Antipolitica? La Casta impari a spogliarsi su YouTube

Ferve il lavoro di Senatori e Deputati per definire nuovi meccanismi elettorali. In tutti prevale la nobile intenzione di trovare soluzioni che garantiscano sicurezza e stabilità .<br /> [i](Credits: [url=http://uberg.ods.org/]Gianfranco Uber[/url])[/i]<br />
La nuova macchina elettorale per garantire stabilità

Chiusa in se stessa (o nelle stanze del Palazzo), quando tenta di uscire e mostrarsi alla gente, la “Casta” zoppica. Perché non conosce bene le forme di una comunicazione in grado di raggiungere tutti i suoi elettori. E sui nuovi media (sul web, in particolare) è in continuo ritardo. Tanto che la rete è appannaggio degli outsider stile Grillo.
Sono le conclusioni a cui sono giunti il sociologo Francesco Pira, professore di comunicazione pubblica e sociale e relazioni pubbliche dell’Università degli Studi di Udine, ed il giovane esperto di comunicazione Luca Gaudiano, Consulente del Ministero delle Politiche Agricole in un volume appena uscito in un’edizione aggiornata e rivoluzionata de La Nuova Comunicazione Politica. Dal volantini al blog, dalla radio a Second Life, edito dalla Franco Angeli.
“Abbiamo voluto mettere in evidenza le potenzialità e gli aspetti più innovativi che l’era digitale offre alla comunicazione di partiti e candidati, e che dai più non vengono sfruttate, e nemmeno studiate e comprese a pieno”, esordisce il professore.

Pira, non sarà mica questa poca familiarità con le nuove tecnologie a tenere la politica italiana lontana dai giovani?
E invece sì. Con le dovute e lodevoli eccezioni, la distanza delle nuove generazioni dall’attività politica non dipende dalla poca voglia dei primi. Una ricerca della Unione Europea, ripresa anche dalla Doxa, lo dimostra. Piuttosto dipende dal fatto che la politica è per i ragazzi incomprensibile. E dal loro punto di vista hanno ragione: come si fa ad appassionarsi al dibattito su “Mattarellum”, “Porcellum” e “Vassallum”?
Eppure nei talk show politici in tv se ne parla quotidianamente…
Infatti i giovani mica la guardano la tv. Anzi, la fanno: coi telefonini o con le videocamere digitali e poi postano tutto su YouTube. Il piccolo schermo conquista ormai solo un pubblico di indecisi e anziani. Le persone più acculturate e ideologizzate cercano risposte altrove.
Sul web. Ma è lì, come lei sostiene, che la politica tentenna?
Sì. Abbiamo notato dei passi avanti rispetto alle precedenti ricerche, ma la situazione è ancora in fieri. Siamo fermi allo stadio della consapevolezza: il Pd pare aver capito che per raggiungere tutti i suoi elettori, soprattutto quelli più giovani, era giunto il momento di aprire un sito basato sulla bidirezionalità.

Cioè?
Sul dialogo continuo tra leader e popolo. O tra gli apparati e la gente. Quando Veltroni parla di partito fluido un po’ intende anche questo, credo.
E nel centrodestra?
So che stanno rifacendo il sito di Forza Italia, anche alla luce del lancio del nuovo partito di Silvio Berlusconi. Speriamo che lo facciano più aperto, cioè che non si limitino a un sondaggio online per la scelta del nome o alla possibilità di scaricare documenti e dossier. Ma che sia uno spazio di continuo contatto tra il partito e chi lo vota.
All’estero succede così?
Sì: se voglio mandare una mail al presidente degli Stati Uniti d’America, vado sul sito di Bush e lo faccio, sapendo che qualcuno mi risponderà. E così su quello di Nicolas Sarkozy o della Ségoléne Royal. Non è un caso che la Royal abbia investito nella campagna elettorale in rete ben due milioni di euro, Sarkozy un milione e Bayrou 500 mila. Non è un caso che il cancelliere tedesco Angela Merkel, settimanalmente, risponda dal suo sito, in video chat, ai suoi concittadini.
Uno scenario impensabile da noi?
Diciamo: ancora di là da venire. Per farlo ci vogliono investimenti sul fronte delle risorse umane. Se i partiti e le istituzioni assumessero gruppi di giovani a cui affidare la comunicazione sarebbe perfetto: la “Casta” diventerebbe meno distante e comincerebbe a parlare un linguaggio a tutti comprensibile.
Insomma, più YouTube per tutti
Se la vogliamo dire con uno slogan…

