
Tutto come previsto: la prima commissione del Csm ha aperto all’unanimità la procedura di trasferimento d’ufficio, per incompatibilità, nei confronti del Gip di Milano, Clementina Forleo.
Già nei giorni scorsi si era verificata “una convergenza di opinioni” tra i consiglieri del Csm a favore dell’avvio della procedura. E se il giudice milanese si era trincerata dietro un “niente da dire”, a parlare è stata la sua amica e legale Giulia Bongiorno, dicendosi certa “dell’assoluta correttezza” della sua assistita.
A spingere il Csm su questa strada sarebbe stato soprattutto l’impatto che hanno avuto nell’ambiente giudiziario le dichiarazioni di Forleo sul presunto complotto ai suoi danni. Denunce che non hanno trovato riscontro negli accertamenti compiuti dalla Prima Commissione che, oltre alla diretta interessata, ha ascoltato i vertici degli uffici giudiziari di Milano. Ma il problema non è solo l’assenza di riscontri.
“Le sue dichiarazioni, eccessive, forzate e gravissime, hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziari e sono state lesive dell’immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi”, ha spiegato la vicepresidente del Csm Letizia Vacca. Insomma, si è determinata una situazione di “disagio”, ma anche di “isolamento” del gip di Milano, a partire dal suo stesso ufficio. Sull’apertura della procedura potrebbero aver pesato anche - racconta un altro consigliere - i rapporti non facili persino con il personale amministrativo. “Il nostro problema è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano. Lo spirito che ci muove non è certo persecutorio nei confronti di Forleo” assicura Vacca, che intanto però pronuncia un giudizio durissimo sul magistrato milanese e sul pm di Catanzaro Luigi De Magistris, anche lui, nei prossimi giorni, oggetto di una pronuncia della Prima Commissione: “Sono cattivi magistrati”. “Dire ‘ho fatto il nome di D’Alema e per questo mi perseguitano, non è un sillogismo che può valere. Questa non è una magistratura seria” incalza Vacca “e questi comportamenti sono devastanti. I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi; altrimenti sono figure negative”.
Nella scorsa settimana il Procuratore Generale della Cassazione, Mario Delli Priscoli, ha promosso nei suoi confronti l’azione disciplinare per i contenuti dell’ordinanza con cui il gip chiese alla Camera l’autorizzazione a utilizzare le telefonate tra parlamentari e alcuni indagati nell’inchiesta sulle scalate bancarie.
Il VIDEO servizio:
- Martedì 4 Dicembre 2007

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Commenti
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Il 4 Dicembre 2007 alle 15:54 galassie ha scritto:
Ho seguito dall’inizio la triste vicenda di questo ottimo giudice,ho comparato i vari articoli della stampa nazionale e sono sempre più convinto delle sue ragioni.
La soluzione, a mio parere, evolve solo politicamente,cosa che non trovo giusta,anche considerando i meriti che il giudice Forleo si è guadagnato sul campo,facendo il suo lavoro correttamente e nell’interesse della giustizia.Vorrei sperare che prima di emettere una sentenza definitiva coloro che sono preposti al giudizio prendessero in considerazione tutti i suoi trascorsi.Così come ho fatto io privato cittadino attingendo alle fonti pubbliche.
Pur non conoscendola esprimo al giudice Clementina Forleo tutta la mia solidarietà.
Il 4 Dicembre 2007 alle 17:25 mgm ha scritto:
Che vergogna, che delusione sentire il membro CSM designato dal PdCI parlare a quel modo. Scriviamo email di protesta, inutili ma doverose! Ma a Lei, Giudice Forleo, mi spiace non possa arrivare il calore, l’ammirazione, la riconoscenza dei moltissimi, mi creda, poveri cristi come me, ai quali Lei permette ancora di credere nel rispetto della dignità umana come un tempo fecero Falcone e Borsellino, Scopelliti, Dalla Chiesa e tanti altri che hanno donato la loro vita o che, fortunatamente, sono ancora vivi.
