Partita al vertice: Veltroni e Berlusconi oggi cercano il pareggio

[i](©Photo by Massimo Di Vita)[/i]
Se Walter Veltroni non troverà traffico, in una Capitale sotto scacco per la protesta dei tassisti, oggi pomeriggio alle 16 incontrerà Silvio Berlusconi a Montecitorio per discutere di riforme. E chiuderà il giro di incontri che aveva cominciato ad inizio settimana con Gianfranco Fini.
Una settimana, quella del segretario del Pd, di sovraesposizione mediatica e diplomatica, che pare abbia fatto arrabbiare ed ingelosire il premier Romano Prodi. Che, spiegano a Montecitorio, ha scatenato Arturo Parisi e Rosy Bindi a dichiarare contro Veltroni. Salvo poi ieri tirare il freno a mano e rilasciare un’intervista a Le Figaro (oggi Prodi incontra Sarkozy) in cui, a proposito del vertice tra i due ha dichiarato: “Se posso aiutare, lo farò volentieri”.

Veltroni e Berlusconi partono da posizioni non concilianti: Veltroni vuole che il cambio della legge elettorale cammini di pari passo con le riforme costituzionali, mentre il Cavaliere è d’accordo nel cambiare la legge elettorale ma poi subito al voto. È probabile che possano accordarsi sul cambio dei regolamenti parlamentari in senso anti frammentazione (cioè che non si possono creare gruppi parlamentari che non siano stati sulla scheda elettorale).
Nelle dichiarazioni ufficiali alla vigilia del vertice Berlusconi ha detto: ““Andrò a questo incontro con spirito positivo, come sempre…”. Per Veltroni si tratterà di “incontro vero”.
Ma in politica umori e frasi non dette contano tanto. E allora è bene prestare attenzione alle dichiarazioni non ufficiali e a quello che viene fatto filtrare dai due quartier generali.

Nello staff di Veltroni si cerca di capire se davvero c’è la volontà di discutere di riforma elettorale e riforme costituzionali. Tenendo ben presente e la cosa verrà ribadita domani al Cavaliere – sottolineano a Panorama.it – “che le riforme non sono fatte per tenere invita Prodi, ma solo per migliorare il Paese”. E stando ben attenti – su questo nel loft del Pd sono vigili – che Berlusconi non cambi idea il giorno dopo.
Da palazzo Grazioli fanno capire che Berlusconi è molto cauto: vorrà vedere bene le carte di Veltroni. E oggi potrebbe anche aprire al proporzionale, ma non intende discutere affatto di riforme. L’ex premier arriva all’incontro delle 16 dopo lunghe riunioni preparatorie con Gianni Letta e Paolo Bonaiuti. Gli uomini del Cavaliere si aspettano che sarà Veltroni a fare la prima mossa. Ma un’intesa oggi ritenuta è difficile.

Dunque la partita si annuncia lunga e il referendum è alle porte. In Parlamento si dice che sia Veltroni sia Berlusconi non temano il referendum. Che sarebbe invece una grande tragedia per i piccoli partiti.
Emanuele Macaluso a Panorama.it spiega: “Ho la netta impressione che ci sia la tentazione da parte dei due di passare dal bipolarismo al bipartitismo o attraverso il referendum o attraverso il Vassallum. E lo riterrei molto grave: perché una cosa è cancellare i piccoli partiti personali, altra cosa sono le forze politiche che nel Paese hanno una storia”.

Insomma, stasera si gioca il primo tempo di una partita che si annuncia lunga. Una partita che Berlusconi gioca fuori casa. Tanto che il suo portavoce, Bonaiuti, ha auspicato un 2-2 o un 3-3. Perché i gol in trasferta, si sa, contano doppio. Certo che al Cavaliere piacerebbe espugnare Montecitorio. A patto di non sguarnire la difesa e rischiare il gol il giorno dopo, quando i bianconeri di Veltroni arriveranno a San Siro per Milan-Juventus, dove Trezeguet vorrebbe fare almeno una doppietta.

Commenti

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Il 30 Novembre 2007 alle 11:07 CiroCipolla ha scritto:

I tempi per decidere son brevi.
Il referendum è lampeggiante indietro all’angolo.
Quindici giorni di 24 ore di lavoro in progress son pochi e son tanti.
Successivamente Buon Natale ai politicanti.

Il 30 Novembre 2007 alle 11:47 cini ha scritto:

Una settimana di incontri di Veltroni hanno fatto arrabbiare ed ingelosire il premier ROmano Prodi?,no,questo non puó essere vero.
Tutti e dico tutti purché ci sentano,vedano e siano in grado di intendere e volere,addirittura includerei le gatte di Roma e i cani di Pompei,sanno che questo Governo é caduto,scaduto e finito.
Si spera che qualcuno sia oggi anche riuscito a farlo intendere allo stesso eterno “fiducioso superottimista”
premier che quindi non ha motivo alcuno di ingelosirsi.
Il Professore che invanamente per tutto il tempo di questa infelice legislatura ha cercato di favorire i dictat delle sinistre radicali,potrebbe oggi mettere parziale rimedio a danni recati al Paese,lasciando lo scalone delle pensioni cosí risparmiando ai cittadini diverso denaro oggi e assicurando una pensione migliore per i giovani di domani.
Tale gesto sarebbe apprezzato da gran parte del popolo,da una buona fetta della sua stessa coalizione,da Dini come autore della riforma e inutile dire,dall´opposizione che l´ha messa in atto.
Quindi forza Signor Presidente,almeno in finale,quando non ha piú niente da perdere,compia un´atto di dignitá e coraggio,tutti sappiamo che anche Lei la pensa come la maggioranza dei cittadini:
QUELLA RIFORMA VÀ LASCIATA COSÌ COM`È!!!

Il 30 Novembre 2007 alle 16:17 Corrado Buccieri ha scritto:

La partita sembra dura ma finirà in
pareggio,anche se ognuno dei due mira
alla vittoria.
Berlusconi se non raggiuge un accordo,
tornerà a lottare con Fini e Casini e
avrà vita difficile.
Prodi,ormai è sotto il peso della sinistra radicale e non sa come disfarsene,per cui se lo farà Veltroni,
lui se ne esce,senza tradimento.

Il 30 Novembre 2007 alle 19:03 Walter e Silvio dicono di volere le stesse cose. Ma a spese di chi? » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Quello che è andato in scena tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi (terreno neutro: a Montecitorio, un’ora e mezza circa, con successive conferenze stampa separate), non sarà quasi certamente l’ultimo incontro tra i due big della politica italiana (così come pare non sia stato neppure il primo) : “Mi auguro che il clima del colloquio di oggi” ha detto Berlusconi alla stampa “dia la possibilità di un confronto normale, e uso un vocabolo caro a qualcuno, come è giusto che sia tra forze protagoniste che si rispettino”. Mentre Veltroni, pur mettendo le mani avanti sul rischio di inciucio Pd-Pdl, concorda: Ci sono rilevanti punti di convergenza con Berlusconi. Sul proporzionale, sul bipolarsimo, sulla necessità di cominciare le riforme dalla legge elettorale”. Anche perché, continua il leader del Pd: “La caduta del governo Prodi per Berlusconi non è una pregiudiziale”. [...]

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