
E dicevo pure che la Gente non avrebbe seguito Fini e Casini, che la Gente avrebbe seguito Berlusconi, perchè la Gente, di Prodi e del suo Governo e delle Riforme, non ne vuol più sapere, vuole solo che lui se ne vada a casa.
E così è stato, sappiamo del grandissimo successo personale che Berlusconi con la sua iniziativa personale ha ottenuto. Una cosa davvero da scrivere negli annali della Storia Politica, un bagno di folla come non era mai successo. Si parla di 10 milioni a ieri sera e se la iniziativa dovesse continuare, la cifra sicuramente continuerà a salire.
Detto della straodinaria vittoria di Berlusconi e degli errori di Fini e Casini bisogna andare oltre per vedere lo scenario politico che si andrà a prefigurare.
Berlusconi ha fatto suo in tutto e per tutto, quello che Casini diceva da tempo: che il Bipolarismo in Italia non ha ragione d’esistere perchè è un bipolarismo ingabbiato che costringe ad alleanze subìte. E’ esattamente tutto quello che ora va dicendo Berlusconi, con la piccola aggiunta che Berlusconi si è collocato politicamente dove Casini mirava d’andare, al Centro.
E allora per Casini, se le cose dovessero rimanere così, senza che lui si aggreghi nel Popolo della Libertà, a Casini rimarranno pochissime briciole…
E allora a Casini e Fini non rimane altro, a parer mio, se vogliono ancora contare significativamente in Politica … di fare un Partito della Destra Italiana …
Fini, sa benissimo che dalla sua ha ancora tantissima Gente che lo stima e il mezzo milione di persone che sono andate alla sua manifestazione ne sono la prova …
Fini, in queste ultime uscite ha sbagliato una volta sola, ed è stata quella accennata prima, di essersi schierato con la Sinistra e contro Berlusconi, per quello che lui riteneva in buona fede essere un suo dovere di politico: fare le Riforme. Ma ha sbagliato a non calcolare l’intensità della rabbia della Gente contro il Governo-Prodi, che ha manifestato con la sua massiccia partecipazione alla manifestazione di Berlusconi …
Solo in questo ha sbagliato Fini. In altre uscite, Fini ne era uscito vincitore al confronto di Berlusconi: per esempio sull’indulto, che Fini ed An, hanno votato convintamente e decisamente contro… e si va ancora alla quasi sommossa popolare che ha fatto seguito all’assassinio della povera moglie dell’ufficiale ad opera del delinquente romeno, quando Fini è stato il più puntuale a cogliere il delicato momento della protesta popolare ed a fare precise e decise proposte per l’immigrazione irregolare … E si va ancora alla campagna antidroga che per An da sempre è considerato un fiore all’occhiello, al pari della lotta senza “se e senza ma” alla Delinquenza d’ogni genere con pene severe e reali, per la Sicurezza dei Cittadini … E c’è il valore della Famiglia, che An da sempre ne è uno degli alfieri più convinti.
Sono tutti temi inconfutabilmente di Destra assai importanti e sentiti dalla Gente … Ma ora è il momento di rilanciarli con un nuovo progetto Politico che gli ridia rinnovata forza e decisione …
Quindi Fini [con Casini?] rilanci la Destra Italiana in grande stile e lascino pure il Centro a Berlusconi …
Tantopiù che con Berlusconi al Centro … vince pure la Destra … non certo la Sinistra …
Il 20 Novembre 2007 alle 12:23 luanmagi ha scritto:
Questa legislatura non è mai stata incentrata, sostanzialmente, sul bipolarismo, ma è stata governata secondo gli schemi antichi della prima repubblica. Bipolarismo si ha quando due partiti (USA, UK), o due coalizioni (D), si contrappongono politicamente, esprimendo filosofie di gestione del sociale diverse e contrapposte. Considerato che non abbiamo due partiti, ma due pseudo coalizioni, il minimo richiesto è che, almeno al loro interno, siano coese sulle linee generali. Se su questa base si dovesse decidere se esiste il bipolarismo la risposta è no. Se poi si và più in là nell’analisi, considerato che i cittadini “leggono” un Polo o l’altro in base ai programmi, il Presidente della Repubblica potrebbe anche comprendere che non è mai esistito un Polo di maggioranza che amministri il Paese, e trarne le conclusioni. Per questo può non servire un voto in Senato, ma la semplice constatazione che dei Senatori della maggioranza hanno dichiarato, pubblicamente, che questa esperienza di governo è finita, ed è fallimentare per il Paese. Non sono bruscolini. Di minimo li dovrebbe convocare per capire se esiste una maggioranza o meno. A Lui è devoluta la funzione massima di tutela dell’interesse del Popolo Italiano, non a Prodi o ad altri. E’ un fatto che la storia ricorderà come periodo di massima ipocrisia e cinismo politico: la coesione dettata dall’anti berlusconismo, individuando nell’uomo il male massimo per il Paese e il momento di massima coesione. Si ritorna, ma in peggio, all’epoca dei guelfi e dei ghibellini.
