Veltroni e Fini: l’accordo vale più a parole che nei fatti

Il leader del Pd Walter Veltroni e Gianfranco Fini, leader di An
A parole Walter Veltroni e Gianfranco Fini sono d’accordo su molto. Convergenza sull’inscindibilità tra riforme costituzionali e cambiamento della legge elettorale: sono infatti questi i punti dell’accordo tra il segretario del Pd e il leader di An che si sono incontrati oggi a Montecitorio. Ma è un’intesa che vale più a parole che nei fatti.
Dopo l’incontro tra i due leader politici nei corridoi del Parlamento gira una voce: “Fini ha dato a Veltroni il contentino dell’accordo sulle riforme costituzionali, perché sa bene che non ci si arriverà mai…”. Anche perché la realizzazione delle riforme istituzionali passa necessariamente per la durata del governo Prodi: infatti per fare le riforme sarebbe necessario almeno un anno e mezzo (cioè, secondo la Costituzione, due passaggi tra Camera e Senato a distanza di tre mesi l’uno dall’altro).
Tempo che An non sembra disponibile a concedere all’esecutivo. La prova? Ecco il commento, tra il serio e faceto raccolto da Panorama.it del capogruppo alla Camera del Partito Democratico, Antonello Soro: “Fini concede un anno e mezzo al governo? No… di più. Questo governo non cade e non si può andare a votare se prima non si fanno le riforme che daranno efficienza al sistema Paese”.
Scavando nelle parole del leader di An si scorgono insomma parecchi dubbi. Fini, al termine dell’incontro ha spiegato: “A Veltroni abbiamo detto che il dialogo sulle riforme non è per An sostegno o benevolenza al governo Prodi”. Come a dire: dialogo sì, prolungamento della vita del governo no.
Veltroni, ed è un po’ il suo marchio di fabbrica, ha fatto sfoggio di ottimismo: “L’elemento più importante dell’incontro con Fini è che si è registrato un accordo su due punti decisivi: riforme costituzionali e nuova legge elettorale vanno di pari passo”. E ancora: “Con Fini c’è stata la convergenza sul pacchetto di riforme istituzionali, all’esame della Camera, su tutti i punti fondamentali: riduzione del numero dei parlamentari, più poteri al premier, superamento del bicameralismo perfetto”. Sulle riforme istituzionali si tratta di un’intesa reale. Ma non praticabile. Mentre sull’inscindibilità di cambiamento della legge elettorale e riforme si tratta di un’intesa sulla carta. Non a caso Fini si è subito affrettato a spiegare: “Se cade il governo Prodi, si va a votare con l’attuale legge elettorale”.
E proprio sulla legge elettorale i due leader di partito non hanno trovato l’accordo. Anzi, Fini ha spiegato il suo no al “Vassallum”, cioè alla proposta di Veltroni: “Non condividiamo affatto la proposta di Veltroni, il ‘Vassallum’, perché non è corrispondente con le esigenze di Alleanza nazionale: non contestiamo la legge elettorale in senso proporzionale, quello che conta è che l’elettore possa scegliere il partito, la coalizione, il programma e il candidato premier”.

Il VIDEO servizio:

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 28 Novembre 2007 alle 11:12 Non solo Dini: quelli che a Palazzo entrano con un vestito e poi lo cambiano » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Insomma, appare chiaro che nel lasciare ufficialmente il gruppo del Pd, Dini, Bordon e i loro senatori abbiamo anche aperto un banchetto in cui sono pronti ad accogliere altri senatori. Anche Dini, solitamente molto freddo, è stato piuttosto esplicito: “Apriamo un processo e offriamo un percorso unitario a quanti pensano sia venuto il momento di prendere una comune iniziativa politica, con l’obiettivo di superare un quadro politico che non appare in grado di produrre risposte efficaci e attui politiche necessarie per invertire la tendenza al declino economico e civile del Paese”. Il tutto nel giorno in cui proprio lo stesso Dini ha trovato l’accordo con Romano Prodi sul welfare. E allora se cedi sull’economia, tratti e tiri la corda sul quadro del teatrino della politica. E il teatrino è quello che vuole che presto i due organizzeranno un gruppo autonomo: per farlo a palazzo Madama sono necessari dieci senatori. Negli ovattati corridoi senatoriali sono in molti pronti a scommettere che entro Natale li avranno trovati. E non è un caso che nell’incontro dell’altro giorno tra Walter Veltroni e Gianfranco Fini uno dei punti trovati nell’intesa sia stato proprio quello di modificare i regolamenti parlamentari per vietare che si possano formare gruppi diversi da quelli che sono andati alle urne. E nel centrodestra? Beh, anche nella ex Cdl sono alle viste possibili cambi di casacca che potrebbero sconvolgere la geografia dei gruppi parlamentari. Ormai digerito il salto di Marco Follini (da vicepremier nel governo Berlusconi a responsabile della comunicazione del Pd di Veltroni) e dopo la svolta del predellino di Silvio Berlusconi, il nuovo partito sta prendendo forma e sono in arrivo dall’Udc Carlo Giovanardi e altri “amici” a lui vicini. Quindi un posto di rilievo nel nuovo Pdl sarà previsto per il giovane Daniele Capezzone, si parla del ruolo di portavoce. [...]

Il 29 Novembre 2007 alle 17:15 Doppio Veltroni: duro e in ascesa in Italia, indeciso e in calo a Roma » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Anche la trattativa sulla riforma elettorale rivolta principalmente a Silvio Berlusconi fa intravvedere un Veltroni muscolare, che scavalca i rituali di partito e i vincoli di coalizione. Tanto più che Veltroni, come Berlusconi, non fa mistero di non temere il referendum. I sondaggi sono altalenanti: oggi l’Ipsos attribuisce al Pd il 35% contro il 33 del Pdl berlusconiano; altri invertono le percentuali. Ma la sensazione è che si vada verso una sfida a due. [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101