Debiti formativi: la scuola italiana bocciata dall’Ocse

[i](Foto da Flickr di [url=http://www.flickr.com/photos/ieatstars/478681218/]ieatstars[/url])[/i]

Siamo stati gli inventori della prima calcolatrice tascabile, l’abaco romano. Ma Numeria, la dea della matematica cui, secondo i latini, dobbiamo il dono della facoltà di “pensare secondo quantità” alla base della scienza, ci ha abbandonato. E ora l’Italia primeggia per i suoi risultati fallimentari in campo scientifico. E non solo.
Il rapporto Ocse-Pisa (Progress in International Reading) 2006 presentato in mattinata a Parigi parla chiaro. L’indagine ha preso in esame 57 paesi (3o fanno parte dell’Ocse, più altre nazioni partner), fotografando la situazione degli studenti di 15 anni soprattutto sul fronte delle scienze, ma anche su matematica, comprensione e lettura. Ebbene, tra questi, per trovare il Belpaese dobbiamo partire dal fondo della classifica. Confermando, in peggio, i risultati delle precedenti rilevazioni triennali, avvenute nel 2000 e nel 2003 (qui il rapporto del 2003, in pdf).
Lettura? Gli studenti italiani si posizionano al 33esimo posto, con un punteggio totale di 469, al di sotto della media Ocse. Ai primi posti Corea, Finlandia, Hong Kong, Canada e Nuova Zelanda. Peggio di noi, tra i paesi dell’Unione Europea, soltanto Repubblica Slovacca, Spagna e Grecia, oltre alle nuove entrate Bulgaria e Romania. E questo è il nostro risultato “migliore”…
Cultura scientifica? Dal 26esimo posto del 2003 siamo scivolati al 36esimo. Svetta invece la Finlandia (con 563 punti), seguita da Hong Kong, Canada, Taipei-Cina e Estonia. Tra i promossi anche Slovenia (dodicesima) e Repubblica Ceca (quindicesima). Dietro l’Italia, a farci compagnia al di sotto della media Ocse, anche Portogallo (474), Grecia (473) e Israele (454). Se può confortarci, gli Stati Uniti sono soltanto 29esimi (489), e anche loro con una bella insufficienza.
Infine, amaro leit-motiv, in cultura matematica siamo 38esimi (con 462 punti). Tra i primi Taiwan, Finlandia, Hong Kong, Corea e Olanda. Dietro di noi, dei membri UE, soltanto Grecia, Bulgaria e Romania.
I risultati sono ancora più pesanti se si considera il livello di Pil dei vari paesi: gli studenti italiani sono superati dai coetanei estoni, cechi, sloveni… C’è da specificare che il rapporto, che si basa su prove scritte di due ore somministrate a ciascuno scolaro, non valuta tanto le competenze in senso stretto quanto la capacità di applicarle ai problemi reali. E non è certo una consolazione…

Il VIDEO servizio:

LEGGI ANCHE: Che fatica essere universitari - SPECIALE SCUOLA - FORUM: Che scuola è mai questa?