Se milioni di Italiani chiedono un cambio il Presidente può ascoltarli?
E poi, il bipolarismo nostrano, come detto, è una barzelletta di comodo. Ma in questo momento non fà ridere. Una cosa è certa, non si può chiudere qualcosa che non è aperto. Il problema dei politci oggi è quello di garantirsi, tramite i meccanismi delle elezioni, la rielezione. Dispiace solo che non è per questo che erano stati eletti. Il servizio part time dell’interesse pubblico non è accettabile.
Il 20 Novembre 2007 alle 12:26 luanmagi ha scritto:
Chiedo scusa fin d’ora ai Guelfi e ai Ghibellini, loro si battevano per qualcosa di diverso dalla conquista della poltrona.
Il 20 Novembre 2007 alle 13:42 vincenzod ha scritto:
Condivido alcuni post, ma se come sappiamo gli elettori sanno quello che vogliono, dei Politici sappiamo che vogliono solo una cosa: la BARCA! Ovvio, una metafora per dire che vogliono potere e per questi, ancora per questi lavorano non per gli elettori, basta guardare gli ultimi mesi, acquisizioni e tentate scalate e rimesso lo zampino in parecchi proprio: chi tocca i fili… Mentre la Giustizia arenata, senza l’altra Giustizia, non alza la testa! Così l’exploit di Berlusconi, un uomo con le cosiddette, io ve lo svelai, quando lo incontrai ad un meeting in un centro culturale con tutti i big dei media degli anni ’80, il Cavaliere prese la parola e ci inchiodò per 4 ore alla sedia, per ascoltare ciò che poi, di fatto, ha fatto della Televisione! Accusato di Populismo, non più misero “nano” ma “mafioso“ con Partito di plastica, mentre i “ Parruconi divenuti Pannoloni non hanno mai perso la via, di azzoppare il loro Paese, poiché saranno ricchi, famosi e colti, ma di coscienza credo proprio di no! I grandi Poteri (Confindustria ) non perdonano a Berlusconi di essere entrato nella Casta, e né esce incontrando la gente, quella che Bertinotti disprezza, il “Populismo“. Così per tutti quelli, che vogliono andare a Governare l’Italia, deve stare attento a quei DUE: la Giustizia e il Sindacato - che ha superato l’indecenza di stare lontano del famoso “Populismo“ - sono entrati con la Magistratura in Politica e nella stanza dei bottoni che, a differenza dello PSI, ricordate che senza la DC, non poteva pigiare nessun bottone. Bene, questi li pigiano, ma ogni volta è un flop e la verità è sotto gli occhi di tutti: malagiustizia, sicurezza, famiglia, infrastrutture zero, controlli in cantieri pochi e riforme aspetta e spera, così facendo, le mafie si impadroniscono di uomini e parti del Paese! Oppure, una deriva di mele marce e LEVA MEDIATICA ( Vallefottopoli, Calciopoli e Manus Sporche ) e come già assorbito nel Governo Berlusconi la TRIPLICE usava la leva dello SCIOPERO con miliardi di ore perse. Fateci due conti, persi almeno il 3% di PIL? Non vero? Allora perché Sarkocy sta tribolando proprio di chi non ha mai lavorato, ma arrivano al Potere con un LORDO di 3/5 miliardi per attività? Sic…? Vincenzo Alias Il Contadino vincenzocontadino@yahoo.it Matera
Il 20 Novembre 2007 alle 14:38 CiroCipolla ha scritto:
Le strategie per limitare i danni di un governo spesso percorrono vie lastricate da accordi,promesse e indicazioni politiche.Il bandolo della matassa è trovare una sceneggiatura ad un copione e a personaggi già noti.
Il 20 Novembre 2007 alle 17:00 marietto ha scritto:
Caro Vincenzod,
ma tu, quando scrivi questa roba, pensi di comunicare qualcosa a noialtri? O il tuo è un puro esercizio letterario solipsistico, tipo Finnegans Wake?
