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	<title>Italia &#187; La Cassazione contro la Forleo. Ma abbiamo il diritto di sapere perché</title>
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	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:29:09 +0000</pubDate>
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		<title>La Cassazione contro la Forleo. Ma abbiamo il diritto di sapere perché</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 15:16:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Rosati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il pm di Milano (come è successo a quello di Catanzaro, De Magistris) è stata messa in condizione di non lavorare. Perché ha toccato politici della maggioranza e dell’opposizione e perché ha peccato di protagonismo (un vizio già mostrato in passato da molti magistrati). Ma non è con un'azione disciplinare nei suoi confronti che si contribuisce a fare chiarezza e a svelenire il clima]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/displayimage.php?pos=-16004"><img src="http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10028/normal_forleo261107.jpg" alt="Il giudice milanese Clementina Forleo in una foto d'archivio | Ansa" border="0" /></a><br />
Quanti magistrati sono stati puniti dalla Cassazione per avere intercettato politici che non dovevano, espresso giudizi sopra le righe, avere addirittura  offeso l&#8217;onore delle forze dell&#8217;ordine? Quanti hanno subito il trasferimento d&#8217;ufficio ad opera del Csm?</p>
<p>Perché questo è capitato e <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=223821" target="_blank">sta capitando a Cementina Forleo</a>, il Gip di Milano che indaga sull&#8217;<a href="http://blog.panorama.it/italia/index.php?tag=unipol"><em>affaire</em> Unipol</a> e che ha chiesto al Parlamento <a href="http://blog.panorama.it/italia/2007/07/20/il-giudice-forleo-i-politici-complici-consapevoli-di-consorte-co/">l&#8217;autorizzazione ad utilizzare le intercettazioni </a>di alcuni esponenti di Forza Italia, ma soprattutto dei diessini <a href="http://today.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=topNews&amp;storyID=2007-11-08T154343Z_01_LAN851570_RTRIDST_0_OITTP-DALEMA-FORLEO.XML" target="_blank">Massimo D&#8217;Alema e Nicola Latorre</a>. Ricevendo tra l&#8217;altro una risposta da Comma 22: la legge dice che richieste simili vanno indirizzate alla Camera di appartenenza o a quella di provenienza, ma all&#8217;epoca dei fatti il ministro degli Esteri era europarlamentare, dunque la richiesta va indirizzata a Strasburgo; ma siccome oggi non lo è più sarebbe irricevibile anche là. Insomma, quella lettera &#8220;o&#8221; non è chiara ai legislatori che l&#8217;hanno scritta.</p>
<p>È evidente che la Forleo non è una Giovanna D&#8217;Arco ed è chiaro anche ai non addetti ai lavori che ha peccato di protagonismo, accettando di comparire in tv e parlando di manovre  politiche e istituzionali nei suoi confronti. Ciò che invece non è per nulla evidente, e che probabilmente non sapremo mai, è se nel merito dell&#8217;indagine Unipol ed i suoi sospetti sui politici erano fondati. Così come non sapremo se era fondata <a href="http://blog.panorama.it/italia/2007/09/28/catanzaro-story-de-magistris-non-cede-a-mastella/">l&#8217;indagine sui potenti di De Magistris.</a><br />
In passato altri magistrati avevano esternato in pubblico e avevano ceduto al protagonismo, come e ben più della Forleo. Basta pensare a Saverio Borrelli, ad Tonino Di Pietro (quando faceva il pm), a Giancarlo Caselli, ad <a href="http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/cronache/file/casocordova.html" target="_blank">Agostino Cordova</a>, a molti altri. Erano stati discussi, soggetti a ispezioni ministeriali, ma mai era stato impedito loro di portare avanti le indagini. Che erano andate a segno con esiti assai fragorosi.</p>
<p>Altri giudici erano incorsi in clamorosi errori giudiziari - il più noto quello per <a href="http://www.repubblica.it/online/album/ottantatre/biagi/biagi.html" target="_blank">Enzo Tortora</a> - senza tracce di punizioni e trasferimenti. Proprio oggi un gip ha archiviato buona parte delle accuse di estorsione dell&#8217;inchiesta Vallettopoli messa in piedi dal pm Henry John Woodcock , altro magistrato che non vola precisamente basso. Perché questi due pesi e due misure?</p>
<p>Ora, a distanza di pochi giorni, sia la Forleo sia il pm di Catanzaro Luigi De Magistris vengono messi in condizioni di non lavorare.  Che entrambi abbiano toccato politici della maggioranza (e dell&#8217;opposizione), incorrendo nelle ire sia del governo sia di parte  del centrodestra non può apparire un caso. Il garantismo è un principio sacrosanto, ma andrebbe applicato a tutti: quante intercettazioni illegittime o discutibili si fanno ogni giorno in Italia? Quanti magistrati dicono la loro il politica e in tv? Quanti si trasferiscono direttamente in partiti o nei governi?</p>
<p>Il miglior modo per giudicare un magistrato resta quello di sottoporlo al giudizio di un organismo davvero terzo. Per un pm dovrebbe essere naturalmente un giudice, se esistesse una reale divisione delle funzioni e soprattutto delle carriere. Se compie delle palesi infrazioni disciplinari, c&#8217;è in Italia il Csm: a condizione però che usi  per tutti lo stesso metro di giudizio.  Ma sarebbe meglio anche in questo caso evitare gli organi di autogoverno e ricorrere, anche qui, ad organismi terzi. Si torna insomma alla netta distinzione tra procuratori e giudici; che però in Italia non c&#8217;è.</p>
<p>Infine due parole sulle parole scelte dalla Cassazione per promuovere l&#8217;azione disciplinare di fronte al Csm: &#8220;abnorme invasione di campo&#8221;, &#8220;osservazioni stupefacenti e illegittime&#8221; &#8220;grave e inescusabile negligenza aver richiesto alla Camera l&#8217;autorizzazione a procedere&#8221;. Non siamo abituati a sentire magistrati che rompono lo spirito di casta per processare in questi termini uno di loro. Forse è l&#8217;inizio di un&#8217;inversione di tendenza, magari salutare. Forse, come per De Magistris, è invece un modo per giustificare la sostituzione di colleghi scomodi. Il problema è che non lo sapremo mai, perché la politica ha già abbondantemente strumentalizzato i casi Forleo e De Magistris. La Cassazione e il Csm dovrebbero dunque spiegare e documentare le loro accuse all&#8217;opinione pubblica. In fondo i magistrati agiscono &#8220;in nome del popolo italiano&#8221;, ma il popolo italiano si fida sempre  meno,  e qualche buona ragione ce l&#8217;ha.</p>
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