
Quanti magistrati sono stati puniti dalla Cassazione per avere intercettato politici che non dovevano, espresso giudizi sopra le righe, avere addirittura offeso l’onore delle forze dell’ordine? Quanti hanno subito il trasferimento d’ufficio ad opera del Csm?
Perché questo è capitato e sta capitando a Cementina Forleo, il Gip di Milano che indaga sull’affaire Unipol e che ha chiesto al Parlamento l’autorizzazione ad utilizzare le intercettazioni di alcuni esponenti di Forza Italia, ma soprattutto dei diessini Massimo D’Alema e Nicola Latorre. Ricevendo tra l’altro una risposta da Comma 22: la legge dice che richieste simili vanno indirizzate alla Camera di appartenenza o a quella di provenienza, ma all’epoca dei fatti il ministro degli Esteri era europarlamentare, dunque la richiesta va indirizzata a Strasburgo; ma siccome oggi non lo è più sarebbe irricevibile anche là . Insomma, quella lettera “o” non è chiara ai legislatori che l’hanno scritta.
È evidente che la Forleo non è una Giovanna D’Arco ed è chiaro anche ai non addetti ai lavori che ha peccato di protagonismo, accettando di comparire in tv e parlando di manovre politiche e istituzionali nei suoi confronti. Ciò che invece non è per nulla evidente, e che probabilmente non sapremo mai, è se nel merito dell’indagine Unipol ed i suoi sospetti sui politici erano fondati. Così come non sapremo se era fondata l’indagine sui potenti di De Magistris.
In passato altri magistrati avevano esternato in pubblico e avevano ceduto al protagonismo, come e ben più della Forleo. Basta pensare a Saverio Borrelli, ad Tonino Di Pietro (quando faceva il pm), a Giancarlo Caselli, ad Agostino Cordova, a molti altri. Erano stati discussi, soggetti a ispezioni ministeriali, ma mai era stato impedito loro di portare avanti le indagini. Che erano andate a segno con esiti assai fragorosi.
Altri giudici erano incorsi in clamorosi errori giudiziari - il più noto quello per Enzo Tortora - senza tracce di punizioni e trasferimenti. Proprio oggi un gip ha archiviato buona parte delle accuse di estorsione dell’inchiesta Vallettopoli messa in piedi dal pm Henry John Woodcock , altro magistrato che non vola precisamente basso. Perché questi due pesi e due misure?
Ora, a distanza di pochi giorni, sia la Forleo sia il pm di Catanzaro Luigi De Magistris vengono messi in condizioni di non lavorare. Che entrambi abbiano toccato politici della maggioranza (e dell’opposizione), incorrendo nelle ire sia del governo sia di parte del centrodestra non può apparire un caso. Il garantismo è un principio sacrosanto, ma andrebbe applicato a tutti: quante intercettazioni illegittime o discutibili si fanno ogni giorno in Italia? Quanti magistrati dicono la loro il politica e in tv? Quanti si trasferiscono direttamente in partiti o nei governi?
Il miglior modo per giudicare un magistrato resta quello di sottoporlo al giudizio di un organismo davvero terzo. Per un pm dovrebbe essere naturalmente un giudice, se esistesse una reale divisione delle funzioni e soprattutto delle carriere. Se compie delle palesi infrazioni disciplinari, c’è in Italia il Csm: a condizione però che usi per tutti lo stesso metro di giudizio. Ma sarebbe meglio anche in questo caso evitare gli organi di autogoverno e ricorrere, anche qui, ad organismi terzi. Si torna insomma alla netta distinzione tra procuratori e giudici; che però in Italia non c’è.