Sa come la vediamo noi che con la casta non abbiamo a che fare ? Pulita e coraggiosa e le sue piccole lacrime ci sono immensamente care. Non si amareggi, Signor Giudice, non valgono la pena. Con grandissimo affetto,
Maria Monno
Il 4 Dicembre 2007 alle 18:06 Corrado Buccieri ha scritto:
Un’altra pagina a danno della giustizia.
Il 5 Dicembre 2007 alle 10:02 nhico ha scritto:
Attento a quei due. Quelli sono gli intoccabili. I diversi. Appartengono alla classe nobile della politica. Sono quelli che moralizzano tutto quello che toccano. I re Mida della situazione. I maghi che mai si infangano. Immacolati, illibati e puri. Sempre e in ogni occasione. Perché forgiati nelle fiamme del Comunismo. Come la falce e il martello della loro bandiera politica, mai vengono intaccati dalla ruggine della tentazione. E quando poi capita loro di sognare qualche impero bancario (che in un modo o in un altro sono riusciti a realizzare) e, trascinati dall’emozione del momento, inciampano nell’imponderabile gradino delle intercettazioni telefoniche, allora il Centro salute mentale li prende in cura, togliendoli dalle mani (in)capaci di chi chiede conto e ragione delle loro azioni.
Il 5 Dicembre 2007 alle 15:47 aldo1110 ha scritto:
Per poco che valga,da qui’ in centro america,esprimo simpatia e appoggio morale alla Giudice Forleo.
Purtroppo il baffino ministro degli esteri segue in liberta’ grazie al PCM (partito comunista magistrati) che si annida anche nel CSM.Cambiato govero ed orientamento politico,si deve iniziare dalla giustizia il repulisti generale.Altrimenti non andiamo da nessuna parte.
Il 5 Dicembre 2007 alle 19:06 Nessuno tocchi Clementina - [Dal Blog di Grillo] « Andrea D’Ambra - www.andreadambra.eu ha scritto:
[...] La magistratura in Italia è indipendente dal potere politico. Così indipendente da avere nel Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), in qualità di presidente, il diessino Giorgio Napolitano e, come vice presidente, il biancofiore Nicola Mancino. Il tutto per garantire gli equilibri istituzionali (a favore della politica). “Il CSM è l’organo di autogoverno della Magistratura; tramite la previsione del CSM, i costituenti hanno teso a garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello Stato, in particolare da quello esecutivo.” (Wikipedia). Autonomia, indipendenza? Il CSM ha dieci commissioni. La prima, che si occupa delle inchieste sui magistrati, è composta da: Patrono Antonio (presidente), Vacca Letizia (vicepresidente), Anedda Gianfranco, Pepino Livio, Roia Mario, Arcuri Maurizio, Lignola Ferdinando, Brancaccio Matilde, Digilio Maria. Una commissione talmente autonoma e indipendente che alcuni suoi membri sono messi in quota, pubblicamente, ai partiti: Vacca (Pdci), Anedda (An). Cosa vuol dire essere messi in quota? Fare gli aquiloni per Diliberto e Fini? Il CSM dovrebbe riferire agli italiani, non ai partiti perchè, se riferisce ai partiti, se ha a capo esponenti di partito, allora succede che la Forleo è trasferita, umiliata, scippata dell’indagine Unipol (che tocca due partiti: Ds e ex-Forza Italia) e accusata non si sa più di che cosa: “La Prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha deliberato all’unanimità l’apertura della procedura per incompatibilità ai sensi dell’art. 2 della Legge sulle Guarentigie nei confronti della dott.ssa Mariaclementina Forleo, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, in relazione a situazioni di grave disagio determinatesi nell’ambiente nel quale ella svolge le proprie funzioni giudiziarie e a dichiarazioni pubbliche rese dal magistrato relativamente ad interferenze ed intimidazioni istituzionali subìte, che non hanno trovato riscontro nell’istruttoria svolta”. http://www.csm.it La vicepresidente dilibertiana della commissione Vacca ha spiegato: “Le sue dichiarazioni (della Forleo, ndr), eccessive, forzate e gravissime, hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziari e sono state lesive dell’immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi. Il nostro problema è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano. Lo spirito che ci muove non è certo persecutorio nei confronti di Forleo” assicura Vacca, che intanto però pronuncia un giudizio durissimo sul magistrato milanese e sul pm di Catanzaro Luigi De Magistris, anche lui, nei prossimi giorni, oggetto di una pronuncia della Prima Commissione: “Sono cattivi