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Il 4 Dicembre 2007 alle 16:32 Almeno all’università l’Italia scientifica eccelle in Europa » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Non solo bocciature per la scuola italiana. Dopo i risultati imbarazzanti dell’Ocse sulla scarsa prontezza dei nostri quindicenni in scienze e matematica, arriva una boccata d’ossigeno dal fronte università. L’Italia può vantare ben sei eccellenze nella sua offerta universitaria in ambito scientifico. Una in Matematica, una in Chimica e ben quattro in Fisica. Nessuna in Biologia. A rivelarlo è l’indagine commissionata dal settimanale tedesco Die Zeit, elaborata dal Center for Higher Education Development (Che) di Gütersloh (qui la ricerca in pdf, in inglese). Nella classifica dei programmi europei di eccellenza per laureati in Scienze naturali e Matematica 2007 (Ranking of excellent european graduate programmes in the Natural sciences and Mathematics 2007) compaiono sei atenei tricolori. Che permettono all’Italia di essere terza in Europa, preceduta da Germania e Gran Bretagna, rispettivamente con tredici e dodici eccellenze. Dopo di noi, con cinque università di punta, Francia e Svezia. Per la Matematica, a distinguersi tra le nostre è stata l’università “Tor Vergata” di Roma, in compagnia di istituti prestigiosi come Oxford e Cambridge. Per Chimica lode all’università di Bologna. In Fisica sono in più ad eccellere: le università di Firenze, Padova, Pisa e “La Sapienza” di Roma. Tanti altri atenei italiani, anche se non hanno toccato l’eccellenza, sono rientrati nel “top group”. Per la Biologia quelli di Milano, “Federico II” di Napoli, Padova, “La Sapienza”, Verona e Bologna. Per la Chimica: Firenze, Milano, “Federico II”, Padova, Parma, “La Sapienza”, Salerno, Trieste, Udine e Pisa. Per la Matematica il Politecnico di Milano e il Politecnico di Torino, le università di Firenze, Milano, “Federico II”, Padova, Pavia, “La Sapienza”, Trieste, Bologna e Pisa. Per la Fisica: Cagliari, Genova, Milano, “Federico II”, Perugia, Torino, Trieste, Bologna, Ferrara, “Tor Vergata”. Il metro di giudizio nella classificazione si è basato su pubblicazioni, citazioni, infrastrutture e partecipazione ai programmi europei Marie Curie delle oltre quattromila strutture europee valutate. LEGGI ANCHE: Che fatica essere universitari - SPECIALE SCUOLA - FORUM: Che scuola è mai questa? [...]

Il 22 Ottobre 2008 alle 17:26 Riforma della scuola: punto per punto, cosa prevede la cura Gelmini » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] A motivare il ministro Gelmini alcuni dati ormai noti da tempo: negli ultimi 10 anni gli alunni sono diminuiti e la spesa pubblica per l’Istruzione è cresciuta invece di oltre 10 miliardi; il 97% di qusta spesa è assorbito dagli stipendi; la spesa per alunno è più alta del 10% rispetto alla media OCSE. Il ministro Gelmini assicura che il 30% degli oltre 7 miliardi di euro risparmiati in tre anni saranno investiti in premi ai docenti più bravi, accorpamento delle classi, ammodernamento degli edifici scolastici. La scelta del maestro unico, spiega, assicura margini per potenziare il tempo pieno del 50%. Ma la ratio della riforma, insistono i sindacati, è soprattutto nei tagli: di personale, di risorse, di investimenti. Spendiamo troppo? Il guaio è che, a leggere i dati Ocse, spendiamo male: la spesa per studente è la più alta d’Europa. Il rapporto studenti-docenti è tra i più bassi d’Europa; il numero di ore di insegnamento annuo per docente è nettamente inferiore alla media europea; l’età media del corpo docente è fra le più elevate in Europa, solo l’8,8% degli insegnanti della scuola secondaria, inferiore e superiore, ha meno di quarant’anni, e solo 1 su mille ha meno di 30 anni. [...]

Il 23 Ottobre 2008 alle 10:22 Il blog di Maurizio Silvestri » Berlusconi: gli studenti protestano? Polizia nelle scuole! E vai di manganello ha scritto:

[...] Berlusconi: gli studenti protestano? Polizia nelle scuole! E vai di manganello Archiviato in: Politica, Donne, Educazione, Cultura — Maurizio ( 10:22 ) Moratti, Fioroni e Gelmini: questi ministri, uno dopo l’altro stanno distruggendo la già disastrata scuola italiana. Siccome l’ultima riforma del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini fa schifo, allora gli studenti e i docenti protestano. Mi sembra la giusta reazione di chi vive all’interno di un paese democratico. Ooops, ho detto democratico? Nossignore, la dittatura gentile, ora si è palesata per quel che è realmente: dittatura sotto tutti i punti di vista. Infatti in risposta alle proteste, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dichiarato che farà intervenire la polizia nelle scuole. Capito? Protesti per una riforma che fa schifo? E io ti piego con il manganello. A quando le purghe e l’olio di ricino? Ma perché i docenti e gli studenti di tutta l’Italia protestano? Sono forse impazziti? Non credo.La riforma del Ministro Mariastella Gelmini prevede il maestro unico, il grembiule obbligatorio, tagli ai fondi per la scuola, stessi libri di testo per 5 anni, il voto in condotta, la riduzione del tempo pieno a 24 ore settimanali. A parte il voto in condotta, sono contrario a tutti i punti della riforma. Iniziamo a definire la situazione della scuola in Italia. Se tu vai in un qualsiasi paese straniero, che sia la Francia o la Germania, la Bulgaria o la Finlandia, se fermi una persona per la strada e parli in inglese, questa ti risponde come se niente fosse. Come se l’inglese fosse la sua seconda lingua. Senza problemi insomma. Ora, fai la stessa cosa in Italia. Eh? C’hai detto? No spic inglisc. Macchestaiaddì? Ecco. Forse gli italiani sono più idioti dei francesi o dei tedeschi. Forse non sono portati per le lingue. No. Forse l’inglese che si insegna a scuola fa cagare. Ho studiato l’inglese per 10 anni. Ogni anno la stessa lezione: “this is the table” e “this is the pen”. Molto utile. Ma lasciamo perdere l’inglese. Parliamo di fondi destinati alla ricerca. Università che rinunciano ai progetti perché gli strumenti dei quali dispongono sono così obsoleti da essere inutilizzabili. Parliamo dei baroni che facilitano figli, parenti e affini. La scuola italiana è nozionistica. Sterile. Non ti insegna a pensare, a ragionare. Anzi, ti insegna ad essere conforme, a non discutere mai, a subire. Si parte dal crocifisso e si arriva al grembiule. Ancora con il grembiule stiamo? Sì. Serve per farti entrare nella forma mentis della disciplina e del conformismo. Con il grembiule infatti, siamo tutti uguali. Ma nelle scuole di oggi, si studiano ancora le poesie a memoria? Non c’è niente di più inutile dell’imparare a memoria le poesie. Foscolo, Carducci, D’Annunzio, Leopardi, Pascoli. Gente vissuta nel secolo scorso. Se proprio vogliamo parlare di poesia, non sarebbe il caso almeno di studiare anche i poeti contemporanei? Non sarebbe il caso di analizzarle le poesie, invece di impararle a memoria? Vogliamo parlare della storia? La storia a scuola è puro nozionismo. Ti insegnano che il tal giorno, nel tale anno, c’è stata una guerra. Sì, ma i motivi veri? Ti aiutano forse a capire perché sono esplose quelle guerre? La Moratti addirittura tentò di abolire l’insegnamento dell’evoluzionismo a scuola. Cercò di rendere obbligatoria la diffusione del pensiero creazionista. Anche allora, gli scienziati di tutta l’Italia si rivoltarono. Insomma, la scuola italiana fa schifo, è obsoleta, non incentiva, non insegna a pensare, è nozionistica e questi cosa fanno? Vanno a toccare la scuola elementare. Roba che la scuola elementare è l’unica cosa che vale la pena di salvare in Italia. L’Italia è ai primi posti nelle classifiche internazionali per i buoni risultati degli alunni della scuola elementare. No, va troppo bene: distruggiamo un po’ anche lì. Ecco allora che tornano il grembiule obbligatorio, il maestro unico, gli stessi libri per 5 anni, la riduzione del tempo pieno (che toglierà lavoro a 40.000 docenti) e - come ciliegina sulla torta - un bel taglio ai fondi. Già, siccome investiamo troppo nella ricerca… Però! Persino Napolitano, il garante della Costituzione, dice che questi tagli sono indispensabili. Azz! Ma Napolitano non è giovanissimo e si sa, con l’età si perde un po’ di lucidità. Mica è giovane come la Gelmini! Mariastella Gelimini ha 35 anni ma ragiona come mia nonna (pace all’anima sua). Cioè, invece di far progredire la scuola, la fa retrocedere. Gli stessi libri per 5 anni? Io dico che se parliamo di un libro di religione mi può anche star bene, ma se parliamo di un libro di scienze, di storia o di geografia non ci siamo. 