Infine due parole sulle parole scelte dalla Cassazione per promuovere l’azione disciplinare di fronte al Csm: “abnorme invasione di campo”, “osservazioni stupefacenti e illegittime” “grave e inescusabile negligenza aver richiesto alla Camera l’autorizzazione a procedere”. Non siamo abituati a sentire magistrati che rompono lo spirito di casta per processare in questi termini uno di loro. Forse è l’inizio di un’inversione di tendenza, magari salutare. Forse, come per De Magistris, è invece un modo per giustificare la sostituzione di colleghi scomodi. Il problema è che non lo sapremo mai, perché la politica ha già abbondantemente strumentalizzato i casi Forleo e De Magistris. La Cassazione e il Csm dovrebbero dunque spiegare e documentare le loro accuse all’opinione pubblica. In fondo i magistrati agiscono “in nome del popolo italiano”, ma il popolo italiano si fida sempre meno, e qualche buona ragione ce l’ha.
- Mercoledì 28 Novembre 2007

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Commenti
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Il 28 Novembre 2007 alle 18:03 cini ha scritto:
La decisione presa dalla Cassazione non é di certo una sorpresa o un mistero,bensà qualcosa ben risaputa ormai da tempo:
Intercettazioni telefoniche a scopo di indagini,sono in Italia,ammissibili
solamente ed esclusivamente se dirette a partiti e individui di Centro Destra in generale e al Cavaliere in particolare.
La Forleo aimé!!,deve esserselo dimenticata,quindi un tentativo della Cassazione per un´esemplare punizione era dall´inizio,fatto piú che scontato.
Il 28 Novembre 2007 alle 19:11 aldo1110 ha scritto:
Vergogna!Suprema vergogna per la cassazione.Queste criminali perzialita’ dimostrano che il PCM(parito comunista magistrati) ha inquinato anche gli organismi superiori della giustizia.Rendiamo pubblica la motivazione della cassazione cosi’ come i nomi e cognomi dei partecipanti alla votazione,per poter dar loro pubblicamente, il titolo di corrotti e venduti alla attuale coalizione di sinistra.Lasciar passare certe ingiustizie(insieme alle persecuzioni mirate e delinquenziali fatte a suo tempo contro il presidente Berlusconi)ci rendono,come minimo,complici del misfatto.
Il 28 Novembre 2007 alle 22:28 luanmagi ha scritto:
Il perchè sarà una polpetta avvelenata, contro la Forleo, non ho fame. Piuttosto mi punge vaghezza che per i nostri eroi il giudizio non sarà altrettanto netto e veloce. (D’Alema, Fassino, Consorte, Nicola La Torre e, why not? Prodi e Mastella) saranno mai rinviati a judicio? ai posteri l’ardua sentenza, anche se il mai si va consolidando. Eppure un dubbio mi rode. L’indagine della Forleo non era semplice come quello di mani pulite, dove bastava raccogliere le testimonianze del do ut des. Qui lo scandalo, se c’è, non è tanto nell’acquisizione di una banca da parte della sinistra (MPS non è certamente di destra) nè sulle becere e cialtronesche avventure sottostanti, ma, potrebbe essere ben altro, in un brano che copio e incollo da http://canali.libero.it/affari.....taliani/p … 1106.html si legge:
Fassino. Senti invece, questa storia che ho letto sui giornali… Gavio… ci sono dentro?
Consorte. Gavio entra con uno 0,5, Marcellino Gavio.
Fassino. Insieme a Bonsignore…
Consorte. No Bonsignore esce.
Fassino. Esce? Come mai lui entra?
Consorte. Gavio entra perché ha capito che l’aria cambia e siccome lui ha Impregilo vuole lavorare con le cooperative.
Fassino. Capito.
Consorte. Non c’è nessuno che fa niente per niente Piero a ‘sto mondo. Siamo rimasti in pochi secondo me.
se l’intercettazione è corretta allora, a voler pensare male, sorge una domanda il mercato degli appalti pubblici è “blindato”? e a voler pensare peggio: chi è il general contractor del Ponte di Messina, cui saranno dovuti i danni per la rescissione unilaterale del contratto? Impregilo?