magistrati”. “Dire ‘ho fatto il nome di D’Alema e per questo mi perseguitano, non è un sillogismo che può valere. Questa non è una magistratura seria e questi comportamenti sono devastanti. I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi; altrimenti sono figure negative”. Oliviero, hai qualcosa da aggiungere o sei troppo impegnato a Ballarò? Il CSM deve cambiare nome in Consiglio Superiore della Magistratura Sotto Tutela Politica, CSMTP, oppure rispondere ai suoi veri datori di lavoro, i cittadini. Rendere pubbliche le sedute in cui si sanzionano magistrati coraggiosi come la Forleo e si insabbia l’inchiesta Unipol. Forza Clementina, non sei sola. Invito i cittadini a scrivere il loro pensiero sulla sentenza della prima commissione direttamente al presidente del CSM, Giorgio Napolitano: clicca. [...]
Il 5 Dicembre 2007 alle 22:17 dicodorlando.com » Nessuno tocchi Clementina ha scritto:
[...] La magistratura in Italia è indipendente dal potere politico. Così indipendente da avere nel Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), in qualità di presidente, il diessino Giorgio Napolitano e, come vice presidente, il biancofiore Nicola Mancino. Il tutto per garantire gli equilibri istituzionali (a favore della politica). “Il CSM è l’organo di autogoverno della Magistratura; tramite la previsione del CSM, i costituenti hanno teso a garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello Stato, in particolare da quello esecutivo.” (Wikipedia). Autonomia, indipendenza? Il CSM ha dieci commissioni. La prima, che si occupa delle inchieste sui magistrati, è composta da: Patrono Antonio (presidente), Vacca Letizia (vicepresidente), Anedda Gianfranco, Pepino Livio, Roia Mario, Arcuri Maurizio, Lignola Ferdinando, Brancaccio Matilde, Digilio Maria. Una commissione talmente autonoma e indipendente che alcuni suoi membri sono messi in quota, pubblicamente, ai partiti: Vacca (Pdci), Anedda (An). Cosa vuol dire essere messi in quota? Fare gli aquiloni per Diliberto e Fini? Il CSM dovrebbe riferire agli italiani, non ai partiti perchè, se riferisce ai partiti, se ha a capo esponenti di partito, allora succede che la Forleo è trasferita, umiliata, scippata dell’indagine Unipol (che tocca due partiti: Ds e ex-Forza Italia) e accusata non si sa più di che cosa: “La Prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha deliberato all’unanimità l’apertura della procedura per incompatibilità ai sensi dell’art. 2 della Legge sulle Guarentigie nei confronti della dott.ssa Mariaclementina Forleo, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, in relazione a situazioni di grave disagio determinatesi nell’ambiente nel quale ella svolge le proprie funzioni giudiziarie e a dichiarazioni pubbliche rese dal magistrato relativamente ad interferenze ed intimidazioni istituzionali subìte, che non hanno trovato riscontro nell’istruttoria svolta”. http://www.csm.it La vicepresidente dilibertiana della commissione Vacca ha spiegato: “Le sue dichiarazioni (della Forleo, ndr), eccessive, forzate e gravissime, hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziari e sono state lesive dell’immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi. Il nostro problema è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano. Lo spirito che ci muove non è certo persecutorio nei confronti di Forleo” assicura Vacca, che intanto però pronuncia un giudizio durissimo sul magistrato milanese e sul pm di Catanzaro Luigi De Magistris, anche lui, nei prossimi giorni, oggetto di una pronuncia della Prima Commissione: “Sono cattivi magistrati”. “Dire ‘ho fatto il nome di D’Alema e per questo mi perseguitano, non è un sillogismo che può valere. Questa non è una magistratura seria e questi comportamenti sono devastanti. I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi; altrimenti sono figure negative”. Oliviero, hai qualcosa da aggiungere o sei troppo impegnato a Ballarò? Il CSM deve cambiare nome in Consiglio Superiore della Magistratura sotto Tutela Politica, CSMTP, oppure rispondere ai suoi veri datori di lavoro, i cittadini. Rendere pubbliche le sedute in cui si sanzionano magistrati coraggiosi come la Forleo e si insabbia l’inchiesta Unipol. Forza Clementina, non sei sola. Invito i cittadini a scrivere il loro pensiero sulla sentenza della prima commissione direttamente al presidente del CSM, Giorgio Napolitano: clicca. [...]