Commenti

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Il 30 Novembre 2007 alle 17:31 capannelli ha scritto:

L’articolo solleva una problematica assolutamente legittima che implica un atteggiamento culturale. La responsabilità della mancata diffusione di questa cultura è dei media, e soprattutto dei direttori delle principali tv e redazioni internet che non hanno assolutamente guardato la convention repubblicana su CNN e YOU TUBE. Convention in cui gli elettori hanno potuto interloquire direttamente con i candidati tramite YOU TUBE, ma se queste notizie non vengono riportate è tutto inutile, resteremo nel nostro medio evo. LA COLPA NON E’ DEI NOSTRI POLITICI MA DEI DIRETTORI DI RETE E DELLE REDAZIONI INTERNET CHE NON DISPONGONO DI UNA SENSIBILITA’ TECNOLOGICA SUFFICIENTE.

Il 31 Dicembre 2007 alle 10:55 Politici e blog: siamo alla frutta. Anzi alla torta di mele della Santanchè » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] I senatori sono più moderni e più internauti rispetto ai loro colleghi onorevoli della Camera. A dispetto delle lunghe sedute che si devono sorbire per non mancare un voto (magari decisivo, visti i numeri ristrettissimi) e a dispetto dell’età media che li dovrebbe vedere più in ritardo sulla modernità rispetto agli onorevoli, un senatore su quattro (83 su 322) ha un proprio sito internet o blog, mentre solo un deputato su cinque (126 su 630) è presente in rete. Alla Camera per quanto riguarda la classifica per gruppi, il Partito democratico stacca tutti con 50 deputati con il proprio sito, segue Forza Italia con 26, Alleanza Nazionale con 14, l’Udc con 7, Rifondazione con 5, i Verdi con 4 e via via gli altri. Stessa storia a palazzo Madama, dove il Pd conta 27 senatori internauti, Forza Italia 15; Alleanza nazionale 1, l’Udc 7, Sinistra democratica 4, Rifondazione Comunista, Lega e il gruppo Misto 3, Autonomie e la Dc 2, l’Udeur e La Destra 1. Spicca, per notorietà, il blog del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, da dove arrivano bordate a Beppe Grillo e Antonio Di Pietro. Si coccolano i loro cyber-elettori il senatore estero Luigi Pallaro con un sito latinoamericano e Oskar Peterlini della SVP che ha la versione in italiano e tedesco. Premio vanità a Sergio De Gregorio: nella biografia scrive di essere stato il più giovane giornalista italiano. Entrando in alcuni dei siti o dei blog dei parlamentari è facile notare l’autoironia, come in quello di Ignazio La Russa, che chiama il proprio blog Diciamolo, riprendendo la celebre gag di Fiorello su di lui. Le foto con i figli, la moglie, il leader politico di riferimento o il Papa non mancano, anzi abbondano, nei siti dei nostri politici. I più moderni addirittura hanno anche dei video come Gabriella Carlucci (Fi) e Dario Franceschini (Pd) e Massimo D’Alema (Pd). Altri come Francesco Caruso, che della disobbedienza ha fatto la sua cifra e che non identifica il proprio nome con il sito, mette in piazza i suoi conti: indennità parlamentare 5.419, 46 euro; diaria 4.003,11 euro; rimborso spese eletto/elettori: 4.190 euro, per un totale in entrata pari a 13.613 euro. A questa cifra detrae 11.900 euro a vario titolo, dalla quota di 8.100 euro che tutti i parlamentari del Prc versano mensilmente al partito, fino all’affitto (800 euro al mese) per la casa a Roma. Alla fine del mese gli restano in tasca 1.713 euro. Premio per la creatività al giovane deputato di Forza Italia, Simone Baldelli, che accanto alle solite foto, alla solita biografia, inserisce canzoni, poesie e satira. E dulcis in fundo cento sue vignette firmate ‘Baldo’. Baldelli, che quando era a capo dei giovani di Forza Italia è stato il primo a mandare un partito su internet, spiega a Panorama.it: “Stare in rete per chi fa politica è un modo per dimostrare trasparenza e dimostrare ai cittadini che li stiamo servendo. Io nel mio sito mostro la mia attività parlamentare, quella politica e anche un pezzo della mia vita di tutti i giorni”. Infine Daniela Santanchè, il cui sito personale è on line da pochissimo, che è una vera e propria dottor Jekyll e mister Hyde. Nella rete si sdoppia: in metà sito è politica, nell’altra metà donna. Cliccando si può entrare nella sua casa e addirittura si possono copiare le ricette di Daniela, come la sua celebre torta alle mele, la tarte tatin. LEGGI ANCHE: Antipolitica? La Casta impari a spogliarsi su Youtube - Politici e web, si cercano ma non si trovano - Partiti e web: chi naviga e chi naufraga [...]