I dubbi sono atroci, il lavoro della Forleo estremamente complicato perchè deve valutare non più sul do ut des ma su operazioni di ingegneria finanziaria, non altissima, discretamente becera, per non dire squallida,ma non semplicissima che potrebbe trovare prove solo se il garante del mercato indagasse su un cartello costituito, indirettamente, tramite alleanze bancarie, mirante a gestire gli appalti pubblici. Una P2 economica. Ma anche un altro soggetto potrebbe intervenire, quel Mario Monti, che, a livello Europeo “leggesse” e meditasse se in Italia, simili alleanze non blocchino il libero mercato. Forleo allora avrebbe una chance in più. Ma nè Mario Monti nè il Garante leggeranno questo post e Forleo dovà difendersi da sola, ancorchè circondata dall’amore e dalla devozione di un intero popolo.
mi dispiace la mia impotenza.
Il 29 Novembre 2007 alle 13:00 Corrado Buccieri ha scritto:
Non ho approfondito l’argomento, però penso che la Forleo, pur avendo ragione, non si e’ attenuta alle regole del sistema. Tutte a senso unico.
Il 29 Novembre 2007 alle 17:11 luanmagi ha scritto:
su tutte dovrebbero prevalere dignità e onestà degli uomini e la verità dei fatti. (posso anche sognare, noo?)
Il 4 Dicembre 2007 alle 13:16 Forleo, cacciata all’unanimità : il Csm decide il trasferimento » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Tutto come previsto: la prima commissione del Csm ha aperto all’unanimità la procedura di trasferimento d’ufficio, per incompatibilità , nei confronti del Gip di Milano, Clementina Forleo. Già nei giorni scorsi si era verificata “una convergenza di opinioni” tra i consiglieri del Csm a favore dell’avvio della procedura. E se il giudice milanese si era trincerata dietro un “niente da dire”, a parlare è stata la sua amica e legale Giulia Bongiorno, dicendosi certa “dell’assoluta correttezza” della sua assistita. A spingere il Csm su questa strada sarebbe stato soprattutto l’impatto che hanno avuto nell’ambiente giudiziario le dichiarazioni di Forleo sul presunto complotto ai suoi danni. Denunce che non hanno trovato riscontro negli accertamenti compiuti dalla Prima Commissione che, oltre alla diretta interessata, ha ascoltato i vertici degli uffici giudiziari di Milano. Ma il problema non è solo l’assenza di riscontri. “Le sue dichiarazioni, eccessive, forzate e gravissime, hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziari e sono state lesive dell’immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi”, ha spiegato la vicepresidente del Csm Letizia Vacca. Insomma, si è determinata una situazione di “disagio”, ma anche di “isolamento” del gip di Milano, a partire dal suo stesso ufficio. Sull’apertura della procedura potrebbero aver pesato anche - racconta un altro consigliere - i rapporti non facili persino con il personale amministrativo. “Il nostro problema è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano. Lo spirito che ci muove non è certo persecutorio nei confronti di Forleo” assicura Vacca, che intanto però pronuncia un giudizio durissimo sul magistrato milanese e sul pm di Catanzaro Luigi De Magistris, anche lui, nei prossimi giorni, oggetto di una pronuncia della Prima Commissione: “Sono cattivi magistrati”. “Dire ‘ho fatto il nome di D’Alema e per questo mi perseguitano, non è un sillogismo che può valere. Questa non è una magistratura seria” incalza Vacca “e questi comportamenti sono devastanti. I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi; altrimenti sono figure negative”. Nella scorsa settimana il Procuratore Generale della Cassazione, Mario Delli Priscoli, ha promosso nei suoi confronti l’azione disciplinare per i contenuti dell’ordinanza con cui il gip chiese alla Camera l’autorizzazione a utilizzare le telefonate tra parlamentari e alcuni indagati nell’inchiesta sulle scalate bancarie. [...]
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