Il 13 Dicembre 2007 alle 8:30 giovannifalcone ha scritto:
Cento milioni di euro sono stati confiscati dal Tribunale di Milano a favore delle casse dello Stato, in danno di quello che fu il “Banchiere dei miracoli”ed autore delle fallite scalate bancarie dell’estate 2005.Nello stesso tempo apprendo della contestuale iniziativa disciplinare promossa dal Procuratore Generale della Cassazione contro il Giudice che, con la sua azione, ha determinato il brillante risultato conducendo, a mio avviso, una delle indagini più complesse ed interessanti degli ultimi decenni. Nello specifico, parlo dello stesso Giudice che, in un recente passato, ha emesso una sentenza a dir poco discutibile, nei confronti di alcuni cittadini extracomunitari accusati di terrorismo internazionale.
L’indagine di cui parliamo, come tutti sanno, ha sfiorato alcune importanti personalità politiche del panorama nazionale, i cui ruoli sono emersi al grande pubblico per effetto della pubblicazione - anzitempo - di numerose intercettazioni telefoniche dove gli stessi, con fare estremamente amichevole e conviviale, discutevano con i protagonisti del malaffare, le modalità procedurali più idonee per la migliore riuscita dell’imbroglio del terzo millennio.
Quando lo scandalo delle fallite scalate bancarie divenne pubblico, la difesa dei politici non si fece attendere, laddove, si disse, si è trattato di “…semplice tifoseria…”, nel mentre il Giudice, al contrario, coniava quelle condotte con la formula di “Consapevoli complici di un disegno criminoso”.
Quest’ultimo passaggio, contenuto nell’Ordinanza di richiesta di utilizzo degli elementi indiziari emersi dalle “sacre conversazioni” - fortunatamente intercettate - a carico dei personaggi politici, ed indirizzate al Parlamento della Repubblica, peraltro respinte, sembra essere stata la causa scatenante dell’avvio del “PROCESSO AL GIUDICE” perché, si dice, conterrebbe elementi diffamatori ed estranei alla funzione di un Ufficio giudicante.
Ora senza entrare nel merito della vicenda e senza disquisire su una materia certamente complessa e scivolosa, ma limitandomi al commento dell’uomo qualunque, di chi paga le tasse e legge i giornali tutti i giorni, dico che la vicenda, sia pure esposta sommariamente, suscita non poco sgomento.
Nel mentre faccio fatica a comprendere con quali modalità linguistiche o espressive si possa motivare una Ordinanza di tal fatta soprattutto se consideriamo che la stessa è finalizzata ad ottenere un’autorizzazione per un eventuale “Rinvio a giudizio” dei nostri tifosi, la morale che oggi saremo indotti a trarre è che non sarà dato sapere, se la condotta dei politici nello sventato scandalo finanziario del malaffare, sia stata una semplice tifoseria (di per sé esecrabile moralmente e politicamente con l’auspicio che della vicenda se ne conservi sufficiente memoria alle prossime elezioni) o, come ha “osato” affermare il Giudice siano stati “Consapevoli complici di un disegno criminoso”.
