
Come ogni anno alle porte dell’inverno si riaccendono le polemiche sullo smog, ovvero sui rimedi da adottare o già adottati (sempre insufficienti) per tutelare i cittadini. La qualità dell’aria è un diritto fondamentale, perché è un diritto alla salute. I dati ufficiali sullo smog lo dimostrano: l’aria avvelenata delle città non è solo un problema ambientale, ma è anche un’importante emergenza sanitaria. L’inquinamento atmosferico in Europa causa circa 370 mila decessi ogni anno e riduce l’aspettativa di vita di circa 9 mesi. Ogni giorno le centraline delle Arpa, le agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, misurano le concentrazioni di inquinanti presenti nelle città. I valori delle polveri sono quasi costantemente superiori alla soglia stabilita per legge, e purtroppo si tratta di una sottostima: il frutto di una media giornaliera, diluita dai più rassicuranti valori notturni. La realtà è peggiore. Passeggiando in città, in mezzo al traffico nelle ore diurne, i picchi di inquinamento respirati dai cittadini sono molto più elevati. Un’inchiesta di Altroconsumo, un viaggio nelle vie dello shopping di Roma e Milano in compagnia di due minicentraline, che hanno misurato minuto per minuto le polveri sottili presenti nell’aria, ha dimostrato che i nostri polmoni respirano concentrazioni di veleni ben più alte delle medie ufficiali, anche dieci volte maggiori. Soprattutto il PM10 continua a preoccupare. A Roma e a Milano l’inquinamento che respiriamo giorno per giorno è ben superiore alle soglie previste dalla legge. Soglie peraltro già tolleranti, visto che in realtà non esistono limiti sotto i quali siano assenti gli effetti sulla salute. L’inchiesta rientra nella campagna Altroconsumo per la salute, l’attività di sensibilizzazione su cui si è focalizzato l’impegno della nostra associazione nel corso del 2007.
I danni dell’inquinamento ormai sono notoriamente riconosciuti. Molti studi scientifici rivelano che l’aria malsana ha importanti effetti sanitari, come l’aumento del numero dei ricoveri e dei decessi o l’insorgenza di malattie croniche. L’Organizzazione mondiale della sanità ha monitorato l’impatto dello smog sulla salute dei cittadini di 13 città italiane, denuncia proprio il costo sanitario delle migliaia di malattie e di ricoveri ospedalieri attribuibili agli effetti a lungo termine delle polveri sottili, l’inquinante più temuto e ormai il più monitorato. L’emergenza inquinamento è talmente grave che le istituzioni non possono più continuare a fare orecchie da mercante. Comuni, Regioni e Province sono chiamate ad agire per individuare strategie vincenti per combattere lo smog. La situazione appare sempre più allarmante: occorrono interventi drastici, anche se impopolari.

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- Lunedì 26 Novembre 2007
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