- Tags: Anci, bilanci, enti-locali, multe
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Un miliardo e mezzo di euro. Tremila miliardi delle vecchie lire. Diciamo una buona fetta di manovra finanziaria. È quanto se ne andrà dalle tasche degli italiani a causa delle multe. Certo, se fossimo più attenti ai semafori rossi, ai limiti di velocità e ai divieti di sosta, pagheremmo di meno. Ma non tanto. Infatti, le multe sono diventate parte della politica economica dei comuni. Che si trovano quasi costretti a fare cassa alle spalle degli sventurati automobilisti che passano per il loro paese.
Ammette “la colpa” Secondo Amalfitano, coordinatore nazionale dei piccoli comuni dell’Anci, che a Panorama.it spiega: “È vero. I comuni adottano la tecnica delle multe. Ma lo fanno per sopravvivere”. Amalfitano ne spiega le motivazioni: “Da alcuni anni ormai si sta manomettendo l’assetto secolare dei comuni con provvedimenti isolati e senza visione complessiva costringendo al taglio i bilanci. Questo stravolge gli enti locali. E per i piccoli comuni la cosa è ancora più grave”.
Sta di fatto che la somma totale derivante dalle multe è cresciuta di oltre il 50% negli ultimi cinque anni. E poi c’è una delle questioni fondamentali. La legge sulla sicurezza stradale prevede che i soldi incassati dalle multe siano investiti in sicurezza stradale. Cosa che puntualmente non avviene, perché ci sono da ripianare i bilanci locali. Ancora il coordinatore dei piccoli comuni dell’Anci cerca di capire le motivazioni: “Chiudere una buca per un comune diventa problematico e difficoltoso con i bilanci attuali”.
In numeri assoluti, ovviamente, Roma e Milano la fanno da padroni per numero di multe. Ma in termini relativi sono proprio i piccoli comuni ad essere le sanguisughe degli automobilisti. Il primato del rapporto tra gli introiti da contravvenzioni e il numero di abitanti spetta a Santa Luce: 1.600 anime in provincia di Pisa per un incasso di 1,7 milioni di euro grazie alle contravvenzioni nel 2005. Ovvero 1.100 euro ad abitante. Quando la media nazionale è di 35 euro l’anno.
Amalfitano prova a spiegare: “Un taglio ad un piccolo comune è gravissimo. Di qui la necessità della fantasia italica di aggrapparsi a quello che c’è in giro: le multe in primis“. Non è la solita faccenda dei costi della politica, è questione di sopravvivenza”.
- Domenica 25 Novembre 2007
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Commenti
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Il 25 Novembre 2007 alle 12:27 terranostra ha scritto:
I sindaci hanno l’arma segreta:le multe.Rosso,arancione,sosta senza grattini,doppia fila,divieto di fumo:poveri automobilisti.
Il 25 Novembre 2007 alle 13:32 pasmes ha scritto:
Non c’è nulla che possa giustificare i Sindaci e i Pubblici Amministratori a usare il potere conferito democraticamente per risolvere i problemi della gente, per fare invece i dittatori e gli aguzzini, per derubare i cittadini con metodi delinquenziali come quelli della multa facile, dei semafori gialli, degli autovelox in punti strategici, dei parcheggi a pagamento, dei ticket d’ingresso alle città e simili.
Le entrate tributarie, se utilizzate con prudenza e con oculatezza, riducendo sprechi e sperperi e i privilegi della Casta, sono sufficienti a risolvere i bisogni primari della collettività. Se i sindaci non sanno farlo, perché non si dimettono e lasciano le loro poltrone alle persone più capaci e soprattutto più oneste?
Il 25 Novembre 2007 alle 19:37 pacato ha scritto:
… vorrei sapere da certi Amministratori … che differenza fa per l’automobilista … tra … l’essere rapinati da delinquenti che d’improvviso gli sbarrano la strada … o essere rapinati da marchingegni chiamati Autovelox che d’improvviso gli fotografano la targa dell’automobile …
Risposta: Nessuna. Sono ambedue rapine. Una non legale. L’altra legalizzata …
p.s.: … se gli Amministratori non hanno abbastanza “risorse” per gestire i Servizi se la prendano con lo Stato che non restituisce abbastanza … non con i Cittadini “arrangiandosi” …
Il 26 Novembre 2007 alle 10:29 pacato ha scritto:
… e rapinandoli …
Il 27 Novembre 2007 alle 23:05 eccehomo ha scritto:
Qualsiasi tragitto in auto è diventato oltremodo stressante perchè alle ben note difficoltà del traffico si è aggiunta la spada di damocle delle multe che pendono sul capo dell’automobilista e che oltretutto gli arrivano con mesi e mesi di ritardo, cosicchè ogni sera chi crede di essersi guadagnato la giornata se la può essere invece persa cogli interessi.
Questo delle furbate dei comuni diventa un altro vizio italiano che spinge il cittadino a sentirsi sempre meno tale ed a desiderare di fregare il più possibile lo stato che gli appare più come un subdolo nemico che come sua res.
Un appello ai politici: questo stato di cose deve finire al più presto perchè porta con sè conseguenze nefaste per la nazione e la fa scivolare pericolosamente sulla china dell’imbarbarimento.
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