Voglio concludere questo breve commento per esprimere la mia più profonda solidarietà umana al Signor Giudice, ricordando ancora una volta quella bellissima frase di Maxmilian Robespierre: “LA LIBERTA’ E L’INNOCENZA NON HANNO NULLA DA TEMERE DALLA PUBBLICA IMMAGINE, A PATTO CHE REGNI LA LEGGE E NON L’UOMO.”
Purtroppo, ancora una volta e, ahimè non sarà l’ultima, ha regnato l’uomo!!!
Il 3 Gennaio 2008 alle 8:19 Nessun Tocchi Clementina « Nellastanzadilu Blog ha scritto:
[...] La magistratura in Italia è indipendente dal potere politico. Così indipendente da avere nel Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), in qualità di presidente, il diessino Giorgio Napolitano e, come vice presidente, il biancofiore Nicola Mancino. Il tutto per garantire gli equilibri istituzionali (a favore della politica). “Il CSM è l’organo di autogoverno della Magistratura; tramite la previsione del CSM, i costituenti hanno teso a garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello Stato, in particolare da quello esecutivo.” (Wikipedia). Autonomia, indipendenza? Il CSM ha dieci commissioni. La prima, che si occupa delle inchieste sui magistrati, è composta da: Patrono Antonio (presidente), Vacca Letizia (vicepresidente), Anedda Gianfranco, Pepino Livio, Roia Mario, Arcuri Maurizio, Lignola Ferdinando, Brancaccio Matilde, Digilio Maria. Una commissione talmente autonoma e indipendente che alcuni suoi membri sono messi in quota, pubblicamente, ai partiti: Vacca (Pdci), Anedda (An). Cosa vuol dire essere messi in quota? Fare gli aquiloni per Diliberto e Fini? Il CSM dovrebbe riferire agli italiani, non ai partiti perchè, se riferisce ai partiti, se ha a capo esponenti di partito, allora succede che la Forleo è trasferita, umiliata, scippata dell’indagine Unipol (che tocca due partiti: Ds e ex-Forza Italia) e accusata non si sa più di che cosa: “La Prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha deliberato all’unanimità l’apertura della procedura per incompatibilità ai sensi dell’art. 2 della Legge sulle Guarentigie nei confronti della dott.ssa Mariaclementina Forleo, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, in relazione a situazioni di grave disagio determinatesi nell’ambiente nel quale ella svolge le proprie funzioni giudiziarie e a dichiarazioni pubbliche rese dal magistrato relativamente ad interferenze ed intimidazioni istituzionali subìte, che non hanno trovato riscontro nell’istruttoria svolta”. http://www.csm.it La vicepresidente dilibertiana della commissione Vacca ha spiegato: “Le sue dichiarazioni (della Forleo, ndr), eccessive, forzate e gravissime, hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziari e sono state lesive dell’immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi. Il nostro problema è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano. Lo spirito che ci muove non è certo persecutorio nei confronti di Forleo” assicura Vacca, che intanto però pronuncia un giudizio durissimo sul magistrato milanese e sul pm di Catanzaro Luigi De Magistris, anche lui, nei prossimi giorni, oggetto di una pronuncia della Prima Commissione: “Sono cattivi magistrati”. “Dire ‘ho fatto il nome di D’Alema e per questo mi perseguitano, non è un sillogismo che può valere. Questa non è una magistratura seria e questi comportamenti sono devastanti. I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi; altrimenti sono figure negative”. Oliviero, hai qualcosa da aggiungere o sei troppo impegnato a Ballarò? Il CSM deve cambiare nome in Consiglio Superiore della Magistratura sotto Tutela Politica, CSMTP, oppure rispondere ai suoi veri datori di lavoro, i cittadini. Rendere pubbliche le sedute in cui si sanzionano magistrati coraggiosi come la Forleo e si insabbia l’inchiesta Unipol. Forza Clementina, non sei sola. Invito i cittadini a scrivere il loro pensiero sulla sentenza della prima commissione direttamente al presidente del CSM, Giorgio Napolitano: clicca. [...]
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