Il 20 Novembre 2007 alle 17:38 francoazzurro ha scritto:
SULVIO BERLUSCONI: la riscossa di un vero statista
Dopo più di 13 anni di rospi ingoiati da parte delle Procure e da alcuni alleati della sua coalizione, Berlusconi torna sulla scena politica più determinato che mai. In soli due giorni ha sbaragliato i giochi del teatrino della politica e messo a tappeto tutti gli avversari, anche quelli della sua coalizione: altro che pugile suonato per la sconfitta in Senato sulla finanziaria!
La sua mossa fulminea ricorda il duo francese De Gaulle-Sarkozy, quando, a seguito del maggio parigino (del ‘68) Mitterand, patrocinando su di sé l’onda rivoluzionaria si apprestava a cavalcare le lotte studentesche della sinistra antagonista, il primo impose un referendum partecipativo dei salariati, mentre il secondo, giovane studente, appoggiava questa proposta che però fallì per un pugno di voti e che portò alle preannunciate dimissioni dello stesso presidente De Gaulle. Di questi però non ha la rigidità tipica dei leaders francesi, ma tanto buon senso italiano.
Ora Berlusconi, forte dei 7 milioni di firme raccolte in piazza, torna prepotentemente sulla scena da vero statista in sintonia con la sua gente, proponendo lo scioglimento di Forza Italia in una nuova formazione politica, il Partito del Popolo della Libertà (PPL ?) con il quale i partner della sua coalizione e non solo, dovranno fare i conti: conti salati, perchè spinto da tanti giovani animati da una passione politica che si dava per morta o agonizzante. L’annuncio clamoroso nella notte di piazza San Babila ha un duplice effetto: restituire rappresentanza politica alla nuova generazione in un Paese allo sbando, ciò che il Cavaliere sognava fin dal lontano 1994 e rimettere al centro della vita nazionale la politica con la P maiuscola .
Contrariamente a quanto i suoi detrattori vorrebbero far credere, Berlusconi non ha nel suo DNA la il fanatismo dei capi francesi. Il suo è il carattere combattivo del nostro popolo, sorretto da una fede incondizionata nella giustizia e nell’amore per l’essere uomano. E’ il combattente con le armi delle idee e della prassi, nato per guidare un popolo al riscatto dalle pastoie burocratiche di uno statalismo fuori dalla storia che, periodicamente e soltanto qui in Italia si riaffaccia sul palcoscenico politico con i partiti delle clientele. Berlusconi non è Veltroni, ossessivamente legato alla ricerca del consenso: per i grandi progetti occorrono generosità, lungimiranza e disinteresse, tutti elementi che Silvio coltiva da sempre. Egli ragiona prevalentemente con l’intelligenza del cuore oltre che della mente; sa vivere in sintonia con la gente perché proviene da un impero aziendale che ha costruito giorno dopo giorno con sacrifici e anche con il sostegno di amici perché crede nel valore dell’amicizia.
Pur sentendosi inviato dalla Provvidenza, non è il merovingio Clodoveo che agli albori del cristianesimo, sposando una donna cattolica, invoca opportunisticamente il Signore perché gli conceda il dominio assoluto sui franchi o il tiranno Luigi XIV (il Re Sole) che cambiò la storia europea togliendo potere ai rappresentanti dei francesi in Parlamento o magari il giacobino di turno camuffato da buonista. Berlusconi, al contrario, è il tipico uomo moderno, alieno da bizantinismi che sa andare diritto al cuore del problema per il suo innato carisma, mostrando nonchalance verso i poteri forti, alleati della sinistra che viceversa lo hanno da sempre demonizzato. Ha molto del Sarkozy ministro dell’interno allorché, in occasione di una manifestazione di piazza, ad una signora che dal balcone gli chiedeva di liberare gli abitanti delle banlieues dalle orde dei delinquenti le rispondeva: “voi ne avete abbastanza di questa feccia (“racaille”), adesso ci pensiamo noi a toglierli di mezzo…!”
Il Cavaliere non è il grillo dell’antipolitica, o peggio un qualunquista come taluni vorrebbero che apparisse, non lo è mai stato. E non è nemmeno il tiranno alla Cola di Rienzo che si lascerebbe infilzare il giorno dopo. Certo che per molti è un ingombro perché non consente, come non lo ha consentito nei cinque anni di suo governo di farsi mettere nel sacco dai soliti invidiosi.
Il vero statista è quello che, come disse Abraham Lincoln, per sconfiggere l’avversario bisogna farselo amico: per questo è pronto a trattare, ma questa volta con un peso contrattuale doppio del suo avversario.
Sta a lui ed ai suoi amici fidati saper gestire questa valanga di consensi.
Francesco Pugliarello
francesco2002.pf@libero.it
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