Il 12 Aprile 2008 alle 13:07 Elezioni contro: in campo i fan-discepoli che hanno un Grillo per la testa » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Internet è la loro terra promessa: si tengono informati con il blog di Beppe Grillo, mettono i propri filmati su Youtube, telefonano con Skype, si confrontano nei Meet-up, piazze virtuali in cui circolano idee. Ma i “grillini”, i fan discepoli dell’ex comico genovese, sono tutt’altro che immateriali. L’8 settembre 2007 hanno organizzato il “Vaffaday” contro i politici portando in piazza decine di migliaia di persone e raccogliendo firme per provare a sbarrare l’ingresso in Parlamento ai pregiudicati. Adesso, in attesa della replica (il Vaffaday 2 contro i giornalisti, il 25 aprile), hanno deciso di scendere in politica. Il manifesto grillino dice che per “un nuovo rinascimento” bisogna ripartire dai comuni “che decidono della vita quotidiana di ognuno di noi” e l’8 aprile, sul blog, Grillo ha elencato le liste civiche (spesso espressione di agguerriti comitati di quartiere) che hanno ottenuto la sua benedizione. Requisiti necessari: candidati incensurati e programma ad alto tasso ecologico. Si presentano in sette capoluoghi di provincia, alla Regione Siciliana e in altri dieci comuni. A un immediato successo, però, non sembra credere neppure Grillo, che il 6 aprile a Treviso, davanti a 5 mila persone, ha ammesso: “Io dico sempre a loro che non ce la faranno a entrare in consiglio comunale, ma se solo uno ci riuscisse…”. Con un computer portatile e una webcam si trasformerebbe in un “virus”. “Gli altri politici sarebbero rovinati per tutta la vita” ritiene Grillo. Ecco il primo obiettivo dei seguaci dello showman genovese: infiltrarsi come guastatori nei municipi. [...]

Il 24 Agosto 2009 alle 13:35 Italiani: legislatori “fai da te”. In 15 mesi presentate al Palazzo 1532 petizioni » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Italiani: poeti, santi, navigatori. E “onorevoli in pectore”. Con buona dose di fantasia e di tenacia. Sarà anche per sfiducia nei confronti della Casta, montata come non mai in questi anni: di fatto, in soli quindici mesi (dall’inizio della XVI legislatura) il popolo dei legislatori “fai da te” ha depositato, ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione (che recita: “Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità”), raffiche di petizioni (per l’esattezza 1.532 qui l’elenco dal sito della Camera) ai palazzi del potere sugli argomenti più disparati: dall’abolizione del divieto di ricostituire il partito fascista al marchio ‘Totally in Italy’. E sarà interessante vedere come si comporterà la commissione Affari costituzionali di Montecitorio quando, alla fine della lunga pausa estiva, tornerà a riunirsi e si troverà a valutare la petizione di tale Giovanni Bello di Ferrara che chiede l’abolizione del divieto di ricostituire il partito fascista e contestualmente di conferire al presidente della Repubblica il potere di sciogliere i partiti politici. [...]

Il 17 Novembre 2009 alle 17:08 Onorevoli sconnessi: tra siti, blog, Fb e Youtube si salvano in pochi - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] YouTube Due anni fa, intervistato da Panorama.it, Pira  invitava la “Casta” a “spogliarsi” su Youtube. Si era in pieno dibattito sull’antipolitica e sul “grillismo”. Da allora, [...]

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