5 anni fa c’erano paesi che oggi non ci sono più. In 5 anni quante guerre ci sono state? Vogliamo parlare dei progressi scientifici? 5 anni sono un’enormità. Certo, non va bene neanche che si debba cambiare libri in modo forzato. Infatti la scelta dei libri dovrebbe spettare ai docenti. In piena autonomia. Così come previsto dalla Costituzione con la recente riforma del Titolo V, nell’articolo 117: “[…] Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni; commercio con l’estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; […]” autonomia che non può essere pregiudicata, come pure ha chiaramente ribadito dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 13 del 2004. Già, ma da quando i nostri politicanti rispettano la Costituzione della Repubblica Italiana? Non l’hanno mai rispettata, altrimenti l’Italia sarebbe un paese migliore della Svizzera. Che dire dell’abbassamento dell’età dell’obbligo scolastico? Mentre in tutti i paesi europei la tendenza è verso l’innalzamento dell’obbligo a 18 anni, da noi invece lo si abbassa nuovamente a 14 anni. Sì, gli italiani sono troppo acculturati, a che serve farli studiare di più? In merito alle competenze degli studenti quindicenni, in matematica, scienze e lettura, nel 2006 l’Italia risultava al 28° posto nella classifica dei 30 paesi europei dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). Peggiorata rispetto agli anni precedenti. Ecco la situazione dell’Italia: “[…] Lettura? Gli studenti italiani si posizionano al 33esimo posto, con un punteggio totale di 469, al di sotto della media Ocse. Ai primi posti Corea, Finlandia, Hong Kong, Canada e Nuova Zelanda. Peggio di noi, tra i paesi dell’Unione Europea, soltanto Repubblica Slovacca, Spagna e Grecia, oltre alle nuove entrate Bulgaria e Romania. E questo è il nostro risultato “migliore”… Cultura scientifica? Dal 26esimo posto del 2003 siamo scivolati al 36esimo. Svetta invece la Finlandia (con 563 punti), seguita da Hong Kong, Canada, Taipei-Cina e Estonia. Tra i promossi anche Slovenia (dodicesima) e Repubblica Ceca (quindicesima). Dietro l’Italia, a farci compagnia al di sotto della media Ocse, anche Portogallo (474), Grecia (473) e Israele (454). Se può confortarci, gli Stati Uniti sono soltanto 29esimi (489), e anche loro con una bella insufficienza. Infine, amaro leit-motiv, in cultura matematica siamo 38esimi (con 462 punti). Tra i primi Taiwan, Finlandia, Hong Kong, Corea e Olanda. Dietro di noi, dei membri UE, soltanto Grecia, Bulgaria e Romania. […]” Tempo fa pensavo che le donne in politica avrebbero portato una ventata di novità e di freschezza. Oggi, dopo aver visto l’operato della Carfagna e della Gelmini (già ministri ad appena 33 e 35 anni) cambio idea: certe donne farebbero meglio a fare le veline. Ministri a trent’anni con idee da vecchi. Mia nonna era più all’avanguardia di loro. • Permalink [...]

Il 30 Ottobre 2008 alle 17:25 InFormAzione » Formazione » Coerenza - Il Bue e l’Asino ha scritto:

[...] …se questi dati siano veri, basta spulciare un pò sul sito dell’Ocse .  O articoli un pò meno corali come questo http://blog.panorama.it/italia.....-dallocse/ . [...]

Il 5 Dicembre 2008 alle 7:27 Il blog di Maurizio Silvestri » La patria. L’identità nazionale. Essere italiani? C’è da esserne fieri! ha scritto:

[...] In merito alle competenze degli studenti quindicenni, in matematica, scienze e lettura, nel 2006 l’Italia risultava al 28° posto nella classifica dei 30 paesi europei dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). Terzultima. Peggiorata rispetto agli anni precedenti [...]

Il 25 Ottobre 2010 alle 20:57 Repubblica@SCUOLA - GIORDANI » Blog Archive » Gelmini Taglia I Fondi, Scuole A Rischio ha scritto:

[...] sembra essere soprattutto nei tagli: di personale, di risorse, di investimenti. Spendiamo troppo? Il guaio è che, a leggere i dati Ocse, spendiamo male: la spesa per studente è la più alta d’Europa. Il rapporto studenti-docenti è tra i più bassi [...]

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